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PS4.5: Una mossa sbagliata

L’ultimo grande click-baiting che in queste settimane sta rimbalzando sulla rete, in particolar modo nei network dedicati al mondo dei videogame, riguarda alcune indiscrezioni pubblicate al sito di settore GiantBomb riguardo una fantomatica Playstation 4 NEO. Tali indiscrezioni sarebbero state fornite, a loro dire, da una fonte affidabile interna a Sony. Le feature del nuovo modello sarebbero le seguenti: nuova versione con hardware potenziato sul lato CPU, GPU e RAM (sempre 8Gb, ma con una velocità di trasferimento di 218 Gb\s, invece che 176Gb\s), con supporto alla risoluzione 4K, con la possibilità di far girare i vari giochi a 1080p puri e 60fps fissi; cosa che le attuali console, Xbox One compresa, stentano a fare, se non in sporadici casi di buona ottimizzazione. In poche parole, un aggiornamento nel bel mezzo della vita della console, vecchia già di tre anni circa. Come prevedibile, buona parte dell’utenza (secondo alcuni perfino gli sviluppatori) è restia a tale aggiornamento, che rischierebbe di creare utenti di serie A e B. Nonostante, sempre secondo il sopra-citato articolo, Playstation 4 e 4.5 NEO dovrebbero avere medesimo sistema operativo, store e server di gioco, con l’obbligo per le case di sviluppo di supportare pienamente entrambe le configurazioni, lasciando libera la calibrazione delle impostazioni di gioco in base alla piattaforma, similmente a quanto accade da eoni su PC.

Si analizzerà attraverso alcuni brevi punti il perché l’eventuale mossa della casa giapponese di rilasciare una versione potenziata sia sbagliata, per non dire suicida.

  • I precedenti storici: Sony non è la prima ad intraprendere una strada del genere. Già Nintendo propose un’espansione della RAM per l’allora Nintendo64, mentre SEGA una versione denominata 32X del Sega Mega Drive. In entrambi i casi si trattò di mezzi-flop, se non veri fallimenti.

  • Cavallo vincente non si cambia: È sotto gli occhi di tutti: la sfida tra Playstation 4 e Xbox One (con Wii U fuori concorso) è stata vinta dalla prima. Stando al Report NPD di Marzo 2016, per ogni console venduta da Microsoft, Sony ne vende tre. Per quanto il reparto Xbox crei utili per la casa di Redmond, è PS4 a detenere una posizione dominante. Perché perdere la fiducia dei consumatori con una mossa del genere? Chi ha investito soldi sulla console con la campagna di bundle e sconti piuttosto aggressiva del Natale 2015, si ritroverebbe dopo 4-5 mesi una macchina già vecchia e un nuovo prodotto a sostituirla. Vale davvero la pena rischiare così tanto? Che bisogno c’è di sfornare qualcosa di nuovo, almeno per un altro paio di anni? Una scelta del genere rappresenterebbe per Sony una metaforica zappata sui piedi, permettendo ai concorrenti di recuperare terreno.

  • Una corsa persa in partenza: Per quanto sia assolutamente vero che lo sviluppo per console, soprattutto per quanto riguarda giochi multipiattaforma, limiti quello per PC per ovvie ragioni di potenza e prestazioni, provare a rincorrere il settore personal computer non è la soluzione. Anche un aggiornamento periodico a metà ciclo di vita sarebbe sarebbe troppo per i tempi di aggiornamento tecnologico: ogni anno AMD e Nvidia offrono GPU e schede sempre più performanti, e stessa cosa si può dire di Intel per il settore processori. In ogni caso le console arriverebbero in ritardo, pur rilasciando più versioni nel corso del tempo. Sarebbe come uccidere l’unico punto di forza che ancora rimane alle console casalinghe: aprire la scatola, inserire il disco, giocare subito e non spendere ulteriori soldi per almeno 5 anni. Tant’è che la strategia di Microsoft è molto diversa: unificare i dispositivi con Windows 10. In tal modo quest’ultima va a coprire due fasce di mercato: quella alta del settore PC, per gli interessati alle prestazioni dure e pure (che abbiano ovviamente denaro da spendere in upgrade), e quella bassa (per chi ha una capacità di spesa limitata), lasciando ad Xbox One il ruolo di mini-computer economico da salotto. E il punto successivo è strettamente collegato a questo…

  • Utenze diverse: L’utenza delle console è diversa, per gusti e scelte, da quella che sceglie di giocare su PC per avere hardware e prestazioni al top. Il videogiocatore da personal computer è disposto a spendere denaro per schede grafiche di ultima generazione e banchi di RAM più capienti. I clienti del segmento console invece non hanno questa propensione. Tolte le esclusive (che rimangono comunque un forte incentivo all’acquisto), il successo di questo tipo di macchine è dato dal fatto di impiegare una certa cifra allo scopo di giocare per lungo tempo, senza altri investimenti. Nel caso in cui si velocizzeranno i cicli di aggiornamento hardware, sulla falsa riga degli smartphone Apple o Samsung, allora, se la fetta dei fedeli delle console dovesse vedersi costretta a spendere ogni due anni per rimanere aggiornata, non avrà ragioni per non passare ad un PC da gaming.

  • 4K non ancora diffuso: Inutile lanciare un modello per una fetta di mercato, i possessori di schermi 4K, purtroppo ancora esiguo. E soprattutto, per uno standard i cui prodotti TV sono ancora eccessivamente costosi, a differenza degli schermi FullHD 1080p, allo stato attuale assolutamente abbordabili per (quasi) tutte le tasche.

  • Costi di sviluppo: Lo sviluppo su console fu florido anche per le spese relativamente basse e il bisogno di ottimizzare solo per un’unica configurazione. Con due architetture certamente i costi aumenteranno, costringendo i publisher a prediligere una versione a scapito dell’altra e, verosimilmente, a ricorrere all’espediente del downgrade\upscaling delle performance dei vari giochi e risparmiare così tempo e risorse finaziarie.

  • Il “vecchio” vince: Supponiamo che le voci siano confermate e che Sony rilasci il modello 4K, con un ribasso del modello precedente intorno alle 200€, tanto per fare un esempio. Le nuove caratteristiche di PS4.5 o NEO che sia non ne giustificheranno l’acquisto da parte di chi ha già comprato la console in precedenza. Mentre i futuri acquirenti saranno altresì invogliati all’acquisto della “vecchia” versione dal suo taglio di prezzo , soprattutto se ii titoli già usciti e i futuri gireranno su tutte e due le macchine, ovviamente con le dovute differenze di prestazioni grafiche.

È difficile che un reparto di marketing serio non consideri tutti questi elementi negativi nelle proprie valutazioni di vendita. Chiaramente c’è da tenere conto del fatto che spesso le scelte economiche dei vertici aziendali nipponici risultano influenzate da criteri vincenti per quanto riguarda il mercato interno, ma fallimentari se applicati a quello occidentale. Va però ricordato che, allo stato attuale, si tratta di voci di corridoio non confermate (ma neppure smentite) da parte di Sony. Molto più probabile, a parere di chi scrive, il rilascio di una PS4 Slim ad un prezzo più popolare, come da tradizione per il marchio Playstation.

Ad ogni modo non rimane che aspettare e vedere cosa accadrà, tenendo bene a mente che da questa operazione dipende la sopravvivenza o meno delle console, per come le abbiamo sempre conosciute e giocate.

About Alessio Persichetti

Alessio Persichetti
Game Master a tempo perso, oltre ad essere un bibliofilo compulsivo. Nel tempo libero, fin da ragazzino, si appassiona al gioco intelligente (giochi di carte, giochi di ruolo e da tavolo) e ai fumetti, senza però disdegnare i videogiochi.

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