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La Milano Fashion Week per outsider

Premessa: il mondo della moda ha i suoi linguaggi e le sue regole spesso inaccessibili e in gran parte incomprensibili a chi ne è al di fuori.

Esempio: Avevo un paio di pantaloni a righe bianche e nere. Per il tipo con lo shatush bianco e viola e il cappello fez (quello di Aladdin) e per il suo amico con le scarpe con zip seduti accanto a me in treno, erano gli stessi indossati da Kendall Jenner nella pubblicità di H&M per Balmain. Per il controllore quei pantaloni dovevano essere il segno che tifavo Juventus.

 

Dopo New York e Londra, ora tocca alla Milano Fashion Week. In 7 giorni saranno concentrate 73 sfilate, 98 presentazioni, 16 presentazioni fashion Hub Market, 9 presentazioni su appuntamento e 19 eventi, per un totale di 184 collezioni che attireranno in città migliaia di persone da ogni parte del mondo. C’era persino Matteo Renzi, il cui curriculum modaiolo vanta una canotta a maniche lunghe, pantaloni troppo corti e giubbotti di pelle alla Grease. Al pranzo inaugurale della settimana della moda era seduto accanto a Anne Wintour. Cosa si saranno detti (e in che lingua) rimane un mistero. Tra i commensali c’erano anche Giorgio Armani, Donatella Versace, Diego Della Valle, Tomaso Trussardi, Lavinia Biagiotti, Donatella Versace, Lapo Elkann e Franca Sozzani. L’evento si è svolto a Palazzo Reale e ovviamente era blindatissimo.

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Matteo Renzi tra Anne Wintour e Franca Sozzani

È questo il concetto chiave: nella settimana della moda c’è una netta separazione tra chi entra dentro e chi rimane fuori. L’abbigliamento è la prima scriminante per capire se “sei qualcuno”. Di fronte all’ingresso del palazzo dove stava per tenersi la sfilata di Luisa Beccaria, l’uscere inerme cercava di capire chi far passare e chi no, destreggiandosi tra le decine di persone che vantavano un invito vero o presunto. In suo aiuto è giunta un’addetta stampa che gli ha detto all’orecchio la formula magica: “Quelli vestiti normali sono giornalisti e devono essere in lista, quelli vestiti in modo assurdo falli passare”. Ecco quindi che a un tipo con cappotto bordato di pelliccia stile Hatefull Eight seguito da tre appariscenti donne orientali in abito lungo, occhiali da sole fiorati e vistosi gioielli, basta dire: “Ho portato le girls!” per aprire le folle come Mosè.

Esistono due tipi di inviti: “standing” o con posto assegnato. A loro spetta la priorità di accesso. È il gotha della moda, si conoscono e riconoscono tra di loro, per questo all’ingresso basta un “ciao caro”. Anche tra questi però ci sono differenze: it girl, personalità e celebrità occupano il front row e il successo di uno stilista si misura da chi siede in prima fila, non meno che dalla sua collezione. Eccentrici o elegantissimi, spesso indossano le creazioni del designer al cui show prendono parte. Ma se ad Anna Dello Russo o a Chiara Ferragni nessuno si sognerebbe neanche di chiederlo l’invito, non tutti riconoscerebbero immediatamente l’attrice cinese Zhang Yuqi o l’attrice e conduttrice taiwanese Dee Hsu. Ecco quindi che torna utile il consiglio dato all’uscere di cui sopra.

Zhang Yuqi
Zhang Yuqi da Gucci

Parlando di celebrità, per ora si sono visti, tra gli altri, Natasha Poli e Bianca Brandolini D’Adda da Cavalli, Elizabeth Olsen da Gucci. Emma era da Francesco Scognamiglio. Belén Rodriguez ha sfilato per Fausto Puglisi e poi è stata paparazzata a una cena con Fedez. Hopper e Dylan (rampolli della dinastia Sean Penn – Robin Wright) erano al party di Fay.

Anna Dello Russo e Belen Rodriguez da Fausto Puglisi
Anna Dello Russo e Belen Rodriguez da Fausto Puglisi

L’invito è condizione necessaria per accedere agli show, ma fuori dalle location si assiste a una passerella non meno variegata. In decine e da tutte le parti del mondo, le aspiranti blogger, fashioniste e modelle domani, si presentano davanti a ogni sfilata. Sfoggiano look altamente modaioli o iper eccentrici e, fingendo noncuranza, si fermano in pose plastiche sperando di attirare l’attenzione dei fotografi e finire in qualche gallery sullo street style. Per suscitare interesse le più attrezzate si portano dietro un fotografo. Di solito gli altri seguono a ruota.

Fuori dalla sfilata di Fendi
Fuori dalla sfilata di Fendi

Ciabatte di pelo con i calzini, tutù fosforescenti, gorgiere ottocentesche, stampe manga: infinita la varietà degli outfit completati da due immancabili accessori: cover del’I-phone e occhiali da sole. Tra le più paparazzate una ragazza orientale con scarpe da ginnastica verde acido, mini abito verde acido con le super chicche stampate sopra, cellulare e occhiali da sole verde acido, ovviamente niente calze.

È una vera e propria Milano Fashion Week parallela, con le sue modelle, i suoi giornalisti e il suo pubblico che, anche qui, può essere più o meno clemente ed è sempre armato di telefono. Comunque le foto vengono postate sui social, che sia con l’hashtag “MFW streetstyle” o con l’hashtag “guarda sti scemi”. Un po’ come i pantaloni della Juventus.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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