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Italia: il sole, il cibo e le mazzate di Bruti

sor pacinottoNel corso della primavera/estate 2015, la mia home di facebook è stata invasa da notizie, anticipazioni e dettagli di vario genere riguardanti Bruti, il “giocone” di carte non collezionabili ideato da Gipi. Finalmente, passata Lucca2015, sono iniziate le spedizioni del prodotto a tutti coloro che lo avevano preacquistato durante la fruttuosissima campagna di crowdfunding. Fortuna vuole che uno dei miei compagni di scorribande fosse tra di loro, e, dopo una settimana di arene, acciaio e sangue, posso presentarvi le mie impressioni su quello che potrebbe rivelarsi il principale passatempo delle vostre vacanze natalizie. Per quelli che non lo sapessero, Gipi, è il fumettista e illustratore italiano del momento. Celebre ai più per la sigla delle Invasioni Barbariche, noi hipster delle chine lo collochiamo immediatamente nel settore graphic novel delle nostre fumetterie mentali. Evidentemente un nerd scavatore come pochi, a inizio 2015 il nostro decide di scavalcare la barricata e passare dalle folte schiere di chi i giochi li squaglia a quelle più ridotte di chi li idea. Armato di una fanbase aggueritissima e del suo strepitoso talento artistico,  lancia una campagna volta al finanziamento popolare del progetto: il riscontro è spropositato, tanto che, di settimana in settimana, gli obiettivi si fanno sempre più ambiziosi. Dalla semplice realizzazione del gioco si passa a quella della Collector’s, per arrivare a stampe di magliette, realizzazione di una web app e organizzazione di eventi live. Ma ciancio alle bande e via alla rece.

L’ambientazione è quella di un generico medioevo italico a cavallo tra Brancaleone e Game of Thrones (ma il primo predomina), in cui, con tutta la rozzezza del tempo, sgraziati antieroi si fracassano di mazzate in scontri di stampo gladiatorio. Ad inizio partita ogni giocatore si vede assegnato un personaggio, contraddistinto da un potere speciale, un punteggio di costituzione e un’eventuale quantità di danno inflitto, e può dunque procedere ad equipaggiarlo come meglio crede. Questa fase prevede il rispetto di vincoli abbastanza canonici nel mondo del gioco realistico: scegliere un’arma a due mani vi permetterà di infliggere più danni ma vi impedirà l’uso dello scudo e limiterà le vostre possibilità d’azione e così via. Una volta che l’equipaggiamento è ultimato ogni giocatore pesca carte pari alla sua costituzione meno tutti i malus derivanti da oggetti trasportati e la partita può iniziare.

esempio di equipaggiamento iniziale
esempio di equipaggiamento iniziale

Le azioni che si possono compiere durante un turno sono divisibili in due macro-categorie: quelle che potete compiere ad libitum e quelle che, una volta eseguite, vi impongono di passare. Tra le prime rientrano tutte quelle legate al giocare carte che avete in mano: potrete attaccare finchè avete carte e nessuno riesce a schivare i vostri colpi o non viene ferito, giocare carte che danneggino la mano degli avversari e così via. Tutte le mosse più strategiche, dunque non legate alla pescata fortunata, rientrano invece tra quelle da eseguirsi una volta a turno: chi pesca passa il turno, chi cambia una carta dalla propria mano passa il turno, chi riattiva un oggetto del proprio equipaggiamento passa il turno. L’unica eccezione è costituita dall’utilizzo di una particolare carta movimento che, se attiva, vi permette di flipparla, disattivandola, e di compiere una delle sopracitate azioni per poi continuare a giocare come se niente fosse. Tale dinamica contribuisce, insieme al sistema di combattimento che spiegherò a breve, a rendere l’esperienza di gioco di Bruti estremamente aderente alla realtà che si prefigge di rappresentare. La frenesia e l’istantaneità della rissa brutale sono trasmesse con forza dalle limitate scelte a vostra disposizione. Attaccare come cani o prepararsi alla difesa? Scartare una strategia o fare un passo indietro, risistemarsi lo scudo alla meglio e tornare nella mischia? Chiaramente in una situazione di scontro reale (chi non ci si trova almeno due volte al dì?) avreste un solo istante per prendere ogni decisione ed evitare di finire sbudellati, e questo Bruti ve lo ricorda costantemente.

Un altro plauso va al sistema di combattimento, che evita di azzoppare la frenesia generale costringendovi a tirare fuori il pallottoliere: ogni carta d’attacco che giocherete avrà una tipologia e una forza, e il difensore potrà rispondere con schivate, parate o attacchi dello stesso tipo. Se la forza totale del vostro attacco è almeno raggiunta dall’energia totale delle difese, il vostro attacco è andato a vuoto, e il vostro avversario può deridervi sguaiatamente. Se invece la vostra potenza di percosse dovesse rivelarsi soverchiante, chi ha subito la vostra ira dovrà scartare carte fino a pareggiare il danno totale mentre voi potrete pescare, con la possibilità di scagliare un nuovo attacco; a voi decidere se contro lo stesso nemico, ormai inerme, o contro altri giocatori. Nel momento in cui riuscite a ferire un nemico sprovvisto di carte in mano e mezzi per bloccare, questi sarà costretto a pescare tante carte danno quanto è quello totale inflitto dal vostro personaggio. Tali carte hanno effetti diversi, tutti più o meno volti a danneggiare il danneggiato (salvo carte come “colpito di striscio”, la più bella da pescare se le state prendendo e il vostro mattatore già sta esultando): si va dall’impossibilità di utilizzare certi tipi di attacchi o di equipaggiamento fino alla Morte. Secca e croccante. Chi raggiunga zero punti di costituzione o peschi una carta morte è fuori dal gioco, vince il last muthafucka breathin’ ancora in piedi a fine partita.

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con eroi così…

Va detto che, data la sua recente uscita, Bruti ha ancora qualche bug da fixare: oggetti OP, testi ambigui e così via, ma la sua attivissima community ha già contribuito al rilascio di una prima patch. L’impianto generale di regole e dinamiche risulta di comprensione quasi immediata e, salvo qualche dettaglio, dopo dieci minuti di libretto di istruzioni vi ritroverete già nel pieno della zuffa. Da quanto ho capito il numero ottimale di giocatori è quattro, mi è giunta voce di partite in sei in cui i più sfortunati giocano un turno ogni venti minuti: dal momento che chi schiva un colpo passa automaticamente in attacco il classico senso orario delle giocate non è affatto garantito. Per quanto mi riguarda il divertimento subisce una lieve flessione nelle fasi finali del gioco: il duello finale uno contro uno rischia infatti di trasformarsi in una sequela di cornate prive di strategia. Ciononostante Bruti resta un prodotto che vi consiglio caldamente, dal momento che riesce a fondere gioco veloce, strategia e ansia da pescate senza risultare eccessivamente sbilanciato verso nessuna di queste tre componenti.

Buona rissa a tutti e che vinca il più rozzo.

About Marzio Persiani

Marzio Persiani
Romano, studio informatica. Curiosa intersezione tra cose che mi appassionano e argomenti con cui non si rimorchia.

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