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NBA, lotta Playoffs: Detroit e Utah provano a far saltare il banco, Bulls e Mavs a rischio

Ci siamo, il momento che ogni appassionato NBA aspetta per un intero anno sta arrivando: ad ogni squadra mancano 10 o meno partite da giocare, poi avranno inizio i tanto attesi Playoffs 2016. Eppure, la griglia delle 16 squadre che si contenderanno l’agognato anello non è ancora del tutto scritta. I Golden State Warriors (65-7) e i San Antonio Spurs (61-12) sono praticamente sicuri di chiudere alle posizioni 1 e 2 della Western Conference e giocano solo per il libro dei record: entrambe le squadre possono chiudere la stagione senza sconfitte in casa (nessuna franchigia, nella storia della NBA, ci è mai riuscita) e Golden State può battere il record di 72 vittorie e 10 sconfitte dei Chicago Bulls 1996/1997. Alle spalle di San Antonio, i Thunder (51-22) hanno un ampio vantaggio sui Clippers (44-27) e dovrebbero riuscire a chiudere terzi. Così come Chris Paul e compagni difficilmente verranno agguantati dai Grizzlies (41-32), che a loro volta, con quasi quattro vittorie di vantaggio sui Blazers (38-36) sesti, non dovrebbero aver problemi a rimanere quinti. Per il resto, nessuna compagine può ancora essere sicura della sua posizione.

EASTERN CONFERENCE, PRIMO POSTO ─ I Cleveland Cavaliers (52-21) partivano per vincere anche quest’anno la Eastern Conference ─ in realtà l’anno scorso arrivarono secondi alle spalle degli Hawks, ma sconfissero Atlanta nelle finali di Conference ai Playoffs ─ e sono, effettivamente, primi in classifica. Ma, alle loro spalle, la rivelazione Toronto Raptors (49-23) ha disputato una stagione con pochissimi momenti negativi e ha ancora legittime ambizioni di primo posto. Il calendario potrebbe avvantaggiare proprio i canadesi, che nelle ultime tre gare affrontano tre squadre senza possibilità di accedere ai Playoffs (Knicks, Sixers e Nets), ma non è da escludersi che Cleveland possa chiudere la pratica già prima del finale di stagione. Molto dipenderà dai risultati che LeBron e soci otterranno contro squadre in piena lotta per assicurarsi la miglior posizione possibile come Hawks, Hornets, Pacers e Bulls.

EASTERN CONFERENCE, PARTE CENTRALE ─ Gli Atlanta Hawks (44-30) che un anno fa dominarono la Conference hanno oltremodo pagato la partenza di Demarre Carroll (tra l’altro, proprio in direzione Toronto). Alla fine dei conti, però, la squadra di Budenholzer ha reagito dopo essere scivolata anche fino al sesto posto e si trova attualmente in terza posizione. Tallonata da vicino dai Boston Celtics (43-30) e dai Miami Heat (42-30). E in lotta per il fattore campo ci sono anche i Charlotte Hornets (42-31), non considerati nella prima metà di stagione. La franchigia di proprietà di Michael Jordan ha saputo rialzare la testa e, dopo la pausa per l’All-Star Game, ha inanellato una considerevole serie di vittorie, conquistando di fatto un buon margine sulle inseguitrici e riportandosi addirittura in corsa per una delle prime quattro posizioni. Se dovessimo sbilanciarci valutando i calendari, sono proprio gli Hornets che potrebbero ottenere ulteriore slancio: le prossime due partite sono contro Philadelphia, poi Charlotte deve ancora affrontare anche Nets, Knicks e Magic. Il calendario più complicato, invece, è quello dei Celtics, attesi da quattro trasferte consecutive nell’Ovest (Clippers, Blazers, Warriors e Lakers) e da un’ultima gara di regular season contro la diretta rivale Miami. I due volte campioni NBA, dal canto loro, affronteranno nelle ultime dieci partite solamente tre squadre che si trovano attualmente in zona Playoffs (Detroit due volte, Portland e Boston in trasferta) e, almeno sulla carta, dovrebbero avere la meglio su squadre come Lakers, Nets, Kings e Magic. Difficile fare previsioni, ma non ci stupiremmo di veder scivolare i Celtics fino al sesto posto e di veder lottare Atlanta e Charlotte per il quarto.

EASTERN CONFERENCE, SETTIMO E OTTAVO POSTO ─ Chicago Bulls (36-36) e Washington Wizards (35-37) sono a tutti gli effetti tra le più grandi delusioni di questa stagione. I primi hanno oltremodo pagato la lunga assenza di Jimmy Butler, i secondi hanno faticato ad ingranare e hanno iniziato a collezionare vittorie solo nell’ultima parte della stagione. Nonostante tutto, non sono ancora aritmeticamente fuori dai giochi. Ad occupare le posizioni 7 e 8 della Eastern Conference ci sono al momento Indiana Pacers (38-34) e Detroit Pistons (39-35). Il rientro di Paul George ha spinto i Pacers ad una stagione comunque positiva, mentre la squadra allenata da Stan Van Gundy, pur non disponendo di infinito talento, ha ricevuto apprezzamenti per una quadratura che sembra finalmente essere stata trovata. I giudizi su una annata, comunque, passano decisamente dal qualificarsi o meno ai Playoffs. E, da questo punto di vista, il calendario potrebbe decisamente dare una mano ai Pacers (devono incontrare Houston, Orlando, due volte New York, Philadelphia, Brooklyn e Milwaukee). Per i Pistons, invece, ci sarà un’unica partita contro una squadra che non è già più in lotta per i Playoffs o per consolidare una posizione (Orlando). Più che i Wizards (che affronteranno nella prossima settimana addirittura cinque trasferte consecutive contro squadre della Western Conference), potrebbero approfittarne i Bulls. A patto, però, che ritrovino un barlume di continuità e solidità. Le prossime partite di Chicago (Atlanta in casa e trasferte contro Indiana e Houston, prima dello scontro diretto contro i Pistons in programma allo United Center) potranno dirci molto sulle reali possibilità della squadra di Fred Hoiberg.

WESTERN CONFERENCE, ULTIMI TRE POSTI ─ Come dicevamo nell’introduzione, difficile che cambi qualcosa nelle posizioni 1-5. La lotta, però, è ancora aperta per gli ultimi tre posti e potrebbero esserci sorprese interessanti. I Blazers (38-36), dati da tutti per spacciati a inizio anno, sembrano al momento più attrezzati per chiudere al sesto posto rispetto a rivali più quotate come Houston (36-37) e Dallas (35-37). Nowitkzi rischia seriamente di non fare i Playoffs per la seconda volta in carriera, considerando che i Mavs si trovano attualmente al nono posto alle spalle degli Utah Jazz (36-37). Se però Dallas non aveva una squadra di altissimo livello, è decisamente più sorprendente il rendimento negativo dei Rockets, che meno di un anno fa si giocavano le finali di Conference contro Golden State. Houston potrebbe essere aiutata dal calendario (ultime quattro gare contro Suns, Lakers, Timberwolves e Kings), ma dovrà andare comunque a giocarsi a Dallas un derby texano di grande valenza. Utah ha davanti a sé almeno cinque partite agevoli (Lakers due volte, Timberwolves, Suns e Nuggets), oltre alla sfida contro una Memphis distrutta dagli infortuni. In questo caso, lo scontro diretto con Dallas è in programma a Salt Lake City. I Mavericks, in sostanza, non hanno più margine di errore: per mantenere vive le speranze, dovranno obbligatoriamente far saltare fuori tre risultati positivi dalle prossime tre partite contro Kings (trasferta), Nuggets (trasferta) e Knicks (casa). Non è una missione impossibile, ma le assenze di Deron Williams e Chandler Parsons sono pesanti. Insomma, la lotta per i Playoffs ad Ovest rischia di essere anche quest’anno oltremodo entusiasmante.

About Filippo Antonelli

Filippo Antonelli
Classe 1992, studente di Linguaggi dei Media a Milano. Vivo a Varese. Appassionato di sport, pallacanestro e calcio in testa, da gran parte della mia vita.

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