Home / Internazionale / Brexit – Qui, si fa la storia

Brexit – Qui, si fa la storia

Con il termine Brexit si indica la possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. I cittadini britannici potranno il 23 giugno scegliere se restare nella mai amata Unione Europea o di distaccarsene per sempre. Nonostante il poco amore verso l’UE non è però così facile per il Governo Cameron pilotare questa uscita. Proprio sull’inquilino di Downing Street, Bruxelles ha riposto la maggior parte delle speranze di una permanenza britannica nell’Unione dei ventotto. Ma, le recenti implicazioni dello scandalo finanziario Panama Papers stanno ledendo sempre più l’immagine del leader del Partito Conservatore.

Con l’avvicinarsi di giugno sono iniziate ufficialmente nel Regno Unito le campagne elettorali dei rispettivi comitati pro e contro la Brexit. Dalla scorsa settimana si sono iniziati a fronteggiare il Britain Stronger in Europe ossia il comitato a favore della permanenza, e Vote Leave che sostiene l’uscita del Regno dall’Ue. Se in Italia le istituzioni in occasione dell’ultimo referendum, ossia il Presidente del Consiglio e il Presidente emerito della Repubblica, hanno apertamente fatto campagna per l’astensionismo; in Gran Bretagna il Governo Conservatore ha recentete spedito delle brochure stampate sul Referendum di Giugno a 27 milioni di famiglie per invitarle a votare. Ciò nasce dalla convinzione a Londra e non solo che la partita sulla permanenza britannica nella Ue prevarica il dibattito continentale. Sul piano politico la guerra di parole dilania in particolare il Partito Conservatore del premier David Cameron. Nelle ultime ore sono saliti sul proscenio gli euroscettici di ‘Vote Leave’, la piattaforma scelta come rappresentante riconosciuto del voto anti-Ue con gran dispetto del cartello alternativo guidato dal tribuno dell’Ukip Nigel Farage. Protagonisti recenti, il sindaco di Londra, Boris Johnson, e il ministro della Giustizia, Michael Gove, i due Tory di maggior spicco dissidenti dalla linea di Cameron. Mentre per la campagna a favore della permanenza, oltre al Premier Cameron vi sono il Partito Laburista di Corbyn e i Liberal-Democratici.

In attesa del prossimo arrivo di Barack Obama, l’amico americano che guarda apertamente alla Brexit come a un pericolo, i due schieramenti – pro e contro il ‘divorzio’ da Bruxelles – affilano le armi per lo scontro finale, evocando paure contrapposte. Gli allarmi continuano a riecheggiare anche nel mondo finanziario: negli ultimi giorni l’ad di Deutsche Bank, John Cryan, ha dichiarato senza mezzi termini che la City potrebbe perdere il predominio del forex, il mercato valutario, in caso di Brexit, mentre London School of Economics ha stimato che un quinto degli investimenti diretti nel Paese possano volatilizzarsi.

La visita di Obama questa volta fa assumere un rilievo di fondamentale importanza, poichè con l’Unione Europea incapace di una qualsiasi proiezione geopolitica di sè, a badare al Vecchio Continente è stata soprattutto Washington. Alla Casa Bianca è cresciuta la convinzione nelle ultime settimane, che un possibile Brexit provocherebbe una forte instabilità tra i partners europei, e della NATO, che potrebbe avere degli effetti inimmaginabili soprattutto per quel che riguarda il ritorno dell’Orso Bianco russo nei rapporti con il vecchio continente. Fu il più grande geografo britannico, probabilmente della storia, ossia Sir Halford Mackinder ad avvisare un tempo l’ex Impero e ora gli Stati Uniti d’America, che chi controlla l’ Isola mondo, controlla il mondo. Questo Washington lo sa bene e teme il “libera tutti” che potrebbe derivare dalla fine della presenza britannica nella UE.

Se quindi Obama e la Casa Bianca guardano e sono preoccupati per la Storia, le istituzioni europee e finanziarie guardano al contingente. Per il numero uno del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, l’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea sarebbe un errore. Lagarde ai microfoni della Cnn ha sottolineato in particolare gli effetti positivi che andrebbero perduti sulla crescita, a partire dal commercio ma anche dalla libera circolazione delle persone. A sotegno della suddetta tesi vi è l’analisi del colosso finanziario, BlackRock, che gestisce 4,5 milioni di miliardi di dollari. Il vice presidente del fondo, Philipp Hildebrand, ha recentemente scritto che :

” La nostra conclusione è che una Brexit offre molti rischi a fronte di una piccola ricompensa. Crediamo che un’uscita dall’Unione Europea condurrebbe a una minore crescita per il Regno Unito e minori investimenti, mentre disoccupazione e inflazione più elevate. ”

Per gli analisti di Credit Suisse la Brexit brucerebbe fino al 2% del Pil britannico,cpn un immediato sckock finanziario ed economico

“Un voto per lasciare l’Ue – mette in guardia l’istituto – sarebbe un evento negativo anche per il deficit delle partite correnti britanniche, ora al 5% del Pil, che rischierebbe di salire ulteriormente per via di un calo degli investimenti diretti”.

E così tra i pro e i contro, il referendum sulla cosiddetta Brexit si appresta a essere l’evento dell’anno, se non del decennio. Tale evento vede la finanza e parte degli analisti interessati al contingente. La Gran Bretagna a scegliere sulla Storia e gli Stati Uniti sempre pronti a scriverla. D’altronde la differenza sta proprio qui, in un’Unione Europea incapace al momento di guardare al corso della storia e in una Washington che prova a salvarne il corso europeo. La domanda è su cosa farà la Russia e per quanto tempo gli Usa provvederanno senza stancarsi al destino europeo. Una cosa è certa: che l’Unione Europea la battaglia, qualunque sia il risultato del 23 giugno, l’ha finora persa. E non riguarda il presente, ma la proiezione di sé nel futuro.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd bevendo un bicchiere di Nikka.

Check Also

Versus - Polinice - Carl Craig

Versus di Carl Craig

Recensione del nuovo album di Carl Craig. Una sintesi d'autore di Techno e musica classica.