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SOS Wedding: come vestirsi a un matrimonio

Arriva un momento nella vita in cui i matrimoni diventano come le feste dei diciotto anni. La prima volta sei emozionata come non mai, che si tratti della tua migliore amica o di una perfetta sconosciuta, sei già grata per il solo fatto di essere stata invitata. Di solito fai parte della fascia dei “giovani”, che alla maturità così come sulla navata della chiesa vuol dire che il bacino delle potenziali persone che puoi conoscere è infinito. È per questo che ti prepari come se la festeggiata, o la sposa, fossi tu: parrucchiere, estetista, abito rigorosamente nuovo. Per i primi tre matrimoni puoi anche arrivare a comprarne tre diversi. Il meccanismo inconscio che scatta in testa alla prima marcia nuziale è lo stesso di quando senti per la prima volta VIVA LA VIDA dei Coldplay alla torta: sei piena d’amore per l’universo.

Quando inizi a fare paragoni, vuol dire che il numero di cartoncini di Pineider sta aumentando rapidamente. Ogni weekend una festa, ogni sabato di giugno un matrimonio. Hai smesso di essere delusa per il fatto che il prete non dice più “Se qualcuno ha qualcosa da dire..” e hai imparato a memoria gli articoli del codice civile sull’ educare la prole, l’assistenza morale etc..

Hai capito dove posizionarti per non farti tirare il riso in testa. Per le location non devi più impostare il tom-tom: “Ah si, qui è dove si è sposato anche Tizio..”. Parrucchiere ancora sì, vestito nuovo anche no. A forza di morire di freddo anche ad agosto o di venire colpita da acquazzoni estivi hai capito che l’unica cosa fondamentale è essere pronti a affrontare i cambiamenti climatici: irrinunciabili sciarpe, scialli, cappottini.

Esistono alcune regole su come vestirsi a un matrimonio. Poche in realtà e per lo più note a tutti così come il fatto che la sposa debba avere qualcosa di vecchio, di nuovo, di prestato e di blu. Anche se non si conoscessero queste norme, basterebbe adeguarsi ai due principi fondamentali e di buon senso:

  1. La protagonista è la sposa
  2. In chiesa non si può stare nudi

Eppure nonostante milioni di programmi su real time e centinaia di film, c’è sempre l’invitata con il vestito bianco lungo o con spalle scoperte e minigonna alla cerimonia. Nel secondo caso è cattivo gusto, nel primo una vera cattiveria.

Ecco le regole base sul look da invitata a un matrimonio:

  1. Dimentica il bianco a meno che non sia tu a dire “lo voglio”. Proibito sia in versione corta che lunga. Da evitare il panna, il rosa pallido e qualunque altra tonalità che ti faccia sembrare la Jane Fonda invidiosa in Quel mostro di suocera.
  2. La teoria vorrebbe niente nero, niente rosso e niente viola. Privilegiate le altre tinte, i colori pastello sono un classico. Via libera al pizzo, al floreale, ai ricami.
  3. Attenzione alle lunghezze. L’orlo non deve essere necessariamente sotto al ginocchio ma può essere anche qualche centimetro sopra, purchè non si tratti di una minigonna.
  4. Spalle coperte in chiesa. Trovare un vestito adatto è un problema, trovarne uno che abbia anche un copri spalle o uno spolverino che si abbini è ancora più difficile. Meglio una giacchina corta con un abito a tre quarti, il cappottino si abbina a uno più corto.
  5. Il fatto che la cerimonia si svolga di pomeriggio non vuol dire che sia obbligatorio il vestito lungo. Se potete chiedete indicazioni alla sposa, alcune sono infastidite da un eccessivo numero di strascichi.

Basta davvero poco per essere delle perfette invitate a un matrimonio.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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