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Tutti vogliono qualcosa di Richard Linklater

Dopo essere andato molto vicino al suo primo Oscar con Boyhood, Richard Linklater torna al cinema con un lavoro decisamente meno ambizioso, una commedia ambientata nei primi anni ‘80 in un college texano: Tutti vogliono qualcosa.

Il film racconta delle peripezie dei membri della squadra di baseball universitaria nei giorni imediatamente precedenti all’inizio delle lezioni. Feste e passatempi più o meno imbecilli la fanno da padrona, e il film si propone come uno spaccato nemmeno troppo caricaturale dello stile di vita da college che Hollywood tante volte ha celebrato.
Il film non si prende granché sul serio, ma faccio fatica a definirlo una commedia in quanto la battuta brillante, o la situazione architettata ad arte a scopi comici non sono mai strumenti che il film cerca di utilizzare. L’ambiente e le dinamiche che il film si propone di rappresentare sono leggere e briose, ma il senso dell’umorismo del film è pressoché interamente sovrapponibile a quello dei suoi protagonisti, e in questo senso non c’è spazio per una riorganizzazione comica del materiale.

Questo da una parte smorza un po’ il potenziale di intrattenimento del film, dall’altra ci lascia ad interrogarci su quale fosse in effetti il motivo di interesse del regista nel raccontare questa storia, che per la maggior parte del tempo ci mette di fronte alle bravate di un gruppo di ragazzotti poco svegli, senza nemmeno sfruttare appieno il lato comico della cosa.
Alla fine della proiezione la domanda resta fondamentalmente senza risposta, perché nel mare di scenette stereotipate che descrivono un’ambientazione già familiarissima si fa fatica ad individuare barlumi di una qualche intenzione ulteriore. Non che preso al naturale Tutti vogliono qualcosa sia necessariamente noioso o sgradevole, ma dopo due ore di riproposizione niente affatto problematizzata di scenette di umorismo machista e infantile, non sapevo se pensare di essermi perso qualche sottinteso, o se semplicemente non c’era niente dietro allo striminzito impianto del film.

Pur concedendo il beneficio del dubbio ad un regista come Linklater non mi sento di consigliare quasto suo ultimo lavoro con particolare calore, nemmeno a chi ricordi con particolare affetto il classico Dazed and Confused.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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