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L’arsenale del nerd musicale

Pensate di aver trovato la stazione radio ideale, che vi accompagna mattina e sera e illumina le giornate? Non fermatevi. Avete il telefono pieno di musica raccolta negli anni, e ogni volta che premete play vi brillano gli occhi? Avete appena cominciato. Le vostre playlist per la palestra, per lo studio, per il lavoro, per la macchina il sabato sera sono solo degli embrioni. Nerdizzatevi. Ci sono universi di conoscenza a un passo. Ed è tutto gratis. Ok, ce ne sono un paio in cui si ascolta a pagamento.
Cominciamo dalle basi? Spotify. Non è perfetto (vi risparmio il trattato sull’usabilità dell’interfaccia) e non è completo, ma nessun’altra piattaforma di streaming è gratis. Non usatelo come collezione (mancano troppi dischi meravigliosi, tra cui quelli dei King Crimson), ma come prima opzione per ascoltare un musicista. In alternativa, a dieci euro al mese Google Play offre una serie di bonus che lo distinguono – ad esempio, la possibilità di caricare i propri file e ascoltarli in streaming (mentre Spotify Premium permette di ascoltare i file locali, senza possibilità di accesso da un altro dispositivo). YouTube è tramontato come player musicale, inseguendo con successo uno status di piattaforma per contenuti originali.
Andate dove vanno i musicisti: Bandcamp e Soundcloud sono scelte formidabili per tutto ciò che non è major, con un paio di caveat. Bandcamp, di base, non offre necessariamente streaming gratuito: è un mercato, in cui l’ascolto è una cortesia spesso fornita. In compenso comprando da Bandcamp si sostengono direttamente i musicisti. Soundcloud sta attraversando momenti difficili ma rimane un punto di riferimento per tutto ciò che è hip hop e elettronica originale. Poi c’è Mixcloud, che ha portato i dj via dai rischi di Soundcloud con una piattaforma dedicata ai mix. Interfaccia un po’ ruvida, ma l’ascolto è di altissimo livello e vi risparmia tanto lavoro per le vostre feste a casa: perché attaccare una playlist fatta in casa da un telefono alle casse quando si può avere Deadmau5? Se volete party memorabili senza delegare ad estranei, mollate iTunes e passate a Beatport: la musica che viene suonata nei club di tutto il mondo passa da qui.
Passo indietro, torniamo a Spotify. La parola chiave ora è big data, e la direzione si chiama everynoise.com, che nasce come mappa dei generi musicali ancora prima della partnership con la piattaforma svedese. Ora con Every Noise at Once si possono visualizzare i 1371 generi musicali identificati sia in una pratica mappa che in una lista ordinabile, partendo dal proprio genere preferito, per somiglianza. Ad ogni genere è abbinata una playlist di oltre duecento brani, per trovare la propria nicchia. Il consiglio è sceglierne uno a caso e tuffarsi. E non è finita qui: c’è il Sorting Hat, che segnala tutte le uscite dell’ultima settimana dividendole per genere e ordinandole per fama del musicista, in modo da poter seguire le proprie scene preferite. Ci sono le playlist di cosa si ascolta nelle città del mondo, e la possibilità di ordinare le città per somiglianza (lo sapevate che Roma assomiglia alla Scandinavia molto più che a Milano?).
Ma qualsiasi database musicale impallidisce di fronte a discogs. Tutta la musica mai pubblicata viene catalogata per fini commerciali, con shopping incluso. Facilissimo disorientarsi nell’interfaccia ostica, e l’utente medio si chiederà “ma cosa ci faccio con questa roba?” Semplice: si seguono le case discografiche di riferimento dei mondi più underground dell’underground, da tutto il mondo. Se siete metallari è più semplice l’Encyclopaedia Metallum, che raccoglie informazioni complete su oltre centomila band metal.
E, in aggiunta al vostro player musicale (ormai tutti uguali, tranne iTunes e Windows Media Player che sono immensamente inferiore: a me piace MusicBee, ma se rimanete con WinAmp va benissimo), prendete le canzoni in mano e vivetele con Mixxx, che – sembrerà assurdo – è praticamente un software professionale per dj, ed è gratis. Estremamente facile da usare grazie ad un’interfaccia molto visiva, permette di sporcarsi le mani senza troppe complicazioni.
Ma fare tutto questo da soli è un lavoro, non un piacere. Diffidate dei blog “istituzionali” (Pitchfork e Vice su tutti, ma anche spazi come FACT che offrono contenuti extra come mix e segnalazioni di uscite su cassetta), la recensione come consiglio per gli acquisti è morta e sepolta. Cercatevi uno spazio più “intimo” (in Italia Deer Waves è un’ottima guida all’indie), scambiatevi consigli con gli amici, o – visto che essere online è una certezza – entrate in una comunità, sui social più mainstream o su quelli che in Italia arrivano con più lentezza, come reddit.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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