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Claude Parent 1923 – 2016

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Claude Parent é morto il 27 febbraio, appena un giorno dopo il suo novantatreesimo compleanno.

Nato nel 1923 a Neuilly-sur-seine si iscrive all’ Ecole des beaux-arts di Tolosa che non terminerà per avventurarsi in un percorso di saltimbanco del disegno, sua vera passione, vendendosi prima come disegnatore di moda, poi come caricaturista infine come grafico pubblicitario.
Nel 1951, conosce André Bloc che lo proietterà nel mondo delle avanguardie del dopoguerra. Grazie a questo fermento culturale parteciperà alle ricerche del gruppo Espace, dove conoscerà tutti i suoi protagonisti legandosi anche in un forte rapporto di amicizia con Nicolas Schöffer, Yves Klein, Gérard Mannoni, Jean Tinguely, Ionel Schein diventandone un fedele collaboratore. La collaborazione con Schein, uno dell figure di spicco dell’architettura sperimentale francese, ideatore della casa “tutta di plastica”, lo riporta ad interessarsi all’ architettura e, nel 1953, vince il primo premio per il concorso della Maison Française.
Grazie a Bloc arriva a scrivere sull’importante rivista francese Architecture d’aujourd’hui dove farà la conoscenza del filosofo francese Paul Virilio con il quale comincerà un intensa collaborazione intellettuale e, nel 1966, fonderà la rivista Architecture Principe. Sulle pagine di queste riviste svilupperà un senso critico e polemico che lo porteranno a creare la teoria che lo ha reso famoso: l’ipotesi della funzione obliqua. Con la costruzione della chiesa di Saint-Bernardette-du-Banlay a Neveres (1963-1966) la sua teoria dell’obliquo diventa realtà.

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Chiesa di Saint-Bernardette-du-Banlay a Neveres (1963-1966)

 

Gli ultimi duemila anni di architettura sembrano ripetitivi e dogmatici per uno spirito libero come il suo: perché non introdurre qualcosa di inaspettato? Da questa domanda nasce la sua teoria della fonction oblique. Il banale involucro edilizio, con i suoi piani e pareti ortogonali tra loro, ha reso l’uomo pigro, condannandolo ad una vita ordinaria all’interno di forme preconfezionate. Al contrario l’elemento obliquo apporta dinamismo all’organismo edilizio, distrugge ogni rigore compositivo, fa vibrare dalle fondamenta la percezione umana. L’obliquo si traduce in piani inclinati e rampe, rotture e slittamenti di volumi, scivolamenti e compenetrazioni di spazi.
L’obliquo di Parent nasce dunque come un’ipotesi libera, senza proporsi come un metodo formale. Percorrere un piano inclinato ci obbliga a risvegliare capacità umane che sono addormentate nella nostra psiche: l’occhio corre lungo le superfici inclinate e il cervello è costretto a rielaborare continuamente le sollecitazioni provenienti da un supporto destabilizzante.

Il motore è la sorpresa. Esclusivamente sorpresa su sorpresa.

Dopo la collaborazione con Ionel Schein (1953-1955) e successivamente con Paul Virilio (1963-968) decide di continuare il suo cammino in solitaria. Nel 1974 la società elettrica francese (EDF) lo contatta per studiare l’estetica delle centrali nucleari, diventando cosi, “l’architetto del nucleare”, attirando su di se numerose critiche dai suoi ferventi e già numerosi detrattori. Contro tutti o quasi Parent continua la professione e il suo cammino di ricerca personale portando a termine numerosi progetti: la sede della Regione a Marsiglia (1990), il teatro Sylvia Monfort a Parigi (1991), la sede del comune di Lillebonne (1997), solo per citarne qualcuno. Nel 2004, dopo aver inaugurato il suo ultimo grande progetto, la caserma Nouvelle-France a Parigi, decide di chiudere lo studio. Parent in ogni caso ha continuato fino all’ultimo a sviluppare la sua teoria, a disegnare e a circondarsi di preziosi collaboratori seguendo piccoli ma importanti progetti architettonici e di divulgazione nella sua abitazione di Neuilly. Jean Nouvel, che ha lavorato nello studio di Parent senza mai rivendicare alcuna affinità con la sua architettura, gli rende omaggio affermando con forza che la copertura della Philarmonique parigina prende ispirazione dall’opera di Parent. Questo riconoscimento proveniente dall’archistar non passa inosservato ai media e a molti architetti e cosi’, all’improvviso, tutti i suoi detrattori sembrano sparire lasciando lo spazio a nuovi ammiratori. L’opera di Parent é finalmente esposta al grande pubblico.

In sintesi il suo lavoro ha lasciato all’architettura contemporanea gli strumenti critici per valutare numerose realizzazioni odierne. Architetti del calibro di Odile Decq e Jean Nouvel hanno dichiarato il loro debito culturale nei confronti di Parent. Proprio nei giorni in cui è venuto a mancare l’architetto francese, terminava una mostra organizzata a Parigi dallo stilista e mecenate tunisino Azzedine Alaïa, intitolata Musées à venir, nella quale Jean Nouvel e Parent esponevano una serie di progetti museali da loro ideati e mai realizzati.

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Concorso per il Centre Pompidou, 1971

 

Oltrepassando i confini francesi e senza scomodare vecchi discepoli basti pensare al Museo Ebraico a Berlino, realizzato dall’architetto statunitense Daniel Libeskind: il piano inclinato sul quale si ritrova il visitatore, all’inizio del percorso museografico, mette in atto proprio quella destabilizzazione percettiva prevista e anticipata da Parent nelle sue teorie.

About Bernardo Grilli

Bernardo Grilli
Si laurea in Architettura all’Università Sapienza di Roma. Studia e lavora a Lisbona per tre anni. Dopo una breve parentesi brasiliana approda a Parigi dove attualmente collabora in qualità di architetto per il Renzo Piano Building Workshop.

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