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E ora?

L’eliminazione di Djokovic ha scombinato le carte di questa edizione di Wimbledon. Sam Querrey, battendo il serbo, ha aperto involontariamente una “lotta al potere” che vedrà Federer, Raonic, Kyrgios e Murray, e chissà chi altro, sfidarsi per ottenere la corona dei Championships

Per trovare una finale di un torneo dello Slam senza Novak Djokovic dobbiamo scomodare gli Us Open del 2014, quando a sfidarsi per il titolo americano furono Marin Cilic e Kei Nishikori. Quella che potremmo definire la finale di uno Slam con meno “hype” di sempre è l’ultima non giocata da Djokovic. Dopodiché sono arrivati cinque titoli (Australian Open, Wimbledon e Us Open 2015 e Australian Open e Ronald Garros 2016) e una sconfitta nella finale del Roland Garros 2015, contro Stan Wawrinka.

La notizia è che Sam Querrey, statunitense dotato di un’ottima battuta, per lo più noto per fare coppia in doppio con John Isner, impedirà a Nole di accedere alla finale dei Championships. Al terzo turno, infatti, il serbo è stato schiantato da Querrey, in un incontro in cui il numero uno al mondo ha avuto una chance di vittoria solo perché sotto due set a zero, ha visto l’incontro sospeso causa pioggia. Il finale 7-6 (6), 6-1, 3-6, 7-6 (5), ha negato a Djoko la possibilità di vincere il suo trentunesimo incontro di fila in un torneo dello Slam, di vincere il quinto major di fila, superando Rod Laver, e soprattutto stroncato le velleità di season Grand Slam per il serbo.

La gioia del compagno di doppio, John Isner

Si potrebbe parlare per ore di cosa comporti questa sconfitta (o molto più del fatto che Querrey abbia partecipato al programma Bravo’s Millionaire Matchmaker, in cui si cerca di accoppiare “persone comuni” a milionari) ma la verità è che non sembra essere questo il punto più interessante del discorso.

Nole è ancora il miglior tennista del mondo. Poco meno di un mese fa ha festeggiato le 200 settimane in testa alla classifica Atp e non sembra essere vagamente vicino a cedere il suo trono.

Più interessante è cercare di capire, chi adesso possa tentare l’assalto al torneo londinese.
Il primo indiziato non può che essere Andy Murray. Lo scozzese ha vinto Wimbledon nel 2013, facendo felice la corona, che quando c’è da inserire nei propri ranghi un britannico vincente non si tira mai indietro, e conquistato un oro olimpico sul lolium perennae, il manto erboso dei Championships. Il numero due del mondo, però, non ha un tabellone agilissimo davanti a se. La sfida degli ottavi contro con il cavallo pazzo, Nick Kyrgios potrebbe rivelarsi più complessa del previsto. L’ultimo incontro tra i due risale allo Us Open del 2015, in cui Murray sconfisse in quattro set l’australiano. Kyrgios, però, sta disputando un 2016 molto solido. Anche se l’erba non è ancora la sua dimensione ideale, il numero 18 al mondo non è mai un cliente che vorresti incontrare, anche solo per la quantità di energie nervose che fa sprecare agli avversari con il suo trash talking continuo.

Kyrgios, trash talker e trash player

Dopo Kyrgios, Murray potrebbe incontrare uno tra Tsonga e Gasquet. Più agile un’eventuale semifinale, contro uno tra Berdych, Tomic, Puoille e Vesely.

Molto più imprevedibile la prima metà del tabellone, orfana di Djoko. La sconfitta del serbo ha scoperchiato il vaso di pandora dei tennisti bramosi di successo.
Se al buon Querrey non chiediamo altro per il resto della sua vita, e già la sfida contro Mahut sarà veramente ostica per lo statunitense, molto più interessante capire quali siano le intenzioni di Milos Raonic. Il canadese, allenato da Riccardo Piatti e Carlos Moya, è uno dei tennisti più in palla della stagione. Più volte è stato eliminato in finale o a un passo dalla gara iridata da Murray e Djokovic. Quest’anno per ben cinque volte Raonic è stato fermato da uno dei primi due tennisti del ranking. Il numero sette al mondo, però, non incontrerebbe lo scozzese fino alla finale. Le chance di fare bene sono dunque molto alte.

Chi potrebbe incontrare, ammesso che Raonic passi il turno contro il forte Goffin, è Re Roger Federer. Raonic ha sconfitto il sette volte campione di Wimbledon a Brisbane quest’anno, assicurandosi il suo unico trofeo stagionale. Federer, tuttavia, quando respira l’aria di Wimbledon riesce a tirare fuori energie inaspettate.

I punti di domanda sullo svizzero sono, tuttavia, ancora molti. Le condizioni fisiche non ottimali che gli hanno fatto saltare il Roland Garros, unite all’operazione al ginocchio a seguito di un incidente domestico, non hanno fatto partire Federer con i favori del pronostico. Il fenomeno ha ad ogni modo dichiarato di sentirsi in forma, anche se la sconfitta-passaggio di consegne contro Zverev ad Halle ha detto altro: “se partecipo, voglio sentire di avere chance di andare fino in fondo e magari vincere. Ecco perché sono qua ora” ha dichiarato nella conferenza d’apertura di Wimbledon.

Federer ha sinora vinto agilmente le sue rassegne sul centrale, la più divertente delle quali è stata quella contro Marcus Willis, il maestro di tennis numero 722 al mondo, con un prize money stagionale di 64 dollari, che si è trovato a sfida il sette volte campione di Wimbledon sul Centre Court. Ne è uscita una gara surreale, in cui il pubblico ha fatto tutto ciò che è solitamente vietato nell’arena principale del torneo. Federer ha amabilmente recitato il ruolo di cattivo-buono, permettendo al rivale di giocare e disputare con serenità la gara più sensazionale della sua carriera (finita in un’ora e 26′) e decidendo di rendere una festa l’incontro di secondo turno. D’altra parte, siamo tutti un po’ Marcus Willis, anche un sette volte campione del torneo.

Il difficile per Roger arriva ora. Per cercare di superare Pete Sampras, appaiato con il Re svizzero a sette Wimbledon vinti, Federer dovrà sfidare Steve Johnson, vincitore del torneo di Nottingham, Atp 250, ultima rassegna prima del torneo londinese. Lo statunitense è in palla, e non sarà un cliente facile da battere. Qualora Federer dovesse rispettare il pronostico, dovrebbe incontrare il vincente della rivincita della già citata finale degli US Open 2014, Cilic o Nishikori, con il secondo in vantaggio sul croato.

Insomma, un cammino duro. D’altra parte, qualcuno dovrà pure arrivare in finale, e sarà divertente godersi il resto di un torneo, che appare sempre più impronosticabile. E anche se dispiace per Nole, grazie Querrey.

FOTO TRATTE DAL WEB

About Niccolò Costanzo

Appassionato di qualsiasi cosa che implichi una competizione, seguo principalmente calcio e pallacanestro, di cui scrivo sul sito my-basket.it. Caporedattore Sport, ma solo perché Claudio Pavesi e Filippo Antonelli sono amici e mi lasciano questo titolo!

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