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50 volte Super Bowl

Ci siamo, anche quest’anno è tempo per l’evento sportivo e mediatico più importante del mondo americano: il cinquantesimo Super Bowl o, come molti lo definiscono, “il concerto dell’intervallo e i relativi spot pubblicitari fighi, alternati da una partita di uno sport non ben definito”. Questa considerazione malsana del Super Bowl non proviene solo dal pubblico europeo, distante dalla realtà sportiva della NFL, ma anche dagli americani, sempre più concentrati sul contorno che sulla partita vera e propria, circostanza non strana per un evento sportivo di così grande risonanza.

Sono certo che i Coldplay, Bruno Mars e Beyoncé faranno un figurone all’intervallo, così come non ho dubbi che le grandi aziende sapranno creare spot memorabili sfruttando al massimo i 5 milioni di dollari pagati per i 30 secondi canonici del commercial. Oggi però parliamo di sport. Parliamo di football, parliamo di Denver Broncos – Carolina Panthers.

L’ENNESIMA ULTIMA CHANCE – Una leggenda resta tale indipendentemente da come andrà a finire l’ultimo atto; va detto però che Peyton Manning è alla ricerca di un riscatto dopo la prestazione nella terribile sconfitta nel Super Bowl 48 contro Seattle. Un solo TD-pass, 2 intercetti, un fumble e uno snap non controllato sono il macigno che pesa sulle spalle di Manning, un menhir che Peyton non vede l’ora di gettare via come un novello Obelix con una prestazione lontana dalla sconfitta per 43-8 di due anni fa, una partita che sembrava segnata fin dalla sua prima giocata.

Manning Snap

Manning viene da una stagione strana. Con lui in campo i Broncos hanno iniziato con un record di 7-0, salvo un Manning statisticamente mai così negativo in carriera. La stagione del trentanovenne quarterback è cambiata nella partita della decima settimana contro Kansas City in cui ha chiuso lanciando 5-20 per 35 yard con 4 intercetti – mai così male in carriera. Si è poi scoperto che ciò era dovuto a un problema di fascite plantare che ha tenuto Manning fuori dal campo per le partite successive. Per la prima volta in 18 anni di carriera Manning ha perso una partita in una stagione in cui ha preso almeno uno snap (ha infatti saltato interamente la stagione 2011). Nonostante fosse pronto per rientrare in campo nell’ultima partita stagionale, coach Kubiak ha preferito lasciarlo in panchina. Per la prima volta da quando era freshman al college di Tennessee, Manning ha cominciato una partita dalla panchina salvo poi entrare e portare i Broncos a vincere in rimonta.

Manning viene dalla peggior stagione della sua carriera statisticamente parlando: ha giocato 10 partite su 16 e ha chiuso la stagione con 9 TD-pass (non ne aveva mai lanciati meno di 26 in carriera) e 17 intercetti (quarto peggior risultato in carriera ma giocando solo 10 partite) per un rapporto TD-pass/intercetti di -8, il peggiore nella sua carriera, compreso il periodo collegiale e liceale. I 17 intercetti sono il secondo peggior risultato stagionale da parte di un quarterback NFL dietro i 18 di Blake Bortles che però ha giocato tutte e 16 le partite. Di conseguenza ha chiuso la stagione con un rating di 67.9, il peggiore in carriera.

Come detto però, Manning sembra essere rinato al rientro, durante l’ultima partita stagionale contro San Diego. In quell’occasione ha guidato i suoi alla rimonta ed evidentemente la cosa lo ha rivitalizzato, visto che nelle due partite di Playoff contro Pittsburgh e New England ha contribuito alla vittoria lanciando complessivamente 398 yard con 2 TD-pass e 0 intercetti. Non cifre “alla Manning” ma certamente solide e importanti per il risultato più importante: la vittoria.

Manning dovrà vedersela con una difesa intensa e preparata, guidata dal sempre ottimo Luke Kuechly, anche se martoriata dagli infortuni. Jared Allen, defensive end dei Panthers, dovrebbe infatti rientrare proprio in tempo per il Super Bowl da una frattura al piede, mentre uno dei due leader della difesa, Thomas Davis, ha detto che ci sarà nonostante la rottura dell’avambraccio. Davis si è infatti sottoposto a un’operazione che si basa sull’applicazione di una placca sulla frattura, un rimedio che gli permetterà sì di giocare ma anche di sentire un dolore impressionante a ogni contatto. Non una cosa da poco considerando che Davis è un linebacker da 105 tackle in stagione. La sua presenza però era troppo importante: in carriera Davis si è rotto 3 volte il legamento collaterale anteriore del ginocchio e non poteva perdere anche l’occasione di giocarsi il Super Bowl dopo un infortunio rimediato solo alla fine di una partita già vinta nel Championship contro Arizona. Davis e Allen giocheranno un ruolo importantissimo, la loro esperienza e abilità infatti sarà cruciale considerando il loro stile di gioco e la consuetudine dei Broncos di giocare sulla breve distanza e di utilizzare screen pass.

Manning dovrà quindi giocarsi l’ultimo atto della sua carriera lontano dall’aura di assoluta perfezione che lo ha sempre circondato ma comunque pronto per vincere il secondo anello della propria carriera, un numero limitato considerando quanto ha fatto il numero 18 per il football. Forse dovuto anche a questo alone di imperfezione di Manning, i Broncos hanno deciso di puntare anche sulla superstizione. Designati dalla NFL come squadra di casa, hanno infatti deciso di indossare la maglia bianca per il fatto di aver perso tutti i Super Bowl in cui hanno indossato la maglia arancione. Inoltre, negli ultimi 11 Super Bowl, per ben 10 volte ha trionfato la squadra in maglia bianca. A questo proposito i Broncos saranno meno contenti per la presenza di Bruno Mars nello show dell’intervallo visto che sempre lo stesso Mars si esibì nella pausa del massacro di due anni fa ai danni di Denver, per mano di Seattle.

Manning resta una leggenda, viene probabilmente dalla miglior partita della sua stagione e può contare su una squadra esperta, la convinzione di voler chiudere la carriera sul tetto del mondo non è che un ulteriore, gigantesco plus. Ora tocca a Peyton fare di tutto per non finire così, come due anni fa.

Peyton triste

IL SUPERUOMO – Il personaggio principale di questo Super Bowl è ovviamente lui: Cam Newton. Il quarterback di Carolina viene da una stagione irreale in cui non solo ha messo a segno 35 TD-pass a fronte di 10 intercetti con il 59.8% di realizzazione nei passaggi, ma anche 636 yards corse con 10 TD.

Strano percorso quello di Cam. Al college arrivò nella prestigiosa Florida dell’allora dominante Tim Tebow. Il primo anno fu la riseva di Tebow, il secondo fu speso con un medical redshirt per via di un infortunio, anche se non fu quello il fatto che cambiò la sua carriera. Newton quella stagione fece la stupidata di acquistare da un ragazzo del campus un computer portatile rubato. Newton sapeva di questo fatto e quando la sicurezza del campus si recò da lui per cercare il pc, Newton lo lanciò dalla finestra per evitare di farsi scoprire. Inutile dire che mai nessuna mossa fu meno efficace. Newton fu escluso dalla squadra e decise così di trasferirsi nel piccolo Blinn College, un junior college in cui ovviamente spiegò football fin dal primo giorno guidando Blinn al titolo nazionale. Un uomo tra i bambini. L’anno successivo tornò in Division I, a Auburn, per la sua prima stagione come QB partente nella NCAA. Newton fu sommerso di polemiche e pressioni perché pareva che suo padre Cecil avesse chiesto denaro ai college (Mississippi State in primis, ndr) per “influenzare” la scelta del figlio. Newton non subì sospensioni per il fatto che né lui né i responsabili del recruiting di Auburn erano a conoscenza delle iniziative di Cecil. Nonostante ciò, Newton giocò una stagione disumana, con 30 TD-pass, 7 intercetti, oltre 1400 yard corse con 20 TD e addirittura un TD su ricezione, il tutto coronato dall’Heisman Trophy e dalla vittoria nel National Championship Game contro Oregon. Nel suo unico anno da partente in Division I Newton aveva vinto tutto, dominando su ogni campo.

Newton fu la ovvia prima scelta assoluta al Draft, una scelta che permise ai Panthers di trovare finalmente un quarterback su cui contare dopo qualche scelta sbagliata nei Draft precedenti. Prima scelta assoluta quindi, come Manning. Non a caso questo è il primo Super Bowl nella storia in cui entrambi i quarterback sono stati una prima scelta assoluta al Draft. Newton lanciò per 854 yard complessive nelle sue prime due partite come professionista, un segno che si trattava solo del primo passo di un cammino che non avrebbe avuto traguardi paragonabili a quelli degli altri uomini.

La verità è che Cam Newton di umano ha davvero poco, partendo dalla struttura fisica. Cam è alto 1.96 cm per quasi 120 kg di assoluto strapotere muscolare, praticamente un linebacker schierato erroneamente come quarterback. Il fisico potente però non basta, infatti Newton aggiunge al pacchetto un’agilità che raramente si è vista in un quarterback, tranne forse in Michael Vick. Il problema è che Newton, a livello di mole, potrebbe tranquillamente essere la scatola in cui riporre Vick. Vedere per credere, Newton è in grado di saltare oltre la difesa, eseguire una capriola frontale e atterrare sulle proprie gambe, ovviamente segnando un TD mentre undici energumeni cercano di abbatterlo.

Cam Flip

Cam non si limita alla spettacolarità, riesce infatti a evitare tonnellate di placcaggi avversari e a trasformare un possibile sack in un grande guadagno di yard grazie alla sua eleganza nei movimenti, alla sua coordinazione e a una grande mobilità laterale abbinate alla straordinaria capacità di accelerare fino alla massima velocità in pochi passi. La sua incredibile stazza gli permette inoltre di affrontare i placcaggi avversari a viso aperto, senza tuffarsi a terra come fa il 90% dei quarterback, riuscendo così a guadagnare sempre qualche yard extra.

Cam rush

Newton è un ottimo passatore, qualità che mai come in questa stagione ha affinato. Spesso in passato si è fatto ingolosire da potenti lanci profondi che, causa anche la sua potenza fisica, non riusciva a gestire, regalando intercetti banali agli avversari. Quest’anno però ha chiuso la stagione regolare con solo 10 intercetti, suo record positivo in carriera, e un rating di ben 99.4, un netto miglioramento rispetto al precedente record di 88.8. Cam è sempre più preciso sulla media distanza e riesce a gestire meglio la pressione della difesa avversaria: precedentemente infatti era solito vederlo utilizzare le gambe per salvarsi da un sack, ora è facile vederlo in totale controllo anche in certe situazioni, riuscendo a evitare perdite di yard passando il pallone.

Cam pass

Cam non è mai stato così forte, non a caso lo stesso Aqib Talib, uomo chiave nella secondaria dei Broncos nonché uomo che ha condiviso il campo con giocatori del calibro i Peyton Manning e Tom Brady, lo ha definito come il giocatore più dominante presente in NFL. Sarà proprio Talib il prinicpale pericolo che Newton dovrà temere. Talib è un giocatore molto esperto, 3 volte Pro Bowler e con un Super Bowl giocato alle spalle, un ottimo lettore degli attacchi avversari e anche un più che discreto placcatore per il ruolo che ricopre. Newton dovrà evitare di esagerare col braccio così come non dovrà esporre troppo il pallone durante le corse ma soprattutto dovrà mantenere la calma, d’altronde per lui si tratta del primo Super Bowl, solo 7 giocatori di Carolina infatti hanno già giocato nell’evento dell’anno, ben 18 invece sono i giocatori dei Broncos ad aver già conoscenza con il Super Bowl. Nel caso le cose vadano al meglio per Carolina, preparatevi a vedere più di qualche balletto di Cam, i suoi iconici sorrisi e soprattutto la sua tipica esultanza in cui, come un novello Clark Kent, si apre la camicia per mostrare la S di SuperCam.

Super Cam

X-FACTOR – Fino a un anno fa Denver era la squadra offensiva per eccellenza, un gruppo che si focalizzava sull’esplosività del suo attacco guidato dal già citato Peyton Manning, mentre ora fa della difesa il suo punto forte. Gli uomini chiave si chiamano DeMarcus Ware e Von Miller, i due linebacker esterni che con la loro abilità nel pass rushing hanno messo pressione a ogni quarterback della lega. La loro potenza è indomabile, anche un fuoriclasse come Tom Brady potrà facilmente confermarlo dato che nel Championship Game la pressione portata dai due già citati fuoriclasse dei Broncos ha reso pressoché ingiocabili gran parte delle situazioni di passaggio. Miller e Ware riescono a sfuggire alla protezione di gran parte degli offensive tackle della lega, talvolta i loro blitz richiedono una doppia copertura, motivo per cui viene concesso maggiore spazio ad altri uomini di linea in maglia Denver che ovviamente ne approfittano per mettere a segno un sack. I 52 sack stagionali dei Broncos ne sono l’assoluta conferma.

Questo discorso diventa particolarmente rilevante se pensiamo alla linea offensiva dei Panthers, certamente forte ma non perfetta. Michael Oher è alla sua prima stagione come tackle sinistro (sul lato cieco di Newton) e in passato ha commesso più di qualche errore contro difese anche non irresistibili. Oher e Mike Remmers, tackle di destra, vengono da un’ottima stagione ma è pur vero che in tutto l’anno, Playoff compresi, hanno affrontato solo due difese che rientrano tra le migliori dieci della lega in quanto a pass rush (Houston e Green Bay), partite in cui peraltro Newton ha lanciato con una percentuale di passaggi completati inferiore al 50%, ben distante dal suo solito 59.8%, regalando 5 intercetti complessivi, ovvero la metà dei 10 lanciati nell’intera stagione regolare. E’ vero, Cam non ama restare nella cosiddetta “tasca” ed è per questo motivo che il lavoro di Oher e Remmers si focalizzerà più sulla precisione dei blocchi che sul contenimento, ma le statistiche appena snocciolare non possono che portare ogni appassionato ad avere un occhio di riguardo per le giocate degli outside linebacker dei Broncos.

Tutto dipenderà da loro e dalle scelte del defensive coordinator Wade Phillips, mente di questi nuovi Broncos mai così difensori. Se Ware e Miller eccederanno con la pressione potrebbero creare eccessivi spazi per le corse di Cam Newton, se non metteranno abbastanza pressione lasceranno troppo tempo per lanciare a un uomo che sfiora il 60% nella realizzazione dei passaggi e che momentaneamente ha messo a segno 38 TD-pass in stagione, ma se eseguiranno il compito nel modo giusto potranno far impazzire Newton come hanno fatto con sua maestà Tom Brady che è stato colpito per un numero record di 20 volte, con 4 sack, una mattanza che lo ha portato a lanciare anche un intercetto, proprio nelle mani dell’eroe del giorno: Von Miller.

Von Miller int

Piccola curiosità: i Broncos in stagione non hanno mai concesso alcun TD su corsa a un quarterback, arma molto utilizzata da Newton, come detto. C’è da dire però che i Broncos non hanno ancora incontrato SuperCam.

Chiudo dicendo che i bookmakers danno come favoriti i Panthers ma non bisogna mai dare per scontato il cuore di un campione come Manning. Sarà la partita in cui una leggenda darà un’ultima lezione a un giovane erede oppure sarà il definitivo passaggio di testimone, da un fenomeno a un altro, da uno stile di gioco più classico a uno più moderno. In ogni caso sarà uno spettacolo.

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Claudio Pavesi

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