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Colazione sull’erba, il look per le vacanze di Pasqua

Sono dell’idea che fare una valigia per due giorni sia infinitamente più difficile che farne una per due mesi, dove la regola base è più o meno “butta dentro tutto senza remore”. Il dubbio amletico valigia è però alleggerito in inverno dalla convinzione che qualunque cosa porti, imbacuccata come sarai si vedrà solo il cappotto, in estate dalla certezza che alla fine starai solo in costume e che quando sei abbronzata più o meno ti sta bene tutto. Veniamo quindi al nostro problema: il weekend di Pasqua.

In condizioni normali, questi giorni sono il trionfo dei colori pastello e dei giubbotti di jeans e un vestitino a fiori o di pizzo risolve egregiamente festeggiamenti di pasque e pasquette. Ma cosa fare nell’ipotesi, molto poco ipotetica, di pioggia, cattivo tempo e colorito verdastro?

Avete 3 prove da superare:

Il giorno prima: avendo a dispozione un weekend di tre giorni, il sabato è il giorno della baldoria in pieno stile “Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi”.
Quante volte avete detto, senza magari poi tener fede al vostro proposito “stasera non bevo, domani ho i parenti”? Non bere? Nulla di più sbagliato. Certo, andare a letto presto e in condizioni accettabili significa svegliarsi per tempo e non doversi trascinare a tavola annaspando penosamente, ma taglia alcuni vantaggi da non sottovalutare.

Per quanto riguarda il look, il momento dell’anno è infelice: le calze fanno troppo inverno, le gambe nude sono bianchicce e rischi probabilmente di morire di freddo (le calze trasparenti non voglio neanche sentirle nominare). Soluzione: pantaloni. Un paio di skinny jeans e un top, stai bene con la giacca e soprattutto non dovrai stare nella classica posizione a salame ( gambe incrociate, braccia incrociate) per il freddo.

ll pranzo di Pasqua: o meglio, la “colazione di Pasqua”. Mi sono sempre chiesta da dove venisse la confusione sui termini pranzo/ colazione per cui se inviti qualcuno a “colazione” puoi vedertelo suonare alla porta alle otto di mattina o all’una. La “colazione” di Pasqua va ben oltre gli altrettanto menzionati cenone di Capodanno e pranzo di Natale. La versione tradizionale prevede uova sode, corallina, tortano, torte salate e ovviamente uova di cioccolata e colomba, per un totale calorico a sei cifre che per il momento è meglio non ricordare e che alle dieci di mattina capisci bene che può tenerti incollato alla sedia fino a ben oltre l’ora di pranzo, però ti sei seduto a tavola all’ora di colazione quindi “colazione” di Pasqua rimane.

Fortunatamente si sa che un giorno di stravizi non incide sulla linea perchè un introito di calorie molto superiore al solito dà una scossa al metabolismo e lo stimola a bruciare di più. L’importante è crederci, e magari fare una lunga passeggiata dopo pranzo e non cedere alla palpebra che cala.

 

 

 

 

 

 

look: tempo permettendo, l’ideale sarebbe il classico vestitino bon ton, niente scollo, maniche corte o trequarti, pizzo o micro fantasia. Alternativa trendy: denim colorati da abbinare a trench e ballerine.

Il pranzo di Pasquetta: qualunque cosa tu abbia fatto nel resto del week-end, il lunedì di Pasquetta lo passerai con i tuoi amici, giusto? Immancabile gita fuoriporta o grigliata in campagna. Imperativo evitare i tacchi. Via libera a mocassini, stivali e stivaletti. Si anche a borse a tracolla e camicie a quadri.
In ogni caso goditi quest’ultima abbuffata, perchè da lunedì sera inizia il regime militare pre estate!

Buona Pasqua da Fashion Poli(ni)ce!

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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