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Ugly Christmas Sweater: quando il brutto fa tendenza

Un tempo c’erano cose che avremmo tenuto segrete a ogni costo. Erano tra queste la faccia verde di quando ci facciamo la maschera, la mise da palestra, le felpone da casa e i golf orrendi che ti regalano i parenti e che indossi solo quando sai che nella foto sotto l’albero saranno nascosti dalla testa di qualche cugino. Ora che anche Miley Cyrus si fotografa con la melma alle alghe in faccia e che l’ hashtag #fitness #workhard è un must, anche l’Ugly Christmas Sweater ha avuto la sua rivincita. D’altra parte se è esistito un tempo in cui sono andate di moda le Shox, non c’è motivo di ghettizzare il maglione con i pinguini vestiti da babbo natale.

In realtà l’origine di questo capo risale addirittura agli anni ’80, quando esagerazione e colori accesi erano all’ordine del giorno. I maglioni di Natale diventano particolarmente popolari nel Regno Unito perché indossati da alcuni presentatori televisivi durante le trasmissioni del periodo natalizio.

Da noi il rito, la mania, il capriccio kitsch, è anche in parte colpa di una certa Bridget Jones. Era il 2001 e Colin Firth indossava le corna della renna tricot. Nel 2010 la tendenza spopola e designer e brand li sdoganano ufficialmente come must have per le festività.

L’Ugly Christmas Sweater è insieme ridicolo e cool, pudico e sfrontato al punto da instaurare quel meccanismo del “così brutto da essere figo”. Gli uomini belli lo indossando per dimostrare che riescono a raggiungere record di like anche vestiti da renna, quelli un po meno belli lo mettono perché fa simpatia, sulle donne può avere lo stesso effetto del completino di Santa Baby.

Un po’ di numeri. Tra il 2010 e il 2011 il colosso Amazon ha dichiarato un incremento delle relative vendite pari al 600%, confermando un sondaggio secondo il quale il 41% della popolazione Britannica possiede almeno un Christmas jumper.

Ce n’è di varie tipologie, da quelli più ricercati in lana pregiata, con dettagli piccoli e preziosi, a quelli con ricami in stile montagna, passando per i più buffi, caratterizzati da animaletti e scritte allegre. Si indossa con i jeans o sotto una giacca sartoriale per gli uomini. Con le mini o le gonne al ginocchio per le donne. In versione maxi con le parigine.

Visto e considerato che la sua fortuna durerà una stagione e un paio di scatti su Facebook, optate per le alternative economiche di Primark, H&M, Topman, Gant, Asos.

A ricordare i tempi in cui l’Ugly Christmas Sweater era roba per quelli del club di scienze più che per quelli da pranzo sulle scale del Met rimangono i siti ButtUglySweaters, Tipsy Elves e MyUglyChristmasSweater,

In un mix di nostalgia per il glorioso passato di indumenti eccentrici e un nuovo interesse per gli abiti di seconda mano, non rimane che ben sperare: forse un giorno anche i miei calzini con i panda e l’antiscivolo andranno di moda.

Intanto ecco tutti gli Ugly Christmas Sweater delle star…

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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