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Star Wars: Il risveglio della Forza di J.J. Abrams

Passata l’allerta spoiler e l’allarmismo ad essa collegato anche noi di Polinice ci apprestiamo a dire la nostra sull’attesissimo nuovo capitolo nella saga di Star Wars, che nel breve lasso di tempo passato dalla sua uscita nelle sale ha già disintegrato record di incasso vari ed eventuali.

Come avevo avuto occasione di scrivere in passato, non sono un fan sfegatato della serie, e sono entrato in sala senza particolari aspettative, e anzi con una certa dose di scetticismo riguardo all’accoglienza sin troppo positiva che la critica americana aveva riservato ad un film che con un altro titolo avrebbe suscitato dosi ben maggiori di cinismo assortito.
È stato dunque con piacevole sorpresa che The Force Awakens mi ha lasciato, se non entusiasta per il film che avevo appena visto, se non altro molto fiducioso per i due che devono ancora venire.

Tralasciando una sceneggiatura che a livello di trama si sforza veramente poco, quello che più mi ha soddisfatto del film sono infatti i tre nuovi protagonisti della saga, i buoni Rey e Finn e il cattivo Kylo Ren. Uno dei motivi principali per cui ho sempre fatto fatica ad affezionarmi in particolar modo alla trilogia originale era il totale disinteresse che mi suscitavano i vari Luke Skywalker, Han Solo e la principessa Leia. Lo stesso Darth Vader, che pure è un antagonista sicuramente carismatico, mi è sempre sembrato un personaggio un po’ troppo rigido e inumano, lontano dalle caratteristiche che a parole venivano associate al lato oscuro della forza.
Sotto questo punto di vista preferisco di gran lunga i prequel, che pur con tutti i loro difetti avevano al loro nucleo una coppia di protagonisti ben più tangibile e sanguigna.
Il risveglio della forza ci presenta dunque dei nuovi personaggi molto interessanti, intrappolati per ora in un’operazione nostalgia fin troppo sfacciata, ma che racchiudono ottime potenzialità nella speranza che nei prossimi episodi questa nuova trilogia possa rivendicare una propria identità distinta dall’eredità che pur sempre graverà sulle sue spalle.

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Interessante è in particolar modo il ribaltamento di alcuni stereotipi di genere che molto facilmente troviamo in produzioni di questo tipo. La dinamica tra Rey e Finn pone infatti la prima come l’eroina della storia e il secondo come la vittima degli eventi, questo senza rendere lei una tough girl disadattata o un ricettacolo di caratteristiche classicamente maschili provvisto di tette, nè lui uno Jacopo Ortis o il “cervello” dell’operazione, genio incompreso al seguito dei personaggi d’azione.
Al contrario i limiti di entrambi i personaggi li definiscno molto più delle loro abilità o dei loro poteri, e lo stesso discorso si può fare per Kylo, che rappresenta l’anima più tormentata del film, e risponde molto più fedelmente all’idea che ci facciamo del lato oscuro con i suoi scatti d’ira e le sue insicurezze.

Altro pregio del film è il suo mostrare chiaramente la portata della produzione (in termini brutalmente economici) senza rinunciare alla sapienza artigianale che incredibilmente manca ad alte megaproduzioni degli ultimi anni, in primis quelle Marvel, ma anche in cose come Jurassic World.
Ovviamente parte del lavoro di J.J. Abrams in questo senso era già stato fatto per lui, ma è comunque rincuorante vedere un film con un immaginario così definito curare il dettaglio fotografico e sforzarsi di creare un’atmosfera che la maggior parte dei suoi spettatori avrebbero ricreato nella propria testa anche se la produzione avesse optato per uno spettacolo di marionette con camera fissa. Questo è il principale passo avanti rispetto ai prequel che si erano macchiati di un disastroso abuso del green screen.

Lungi dall’essere un capolavoro o anche solo un film riuscito a tutto tondo Il risveglio della forza rappresenta però un buon punto di partenza, una nuova speranza se vogliamo, e cela molte potenzialità che speriamo possano realizzarsi negli episodi VII e IX.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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