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Segreti di famiglia di Joachim Trier

È attualmente reperibile nelle sale romane Segreti di famiglia, il terzo film del regista norvegese Joachim Trier, il cui lavoro precedente, Oslo, August 31st , ho avuto modo di incensare in più di un’occasione su queste colonne.

Presentato lo scorso anno a Cannes, Segreti di famiglia è la prima produzione internazionale cui Trier ha avuto modo di partecipare, e il cast messo insieme per l’occasione, che include Gabriel Byrne, Isabelle Huppert e Jesse Eisenberg, è certamente di primo piano. Il film racconta, tramite un gioco di flashback, le vicende di una famiglia prima e dopo la traumatica scomparsa della madre, una famosa fotografa di guerra, in un incidente stradale.
Il figlio maggiore ha appena avuto un figlio, quello minore è nel bel mezzo delle paturnie adolescenziali, e il padre si trova nella difficile posizione di dover bilanciare l’attenzione che vuole dedicare ai pargoli con la necessità di ricostruirsi una vita privata dopo la morte della moglie.

L’intricato tessuto di relazioni che il film descrive lo avvicina, più che a Oslo, un film in larga parte concentrato sul solo protagonista, a Reprise, il lavoro di Trier del 2006, passato abbastanza in sordina, che raccontava le vite intrecciate di due giovani scrittori.
A differenza di Reprise, il tono di Louder than bombs (questo il titolo originale) è però molto più pacato e asciutto, coerentemente alla tematica familiare che lo pervade, e forse per questo risulta meno coinvolgente e melodrammatico.
La piattezza di Segreti di famiglia è infatti il suo più grande difetto, e si declina in diverse maniere. Da una parte la sceneggiatura, pur sforzandosi di creare situazioni peculiari, sembra non andare da nessuna parte, dall’altra il rigore visivo del film non sembra abbinarsi benissimo a vicende che non comunicano la sensazione di sacralità del nucleo familiare che conosciamo da film come Tree of life, a cui il primo fotogramma di Louder than bombs rende tributo.

Si può dire in un certo senso che la pellicola sia divisa tra la ieraticità che vorrebbe imporre al materiale e la trivialità e bassezza dei propri personaggi, con poche eccezioni nevrotici e insopportabili. Il risultato è un film che non riesce a creare un’aria rarefatta e “mistica”, ma che al contempo non è in grado di mettere sostanzialmente le mani nella pasta dei personaggi e dei dialoghi per creare un intreccio interessante.

Un passo falso per un regista promettente dunque, ma che non riduce le mie aspettative per i film ancora da venire.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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