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Hacker per un giorno

Siate sinceri, amici nerd.

Chi di voi non ha mai sognato, almeno una volta, di essere un hacker? Magari un super-hacker che, ticchettando come un ossesso sul proprio terminale, è in grado di penetrare le difese informatiche di una losca multinazionale per poi smascherarne le manovre? Può sembrare la trama di qualche libro, film o, perché no, videogioco. Ed è proprio questa l’esperienza al centro di HACKNET, uno dei più recenti (e ben fatti) giochi di simulazione di hacking, in grado di intrattenerci per circa 20 ore di storyline principale a suon di password violate e pericolosi tracciamenti di IP.

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Alla base di tutto c’è un canovaccio che più classico non si può: come dei novelli Mr Anderson verremo contattati da Morpheus (in questo caso l’hacker Bit) che ci investirà del difficile compito di investigare sulla sua morte. Eh già, perché il buon Bit è già finito all’altro mondo e comunicherà con noi attraverso una serie di mail automatizzate con il compito di addestrarci, farci unire ad unire ad una community di hacker e guidarci poi nella soluzione del mistero.

Le indagini e le missioni secondarie si sviluppano attraverso la violazione di vari dispositivi collegati in rete, interagendo col nostro terminale e digitando comandi per modificare i file system della macchina oppure lanciando .exe in grado di aprire falle e penetrarne i documenti. Nonostante il titolo si avvalga di comandi a terminale realmente presenti nei sistemi UNIX e ci chieda di penetrare le Port come in una vera azione di hacking, il tutto è ovviamente semplificato, “sbriciolato” e reso fruibile anche dal giocatore più inesperto.

Il succo del gioco resta un’avventura testuale “old style”, dove il difficile non sarà ovviamente hackare questo o quel server ma capire cosa fare, in quale ordine… insieme ad una discreta prontezza di riflessi quando verremo individuati dai sistemi di contro-intrusione, per evitare che il nostro IP sia tracciato.

Vi racconto la mia esperienza: installo il gioco e parto tutto gasato, le prime missioni sono un semplice tutorial che mi permette di imparare i primi comandi e conoscere il mondo di gioco. Vi ricordo che tutto quello che vedremo a livello grafico è il nostro terminale… quindi è fondamentale una buona disposizione da parte vostra a “ricreare” nella vostra mente l’atmosfera di gioco.
Appena la missione principale si sfilaccia in una serie di trame secondarie percepiamo la reale libertà che è il bello delle avventure grafiche, in cui è possibile decidere senza restrizioni di esplorare e interagire con tutto quello che ci troviamo intorno: in questo caso, altri terminali connessi. Mi spingo bello ardito ad hackerare un pc un po’ più complesso della media, che si rivela essere di proprietà di un altro hacker… ben più esperto di me. Parte il tracciamento che (ancora non capisco se per “necessità di trama” o mia incapacità) non riesco ad evitare: il risultato è che mi invia un qualche stramaledettissimo malware che mi fa crashare il sistema.

Schermo nero. Reboot che non parte perché mancano dei file di sistema. Panico.

Nessun “menù” per mettere in pausa, nessun “aiutino” per capire cosa fare.

Ho dovuto fare ctrl+alt+canc per uscire e vigliaccamente cercare una soluzione al mistero.

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Non fate lo stesso errore e provate a risolvere il gioco con la vostra testa, la sfida è interessante. La relativa banalità della trama sarà comunque una giustificazione sufficiente a tenerci incollati allo schermo per la soluzione degli “enigmi” che il gioco propone.
Su Steam lo trovate a meno di una decina di euro e il one-man studio Team Fractal Alligator promette già DLC/Espansioni per la fine dell’estate ed una misteriosa modalità multiplayer per il prossimo autunno.

Roba da far tremare le dita sulla tastiera.

About Francesco Bucci

Trascorre l'infanzia squagliando Pokémon Rosso su GameBoy Pocket e divorando i suoi primi fumetti dei Fantastic Four e di Spiderman. L'adolescenza è l'età dei manga e di Age of Empires II. L'epoca dei primi passi con D&D, di Final Fantasy VIII e di Buffy - the Vampire Slayer. Poi decide di crescere e recupera la bibliografia completa di Gaiman, Miller e Moore. Consuma tutti gli sparatutto e i GDR che gli passano sotto mano e comincia ad esplorare il mondo dei giochi da tavolo. La sua "curiosità nerdica" non conosce misure.

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