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Irrational Man di Woody Allen

Anche quest’anno ci troviamo a parlare del nuovo film di Woody Allen, e se non si può dire che le uscite del vegliardo newyorkese ci tengano ormai col fiato sospeso c’è da confessare che una certa curiosità nel verificare se l’annata sia buona o meno resta.
Irrational Man è il titolo della nuova fatica, e il film racconta di un professore di filosofia un po’ maledetto, interpretato da Joaquin Phoenix, che si trova alle prese col suo nuovo lavoro in un piccolo college a Newport, dove stringe relazioni ambigue con una collega e una studentessa.

Questa premessa funge da pretesto per un nuovo giro sulla giostra, già abbondantemente esplorata da Allen, dei dilemmi morali in stile Delitto e castigo quando il nostro decide arbitrariamente di ammazzare un giudice per dare una botta di vita alle sue giornate tediose.
Per quanto visto e rivisto, il tema del delitto perfetto e delle sue implicazioni morali resta relativamente interessante, e anche se Irrational Man non può certo dirsi un thriller i momenti legati a questo lato della pellicola sono marginalmente godibili.

Dove la pellicola affonda è nella presentazione che fa dei rapporti tra i vari personaggi, specialmente per quanto riguarda la specie di triangolo che viene a crearsi tra i tre di cui sopra. Se la falla fondamentale è il protagonista stesso, che è un personaggio più che ritrito, non recuperabile nemmeno dalla buona prestazione di Phoenix che è sicuramente uno dei migliori attori su piazza a Hollywood di questo periodo, quello che più stride è l’assurda maniera che le due donne hanno di rapportarsi con quello che è fondamentalmente un alcolista depresso.

La premessa che dovremmo accettare è il fortissimo fascino che l’intellettuale decadente eserciterebbe sugli altri personaggi, e anche tralasciando per un momento la dubbia verosimiglianza di questa dinamica, Irrational Man non fa nulla per trasmettere e dare corpo a questo stato di cose. Quello che il regista chiede è che questo dato venga preso per buono nonostante l’evidente ripugnanza che il protagonista trasuda, col risultato di creare un mondo di relazioni dal retrogusto posticcio, per di più ambientato in una versione idealizzata e cartolinesca dell’università e degli universitari.

Probabilmente possiamo ascrivere questo buco nell’acqua alla distanza di età che ormai separa l’autore del film dai temi trattati, ma non sembra che il vecchio Woody abbia alcuna intenzione di smetterla di invaghirsi delle giovincelle che fa recitare nei suoi film, e immagino quindi che Irrational Man non sarà l’ultimo di questi tentativi al confine dell’imbarazzante.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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