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Leicester City's Jamie Vardy celebrates his goal during the English Premier League soccer match between Newcastle United and Leicester City at St James' Park, Newcastle, England, Saturday, Nov. 21, 2015. (AP Photo/Scott Heppell)

Passala ancora Jamie!

No, non avete letto male. Passala, non tirare! Come la stragrande maggioranza degli appassionati di calcio, anche chi scrive si è innamorato di Jamie Vardy grazie al girone d’andata del Leicester City di Claudio Ranieri. Tralasciando la discussione, molto interessante, di come Ranieri sia stato trattato in alcune piazze come quelle di Torino e Roma, con quest’ultima ancora alla ricerca di un allenatore che riesca a ripetere nella capitale i risultati ottenuti dell’attuale tecnico dei Foxes, è il caso di concentrarsi sul numero 9 della capolista della Premier League.

Vardy non è attualmente solo il capocannoniere della Premier League, ma ha anche stabilito un nuovo record nella massima lega inglese, andando a segno per 11 partite consecutive, superando Ruud Van Nistelrooy, fermatosi a 10 con la maglia del Manchester United nel 2003. Il tutto condito da un feeling per il gioco di squadra che pochi centravanti negli ultimi anni hanno dimostrato di possedere.
Se a questo aggiungiamo la sua storia, fatta di lavoro in fabbrica, leghe dilettantistiche inglesi (Non-League) e guai giudiziari, è chiaro come il suo campionato si stia contornando di un’aura leggendaria

AVANTI RANIERI – Il nativo di Sheffield, che tra un paio di settimane compirà 29 anni, ha infatti giocato tra i dilettanti e semi-professionisti fino al 2012, anno in cui, con 31 gol in campionato, ha permesso al Fleetwood di ottenere la promozione in League Two, la prima lega professionistica inglese. L’esordio nella quarta serie inglese, tuttavia, non si è mai concretizzato, poiché i 31 gol segnati nel 2011-2012 hanno portato il Leicester, che all’epoca militava in Championship (la Serie B d’Albione) a investire un milione su Vardy, per assicurarsene le prestazioni.

Dall’industria siderurgica di Sheffield ai Pro. Cinque anni fatti di gol, vertenze legali, dovuti ad una rissa causata, secondo le testimonianze di Vardy, dai dei ragazzi di strada che stavano dileggiando un suo amico sordo, e trasferte lampo, visti i domiciliari imposti dalla legge al giocatore, che avrebbe dovuto essere reperibile in casa dalle 18 alle 6 del mattino.

Vardy si adatta nel Leicester, giocando anche nel ruolo di esterno, vista la grande abilità nella corsa e le doti di sacrificio che contraddistinguono un giocatore affamato. Il bottino alla fine della prima stagione “tra i grandi” è di 4 reti, poche per fare la differenza, abbastanza per essere confermato in rosa.

Ma Vardy non si è fermato; vuole imparare; vuole riuscire a sfondare tra i professionisti. In un solo anno riesce a migliorare esponenzialmente, realizzando 16 reti in Championship, trascinando le volpi in Premier League. Come abbiamo visto analizzando la storia del Wimbledon FC nel calcio inglese non sono rari gli exploit improvvisi, e Vardy, passando nel giro di tre anni dai dilettanti alla Premier ne ha realizzato uno.
I 5 gol ottenuti con una salvezza ai limiti dell’impossibile nel primo anno di Premier, sembrano tuttavia dare la misura di quanto Vardy possa valere nel più difficile tra i campionati europei. L’ex operaio ha determinazione, spirito di sacrificio e un notevole istinto sotto porta. Raggiungere però a malapena i 180 cm in Premier può essere uno svantaggio per una prima punta.

POST RANIERI – Il mondo Leicester è tuttavia in subbuglio e un grande avvicendamento in panchina cambia le prospettive di gioco dei Foxes. Uno scafato allenatore come Claudio Ranieri, reduce da una pessima esperienza con la nazionale greca, torna a sedere su una panchina di Premier League.

Lo scetticismo domina i media inglesi, meno il sottoscritto. La scuola italiana che abbina al gioco esplosivo inglese una dose sicuramente maggiore di tattica, ha sempre fatto bene in Inghilterra.
Non solo, Paolo Di Canio, nella fortunata veste di telecronista per Fox Sports Italia, ha spiegato di recente come Ranieri abbia rivoluzionato il sistema di allenamento inglese con grande successo. Il modus operandi in Premier prevede l’allenamento tattico i primi due giorni della settimana, che puntualmente viene dimenticato “dopo due birre al pub”, ha aggiunto l’ex centravanti di West Ham, Napoli e Lazio. Ranieri ha deciso di cambiare tutto ciò, spostando la tattica al fine settimana, a ridosso della rifinitura e della partita, permettendo così ai giocatori di arrivare con le idee più chiare sul campo di gioco.

Tutto ciò ha inciso profondamente su Vardy, che dopo 13 giornate di campionato aveva già realizzato 13 reti , diventate ora quindici dopo un dicembre all’altezza dei mesi precedenti. Il Leicester è primo in classifica, e gioca un calcio brillante in ripartenza, grazie alla velocità di Vardy innescata dai piedi di un sontuoso Riyad Mahrez. Vardy è infatti il primo giocatore per conclusioni tentate in contropiede (dati WhoScored.com) nell’intera Premier League con 0.4 conclusioni tentate a partita.

Il nativo di Sheffield, ha inanellato una serie di statistiche impressionanti che ci permettono di capire come questa annata possa valere una chiamata da parte di Roy Hodgson (che lo sta convocando regolarmente) per gli Europei, e chissà, magari un offerta da parte di un grandissimo club inglese.

Primo per gol in Premier, Vardy è rispettivamente terzo e quarto per “tiri in area di rigore” (2.6 a partita) e tiri nello specchio della porta (1.6), statistiche da bomber puro, che tuttavia non spiegano fino in fondo quante cose il bomber di Ranieri faccia per il bene della squadra. Nonostante la stazza, Vardy vince quasi tre contrasti aerei a partita (2.8) e soprattutto è terzo tra i centravanti per assist (3) e quinto per passaggi che portano ad un’occasione da goal (1.2).

 

 

Questo è senza dubbio l’aspetto più interessante. Vardy è un assistman fantastico. Lo stupore che mi ha suscitato la palla vincente servita dall’ex Fletwood per il 3-0 di Mahrez contro lo Swansea è ancora vivo. Proviamo a descrivere la situazione. Vardy era in corsa per realizzare il dodicesimo gol in fila in Premier League, allungando ulteriormente la sua striscia, cosa che, in linea di tendenza, gli attaccanti provano a fare. Il Leicester stava vincendo e dominando, grazie a due rigori segnati da Mahrez, uno guadagnato proprio da Vardy. Invece che provare a forzare un tiro in porta, Vardy ha appoggiato elegantemente al compagno algerino, per mandarlo spedito verso un sicuro 3-0, cosa che mi è apparsa sinceramente strana, in un mondo molto egomaniaco come quello dei calciatori di Premier League.

L’assist realizzato è fantastico, ma sono stati in pochi a sottolinearlo. Vardy ha portato il calcio pragmatico del Leicester e di Ranieri ad un altro livello, cosa che il tecnico romano senza dubbio apprezzerà indescrivibilmente. Vedere il tuo centravanti, ancora in corsa per inanellare un nuovo record, pensare esclusivamente ad estendere il vantaggio sugli avversari grazie ad un passaggio decisivo è qualcosa che non si può ammirare tutti i giorni.

Per la gioia di mister Ranieri, questo si è ripetuto contro l’Everton, in modo meno lampante poiché Vardy non aveva spazio per calciare. L’assist per Okazaki è stato formidabile e ha permesso ai Foxes di battere la squadra di un altro grande bomber, Romelu Lukaku, consolidando il primato in classifica che neanche la sconfitta di misura contro il Liverpool (il Leicester ha avuto un pessimo calendario a Dicembre) ha scalfito, visto il passaggio a vuoto dell’Arsenal.

Ranieri e soprattutto Vardy hanno portato il concetto di abnegazione alla causa ad un livello raramente visto in passato. Se il Leicester riuscisse ad ottenere un posto in Europa, qualunque essa sia, sarebbe un risultato a dir poco memorabile, visti i monte ingaggi di City, United, Arsenal, Liverpool, Chelsea, Tottenham, Everton, Stoke, West Ham e sostanzialmente tutte le altre squadre di Premier League rispetto ai Foxes i due, con Mahrez e tutto il resto del gruppo, entrerebbero nell’olimpo del calcio inglese, ancor più di quanto non abbiano fatto fino ad ora.

Dunque passala Jamie, passala ancora!

Statistiche Jamie Vardy 2014/2015 (whoscored.com):

15 gol ( 1° in Premier League)
2.8 contrasti aerei vinti a partita (10° tra gli attaccanti di PL)
1.2 passaggi per occasione da goal a partita (5° tra i centravanti)
3 assist (3° centravanti)
2.6 tiri in area di rigore a partita (3°)
0,4 (1° per conclusioni tentate dopo un contropiede)
2.5 (9° per tiri durante la manovra)
1.6 (4° per tiri nello specchio della porta)

FOTO: Tratta dal web

About Niccolò Costanzo

Appassionato di qualsiasi cosa che implichi una competizione, seguo principalmente calcio e pallacanestro, di cui scrivo sul sito my-basket.it. Caporedattore Sport, ma solo perché Claudio Pavesi e Filippo Antonelli sono amici e mi lasciano questo titolo!

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