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Ex Machina di Alex Garland

Il genere della fantascienza è di solito uno dei più complicati da affrontare. Di film ad ambientazione “fantascientifica” ce ne sono molti, ma quello a cui mi riferisco sono quelle pellicole (o altre forme di fiction) che si sforzano di porre domande sulle conseguenze possibili o immaginate dell’evoluzione della scienza e della tecnologia sulle nostre vite.
Ex Machina sicuramente fa parte di questa categoria, e l’argomento a cui si interessa è uno dei più classici e ampiamente esplorati nell’ambito, ossia l’intelligenza artificiale. La trama del film ci racconta di un giovane programmatore invitato dal capo dell’azienda per cui lavora nel suo laboratorio top-secret in mezzo ad un imprecisato bosco, dove sta lavorando allo sviluppo di un androide senziente. La mansione affidata al ragazzo sembrerebbe essere quella di somministrare un test di Turing all’androide, ma ovviamente le intenzioni dell’imprenditore si riveleranno ben presto più opache e imprevedibili.

Il film è ambientato interamente all’interno della casa/laboratorio e cerca da subito di comunicare un senso di claustrofobia e discomfort allo spettatore con i classici mezzi a disposizione: musica atmosferica, fotografia che affianca i colori naturali del bosco che circonda l’edificio alle luci artificiali e metalliche dell’interno, dialoghi molto lenti e allusivi.
È un lavoro che non spicca per originalità, ma è quantomeno competente, e che sarebbe in grado di sorreggere una sceneggiatura un po’ più interessante. Dove Ex Machina fallisce è nel presentare una qualche riflessione sulla natura di un’intelligenza non biologica, e ben presto si ricade in una trattazione piuttosto banale di temi come la possibilità di una tale intelligenza di innamorarsi, o la legittimità di una sua eventuale terminazione.

Che il film sia indirizzato verso una svolta più o meno brusca nel finale è immediatamente chiaro a chi abbia mai visto mezzo film in vita sua, e il fatto che la soluzione della storia fallisca sia nel risultare imprevedibile, sia nell’avere un forte impatto emotivo è il sintomo più chiaro che posso mostrare del fatto che Ex Machina non merita il vostro tempo.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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