Home / Playground / Il “Fenomeno” Zerocalcare
zerocalcare

Il “Fenomeno” Zerocalcare

Zerocalcare è bravo e fa ridere, lo dicono in tanti. Ma non basta. Zerocalcare vende, e vende davvero tanto: devastante ad ogni fiera specializzata, ricercatissimo negli store digitali e in libreria. Tanto per dire, Kobane Calling, l’ultimo lavoro appena uscito, è stabilmente in testa alla classifica di Amazon.it… come ormai ogni volume del fumettista romano, da quando Bao Publishing l’ha messo sotto contratto.

zerocalcare

Ma c’è qualcosa in più che lo rende speciale oltre alla quantità di copie vendute. E non stiamo parlando della simpatia da ragazzo della porta accanto, uno che fa davvero le tre di notte alle presentazioni dei libri per “fare un disegnetto” a tutti coloro che lo chiedono. La verità è che Zerocalcare, probabilmente per la prima volta in Italia, scrive fumetti che piacciono a TUTTI. Non vogliamo ovviamente dire che siano esenti da, anche feroci, critiche ma che il “target” di riferimento dei fumetti di Michele Rech da Rebibbia è di un’ampiezza sconosciuta prima per il mondo della china. Non più fumetti di nerd per nerd o per attempati fan, ma tavole che fanno ridere i bambini e le mamme, il trentenne sfigato di Pietralata come l’imprenditore agricolo veneto. Da qui la prima critica da parte dei “fondamentalisti” del fumetto, quelli per cui ogni volta che qualcosa ha successo è perché è studiata a tavolino, palesemente mainstream o, peggio, frutto di intrallazzi con la “Kasta”. E allora Zerocalcare diventa uno che si atteggia a capopopolo, che sfrutta le sue strisce per pontificare sui massimi sistemi, che fa della banalità e della citazione pop lo strumento per identificarsi con lo “zeitgeist” italiano 2.0.

zerocalcare

Se è indubbia la capacità e la facilità con cui Calcare riesce ad arrivare al suo pubblico, non mi sento di condividere tali critiche in quanto riconosco in questo autore una spontaneità rara da trovare in un artista di simile successo. La citazione “facile” spesso c’è, è inutile negarlo: basta andarsi a rileggere le pagine del blog sui cui è nato il suo fenomeno. Ciò non vuol dire però che il suo lavoro si esaurisca in un banale esercizio di stile, in un mero ripetersi di gag “generazionali” per strappare la risata. La maturità di Michele come autore la ritroviamo fin dal suo secondo volume stampato: Un polpo alla gola. Via l’emblematico Armadillo, via tanti orpelli e sotto con un testo incentrato su un argomento non facile (il senso di colpa) trattato in maniera non banale e con uno stile inconfondibile, in bilico tra risata e amarezza. Potremmo ripetere lo stesso discorso per Dimentica il mio nome, altra opera in cui Zerocalcare si scrolla di dosso la maschera cucitagli addosso da Rete e stampa per raccontare un vero e proprio thriller, tra autobiografia e finzione.

zerocalcare

E con questo torniamo a Kobane Calling, dal 12 aprile in tutte le fumetterie e librerie. Un’opera non facile, volta a raccontare la resistenza curda attraverso il viaggio che l’autore ha fatto in prima persona in Siria e Turchia. Da questo viaggio era già nata la collaborazione con Internazionale di qualche mese fa: Zerocalcare prende queste 60 tavole e ne aggiunge altre 200 per un’opera decisamente più ambiziosa su una questione che è eufemistico definire delicata. Alla faccia del fumetto “paraculo” che strizza l’occhio ai “ggiovani”.

Ma il reale motivo per cui gli italiani appassionati del baloon devono essere davvero grati a questo ragazzo è un altro. La popolarità e le vendite stratosferiche di Michele sono state capaci di trainare l’intero settore tanto da fornirgli finalmente il giusto spazio nelle librerie di varia. Vi ricordate quegli sfigatissimi angoletti dedicati al fumetto, quasi sempre nascosti, nelle librerie di tutta Italia? Dal boom di Zerocalcare il reparto fumetti ha quasi sempre uno spazio molto più in evidenza, è finalmente più curato, e vi è possibile trovare i volumi di ottimi autori fino a poco fa sconosciuti alla massa e che meriterebbero una maggiore visibilità. Una bella iniezione di novità nel boccheggiante mondo dell’editoria.

zerocalcare

About Francesco Bucci

Trascorre l'infanzia squagliando Pokémon Rosso su GameBoy Pocket e divorando i suoi primi fumetti dei Fantastic Four e di Spiderman. L'adolescenza è l'età dei manga e di Age of Empires II. L'epoca dei primi passi con D&D, di Final Fantasy VIII e di Buffy - the Vampire Slayer. Poi decide di crescere e recupera la bibliografia completa di Gaiman, Miller e Moore. Consuma tutti gli sparatutto e i GDR che gli passano sotto mano e comincia ad esplorare il mondo dei giochi da tavolo. La sua "curiosità nerdica" non conosce misure.

Check Also

Il Gioco di Ruolo NON È D&D

Il Gioco di Ruolo è finalmente entrato nella cultura di massa e non è più ...