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Architettura in tempo di crisi: la Tour Triangle a Parigi

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Il 30 Giugno del 2015 a Parigi, a sette anni dalla presentazione in pompa magna fatta dall’allora sindaco Bertrand Delanoë , é stata approvata, in via definitiva, dalla giunta socialista presieduta da Anne Hidalgo, la costruzione della Tour Triangle. Il progetto, che porta la firma degli architetti svizzeri Herzog & De Meuron (lo studio parigino Valode & Pistre sarà incaricato di svolgere la funzione di local architect), sorgerà nel quindicesimo arrondissement della capitale francese e si inserisce in un ambizioso programma di valorizzazione del Parco delle Esposizioni.

L’iter, durato quasi otto anni, che ha portato all’approvazione del progetto è stato lungo e tortuoso. Numerosi sono stati i consigli comunali accesi, le votazioni annulate e poi rimandate. Lo sprint finale si è concluso con una vittoria di misura, 87 voti a 74, della coalizione a favore dell’ opera, dopo che nel Novembre del 2014 il consiglio comunale di Parigi aveva rigettato il via libera ai lavori. Da allora sono stati fatti dei cambiamenti riguardo al programma tanto da rinominare il progetto Triangle 2.

La domanda per il permesso di costruire della seconda versione del progetto é stata dunque consegnata lo scorso Gennaio ed il percorso amministrativo, che di norma dovrebbe durare tra i sei e gli otto mesi, promette di essere lungo e tortuoso causa i numerosi ricorsi che i comitati “anti-torre” stanno presentando in questi mesi. Come per caso, se tutto dovesse andare bene, l’inizio dei lavori partirà verso l’inizio del 2017, in concomitanza con le nuove elezioni municipali.
L’impressione è che, dopo il fallimento politico della filarmonica di Parigi progettata da Jean Nouvel i cui costi, già difficilmente difendibili in tempo di crisi, sono aumentati vertiginosamente da 173 a 380 milioni di euro, l’amministrazione parigina abbia sentito il bisogno di dare nuovo lustro alla propria immagine.

Il progetto, il cui costo orbita intorno ai 500 milioni di euro, si sviluppa su 42 piani per 180 metri di altezza, 37 metri in piu’ dell’attuale limite imposto dalle regole comunali, e 92200 mq di superficie totale: 69900 mq saranno occupati da uffici, 2200 mq da spazi per il co-working, 4960 mq da ristoranti ad uso esclusivo delle imprese, 7700 mq verranno dedicati ad un hotel quattro stelle da 120 camere, ed infine, 7400 mq di spazi sono destinati ad uso pubblico, per la maggior parte commercio. Visto che la società appaltatrice, la multinazionale immobiliare franco-olandese Unibal-Rodamco, si occupa esclusivamente della costruzione e gestione di grandi centri commerciali – come il mostruoso Forum des Halles a due passi dal Centre Pompidou, progettato con forme sinuose ma poco leggiadre dall’archtietto francese Patrick Berger, solo per citarne uno – credo che sia chiara l’idea di quale tipo spazio pubblico sia stato pensato.
Recentemente, diversi quotidiani francesi, hanno ribattezzato il progetto dello studio svizzero come la Torre Eiffel del XXI secolo. Evidentemente una mossa pubblicitaria che si dimentica pero’ che la Torre, disegnata e progettata dall’ ingengere francese Gustav Eiffel, fu la vetrina del savoir-faire tecnico francese dell’ epoca, in un periodo in cui la Francia era una delle prime potenze mondiali. Eretta nel 1899, in occasione dell’ Esposizione Universale, é rimasta per più di quarant’anni il monumento piu’ alto al mondo. A titolo comparativo, il modello della Tour Triangle per il momento non é nient’altro che un lavoro grafico, o per meglio dire da “renderista”, la cui realizzazione non andra’ incontro a nessuna difficoltà tecnica particolare considerando l’esperienza acquisita dalle migliaia di torri costruite recentemente in tutto il mondo.

Il progetto suona come l’ ennesima opera inutile che si inserisce in un contesto di mancanza totale di idee su quale sia il ruolo dell amministrazione pubblica nei confronti delle politiche della città e che invece abbraccia le tendenze effimere e modaiole delle grandi metropoli di tutto il pianeta. A questo proposito, fa riflettere il fatto che per un progetto di tale entità non sia stato bandito nessun concorso di architettura, andando in deroga alle regole in vigore in Francia (e non solo). Infine, dal punto di vista dell’innovazione architettonica, stupisce che uno studio di rinomata esperienza internazionale sia già autore di due torri a forma di piramide a Basilea.

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About Bernardo Grilli

Bernardo Grilli
Si laurea in Architettura all’Università Sapienza di Roma. Studia e lavora a Lisbona per tre anni. Dopo una breve parentesi brasiliana approda a Parigi dove attualmente collabora in qualità di architetto per il Renzo Piano Building Workshop.

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