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Cosa Sperare per Final Fantasy XV?

La serie di Final Fantasy è qualcosa di più di una semplice saga di videogiochi: rappresenta, nelle varie iterazioni del titolo, parte della storia sentimentale di molti di noi che iniziarono a giocare negli anni ‘90. Tant’è che Final Fantasy VII e VIII furono le killer application che mi portarono ad acquistare una Playstation, al fianco del Nintendo 64 nuovo fiammante con cui feci esperienza di tutte quelle perle della casa di Kyoto come Zelda o Super Mario. E se dovessi fare una classifica dei momenti più luminosi della mia esperienza videoludica, almeno tre o quattro capitoli entrerebbero a pieno merito nella lista. Purtroppo però quei fasti sono ben lontani: in tempi recenti, la Square Enix è l’esempio più eclatante della crisi di creatività che ha colpito l’intera produzione nipponica, con un Final Fantasy XIII alquanto deludente sul fronte del gameplay, dei personaggi e della trama, e un capitolo MMORPG come Final Fantasy XIV che ha raggiunto numeri dignitosi senza però lasciare il segno. Nel bel mezzo di questa crisi d’identità del genere degli JRPG (forse con l’eccezione di From Software e della serie dei Souls) – con un’industria che sforna produzioni l’una uguale all’altra per un mercato, quello giapponese, divenuto asfittico – l’annuncio dello sviluppo di Final Fantasy XV per le console di nuova generazione ha suscitato molte aspettative sia nel pubblico che nella stampa. Riuscirà il nuovo capitolo a riportare in alto la bandiera dei giochi di ruolo giapponesi? Oppure sarà il canto del cigno per un’intera scuola di game design?

In questa sede non si vorrà dare un’anteprima o un riassunto esaustivo delle voci di corridoio sul gioco, ma piuttosto esprimere alcune impressioni a partire dagli elementi raccolti negli ultimi mesi e dalle notizie rilasciate attraverso gli Active Time Report (speciali rilasciati periodicamente da Square).

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Sul versante tecnico il Crystal Engine – nuovo motore grafico proprietario di Square – pare comportarsi piuttosto bene: dalle prime immagini sembrerebbe essere fluido e dinamico, anche se non è purtroppo possibile raggiungere i 60fps su PS4 e Xbox One a 1080p. Ci dovremo accontentare dei 30 stabili, ma questo è l’aspetto meno preoccupante di Final Fantasy XV, poiché la Square Enix ha dimostrato di saper sfruttare adeguatamente l’hardware delle console già dai tempi della Playstation 2 con FFX e XII. Su questo punto c’è ancora poco da dire, date le poche indiscrezioni, ma la demo Episode Duscae ha mostrato un engine più che maturo.

Sul comparto artistico ed estetico invece, non possiamo che aspettarci il meglio: la volontà è quella di recuperare i lineamenti classici che hanno fatto la storia della saga. Per esempio, il sincretismo di tecnologie e architetture contemporanee con atmosfere e ambientazioni fantasy, che ha reso così celebri FFVII e il suo seguito. Unica riserva è il character design, influenzato in maniera un po’ eccessiva dall’immaginario J-Pop contemporaneo, forse con l’intento di creare protagonisti con cui le fasce di giocatori adolescenti si possano identificare più facilmente, ma con il risultato di far storcere il naso ai veterani abituati a personaggi più adulti. Su questo punto sospendiamo però il giudizio: anche i personaggi fiabeschi e cartooneschi di Final Fantasy IX fecero storcere il naso a molti all’epoca della sua uscita, per poi risultare convincenti ed entrare senza riserve nel cuore dei fan.

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Anche per quanto riguarda le voci scrittura e storia la volontà è quella di recuperare la formula classica. Con piacevoli ritorni di elementi e icone come i Chocobo e i mech Magitek (tratti direttamente da FFVI). Le trame dei Final Fantasy sono piuttosto semplici, ed anche qui torna il tema canonico della crescita emotiva e personale degli eroi. Questa verrà inserita nel contesto di una guerra fra un Impero con mire espansionistiche e piccoli regni in lotta per la propria libertà (come già accaduto in FF IV e VI), ma, a quanto pare, senza scadere in un conflitto manicheo senza spazio per le sfumature. La trama narrerà le vicende di Noctis, principe della dinastia dei Caelum del Regno di Lucis (ultima nazione custode del segreto dei cristalli magici); quest’ultimo è il promesso sposo della principessa Lunafreya del Regno di Tenebrae, e il loro matrimonio è stato combinato con lo scopo di sancire definitivamente una stretta alleanza contro l’Impero di Niflheim, pericolosa potenza straniera che sta lentamente conquistando il continente. Durante il viaggio verso il luogo della cerimonia, scortato dai suoi amici (e guardie del corpo) Ignis, Gladiolus e Prompto, il principe vedrà la propria nazione messa senza preavviso a ferro e fuoco dall’Impero. Tutto questo mentre i media, occupati dall’esercito invasore, annunciano la sua morte e quella della sua futura moglie e di suo padre. L’incipit sembra promettente, ma è necessario ovviamente vedere se lo sviluppo dell’intreccio sarà altrettato interessante. Certamente peggio del tredicesimo capitolo sotto questo profilo non si può fare.

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Veniamo ora al nocciolo della questione, ovvero le meccaniche di gameplay. La scelta fatta dagli sviluppatori  risponde alla tendenza ormai consolidata di spostare la componente di gioco verso una dinamica più action, abbandonando i combattimenti a turni in favore delle battaglie in tempo reale. Un sistema di combattimento molto simile a quello di Kingdom Hearts, per farla breve, chiamato Active Cross Battle. Già dalla demo e da tutto il materiale apparso in rete, sembra di intuire che proprio questo sarà il fiore all’occhiello del gioco: gli scontri saranno più frenetici, con la possibilità di sfruttare l’area circostante, di combinare attacchi e mosse, e di trasformare le armi per ottenere effetti devastanti. Confermati due generi di incantesimi: oltre alla tradizionale e immancabile magia elementale, sarà presente un secondo tipo chiamata magia dell’anello; essa sarà utilizzabile solamente dal protagonista Noctis (in maniera simile alle abilità di Yuna in FFX) a partire da un certo punto della storia. Le magie in generale non avranno solo un ruolo offensivo, bensì serviranno anche come mezzo per interagire attivamente con l’ambiente circostante: distruggere un trasporto pieno di carburante per poi lanciare Fire provocherà ingenti danni, oppure scoperchiare la cabina di pilotaggio di un robot per poi lanciare Thunder sulla console di comando farà terminare molto presto il combattimento.

È evidente la volontà di rinnovare radicalmente la serie, che per la prima volta con questo episodio introdurrà un mondo open-world sullo stile di The Witcher 3: grandi e vaste regioni scollegate fra loro, ognuna con il proprio clima peculiare ed esplorabili con libertà assoluta. Verrà riproposta dunque una dinamica che i migliori Final Fantasy hanno sempre messo al centro dell’attenzione: l’esplorazione autonoma della mappa di gioco in cerca di chicche e segreti da scoprire, come nel VII, nell’VIII e nel IX. Il tutto arricchito da un sistema d’illuminazione in tempo reale basato su un ciclo giorno-notte che influenzerà il tipo di incontri e mostri che potremo affrontare in ogni zona, e  dalla generazione casuale di eventi amosferici che rafforzeranno (o magari ostacoleranno) il lancio di certi incantesimi. In questo senso, il desiderio di rincorrere le produzioni occidentali e le mode affermate nel panorama dei giochi di ruolo odierni è più che mai evidente. Il mondo aperto è una caratteristica ormai abusata in tantissime produzioni, quasi una tappa obbligatoria, ma nel contesto dei JRPG rappresenta una rottura marcata con la tradizione. Anche qui una demo è troppo poco e bisognerà vedere se l’open-world sarà solo fittizio o effettivo.

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Forse davvero rivoluzionarie potrebbero risultare le nuovissime meccaniche stealth. Le sezioni furtive non sono nuove né recenti all’interno della serie: già molti Final Fantasy contengono mini-giochi di questa tipologia. Ma appunto, da piccole sezioni sporadiche o funzionali al proseguimento della trama si trasformeranno in una modalità sistematica che influenzerà il mondo di gioco. Noctis e il suo team potranno penetrare nelle basi nemiche in stile Metal Gear Solid, sabotare veicoli e decimare sul nascere intere squadriglie, con il risultato di abbassare la pressione militare in alcune zone, diminuire il numero di soldati nemici che appariranno sulla mappa e via dicendo. Se su carta tale idea risulta straordinaria, bisognerà vedere come verrà implementata: avrà conseguenze concrete sull’ambientazione, invogliando il giocatore ad investire tempo per acquisire vantaggi misurabili, o si limiterà ad un’esperienza di contorno fine a se stessa e priva di qualsiasi impatto visibile?
Per ora queste sono le informazioni trapelate, in attesa dell’evento del 30 Marzo Final Fantasy XV Uncovered, in cui saranno rivelati altri dettagli e la data di uscita ufficiale. In conclusione, Final Fantasy XV rappresenta un vero bivio epocale per la Square Enix, e forse per un intero modo di fare giochi di ruolo: riuscirà la venerata serie a cambiare completamente pelle, e a resuscitare la categoria dei JRPG regalandoci un’ultima grande fantasia, o assisteremo al tramonto di un ancien regime videoludico, che metterà ancora in risalto la crisi creativa del genere e convincerà Square a chiudere bottega per dedicarsi ad altro?

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