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Oltre Sheldon Cooper: xkcd e l’umorismo scientifico

La tesi ancora da completare qui accanto mi ricorda che forse dovrei impiegare in altro modo il tempo necessario alla redazione di questo articolo, e visto ciò di cui vado a scrivere l’ironia della situazione si fa quasi insostenibile. Come molti di voi sapranno, infatti, la stesura di qualunque prodotto testuale che superi la mezza pagina scatena nel cervello medio un’irrefrenabile ricerca di nuove strategie di distrazione: che si tratti di fare quindici pause sigaretta all’ora, consumare F5 nella propria casella mail o semplicemente cercare di comprendere il senso della vita fissando il muro, sembra proprio che mantenere l’attenzione sul foglio davanti a noi sia un’impresa titanica. Poiché non faccio eccezione, ho pensato potesse essere interessante passarvi un paio di link per quando vi concederete il prossimo time-out e vi sentirete stanchi di scrollare la home e guardare meme di Claudio Ranieri.

Un paio di settimane fa, qui su Playground, abbiamo citato il fenomeno dei web-comics in relazione al successo di Zerocalcare. Questa volta vorrei lasciare Rebibbia per spostarmi negli States, e dare un’occhiata ad un paio di strisce tri-settimanali che da più di dieci anni recano ilarità agli internauti di tutto il mondo. Sto parlando di xkcd e Dinosaur Comics, o “un motivo in più per cui potrei non laurearmi in tempo”. A breve li analizzerò separatamente ed in maggior dettaglio, ma per il momento vorrei evidenziare un paio di curiosi punti di contatto tra i due: innanzitutto entrambi i loro autori hanno un passato legato, anche se a livelli differenti, al mondo accademico. A ciò si aggiunge la forte dimensione identitaria nerd che entrambi calano nelle loro opere: se quelli di Zerocalcare sono fumetti con cui più o meno tutti possono relazionarsi e divertirsi, qui stiamo parlando di mini-trame e umorismo che richiedono un certo background. È quasi certo che di fronte alla striscia media di xkcd chi non rientri contemporaneamente nelle categorie “giovane”, “universitario” e “geek” non arrivi neanche a capire il contenuto, figuriamoci a coglierne l’umorismo. Questo non vuole essere un discorso snobistico, quanto piuttosto un indicatore del tipo di prodotti di cui stiamo parlando. Anzi, mi spingo a dire che spesso anche aderire al profilo di lettore stilato non è sufficiente, tanto che una comunità di fan ha sentito il bisogno di creare “explain xkcd”, una wiki in cui la stessa comunità di appassionati si occupa di dibattere sul senso, l’umorismo e i possibili contenuti nascosti di ogni striscia pubblicata. Detto ciò direi che possiamo procedere a parlare dei due fumetti separatamente, quindi via alle danze.

xkcd, a webcomic of romance, sarcasm, math and language

Creato da Randall Munroe nel 2005, xkcd (il cui nome non ha significato se non quello di essere una parola priva di pronuncia fonetica) è forse il webcomic oggi più famoso e diffuso al mondo. Nato inizialmente come casuale upload di scarabocchi su un server, si è evoluto nei contenuti, nella struttura e nello stile grafico, fino a divenire il lavoro a tempo pieno del suo autore. Laureato in fisica, questi decide di dedicarsi anima e corpo alla sua creatura al termine di un contratto come addetto alla robotica per nientemeno che la NASA. Affidando i suoi pensieri ad un ristretto gruppo di figure stilizzate (il suo alter ego Cueball, la sua ragazza Megan, Beret Guy e i due volti dell’hacking Black Hat e White Hat, più alcune comparse ricorrenti) Munroe mette in scena una versione estremamente raffinata di quel tipo di umorismo che nasce dal passare mesi studiando materie apparentemente distanti dalla vita di tutti i giorni e dai suoi aspetti più buffi o istintivi. Vivendo in università non è infatti raro ritrovarsi a ironizzare su argomenti quali teoremi, algoritmi ed equazioni. Una delle più efficaci strategie di xkcd è dunque quella di prendere in prestito strumenti dal mondo della scienza ed utilizzarli per costruire situazioni paradossali, in cui l’effetto sul lettore è da attribuirsi in parte alla familiarità di questo con l’argomento trattato e in parte con l’inaspettata svolta che gli eventi tendono a prendere. Per fare un esempio, date un’occhiata alla seguente striscia:

Il lettore prova un iniziale interesse dovuto al suo avere esperienza di astronomia,  ingegneria, fisica, conferenze scientifiche o di un mix di questi argomenti. Nel secondo pannello il piano di Cueball prende forma, e il lettore comincia a percepire che qualcosa di strano bolle in pentola. Le ultime due vignette lo prendono per mano e lo trascinano ad assistere all’esplosione di delirante insensatezza contenuta nel voler coprire tutte le stelle solo perchè il loro numero spaventa il relatore. La voce fuoricampo contribuisce inoltre a dare corpo all’idea che un lettore esperto della materia potesse essersi fatto all’inizio della storia.

Quella così esemplificata è più o meno la colonna portante dell’umorismo di xkcd, che personalmente non mi stanca mai. Limitarsi però a descrivere l’opera di Randall Munroe come un fumetto divertente sarebbe riduttivo: in più di un’occasione egli ha dato sfogo alla sua immaginazione vulcanica per creare mini-saghe e storie profonde e introspettive, tavole interattive al limite del videogame (come Hoverboard e Garden) e invenzioni che dalla pagina hanno trovato una concretizzazione nel mondo reale, come il gioco d’esplorazione randomica del GeoHashing. Per dare un’idea della rilevanza che il fumettista classe 1984 ha raggiunto, basti pensare che più di una casa editrice di settore ha deciso di utilizzare sue tavole ed illustrazioni per rendere più comprensibili i propri testi scolastici e che una sua infografica sulla radioattività fu diffusa da fonti quali The Guardian e New York Times per informare i cittadini americani dopo il disastro di Fukushima.

Dinosaur Comics

Meno famoso del precedente, ma ad esso legato quantomeno dall’amiciza tra gli autori, Dinosaur Comics è stato creato nel 2003 dall’informatico canadese Ryan North. Apparentemente incapace di disegnare, il nostro sceglie una tavola che mostra tre dinosauri intenti a vessare un piccolo centro abitato, e da quel giorno usa sempre e solo quella, tre volte a settimana, cambiando di volta in volta il contenuto di balloon e didascalie. La struttura delle trame segue per forza di cose un  pattern abbastanza rigido: il t-rex, protagonista indiscusso, decide di esporre ai lettori e ai suoi compagni una nuova idea o teoria, spesso ambigua o campata in aria, al che questi, una dromiceiomimus e un utahraptor, dicono o meno la loro. La prima si limiterà spesso a tentare di riportare la discussione su un piano razionale, mentre il secondo, di volta in volta, si fa critico feroce delle trovate dell’amico o si lascia invece trascinare dall’entusiasmo. Il finale vede quasi sempre rex fare un commento a posteriori su come si siano sviluppate le cose, spesso con l’effetto di evidenziare comicamente la sua ennesima delusione. A differenza di xkcd, l’umorismo di Dinosaur Comics poggia su basi meno tecnico-scientifiche. Spesso i progetti del protagonista riguardano la vita di tutti i giorni, le relazioni sociali e sentimentali, la carriera e il corretto utilizzo di internet. In più di un’occasione, infatti, egli si sente in dovere di stilare veri e propri tutorial di vita ad uso dei lettori, con esiti esilaranti come nella seguente striscia:

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In altre situazioni entra a gamba tesa descrivendo dal nulla uno scenario immaginario, che parte spesso da un personaggio o una situazione celebre o familiare, per poi complicare il tutto con l’introduzione di elementi deliranti che nove volte su dieci portano a conclusioni apocalittiche, come nell’immaginare la fine della veridicità del detto “i soldi non crescono sugli alberi”:

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In questo caso la forza comica sta nell’affrontare situazioni paradossali con la dovizia di particolari e dettagli di un articolo giornalistico: non ci si limita al fare una battuta sull’espressione idiomatica, ma si vanno ad elencare uno ad uno i differenti aspetti della vicenda e i loro effetti. Quella di oggettivare situazioni fantasiose o impossibili è una tendenza molto in voga nella comicità americana, e devo dire che la considero uno dei più efficaci motori strappa-risate esistenti.

Sperando di avervi dato qualche spunto interessante, mi sento in dovere di fare una menzione speciale a Junior Scientist Power Hour, opera di una paleontologa, che ho cominciato a seguire da poco e su cui per tanto non mi sento ancora in grado di dare un giudizio completo. Posso dirvi che per il momento sembra abbastanza divertente, ed è caratterizzato da un interessante taglio diaristico. In ogni caso, che abbiate trovato l’articolo utile o meno, ricordate che perdere tempo è bene, buttarlo su facebook è male.

About Marzio Persiani

Marzio Persiani
Romano, studio informatica. Curiosa intersezione tra cose che mi appassionano e argomenti con cui non si rimorchia.

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