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Pokémon Go: Pikachu batte Tinder 3-0

Rischieremo di risultare banali ma anche qui a Polinice non possiamo esimerci dal dire la nostra sul fenomeno nerd del momento. Ancora una volta è un videogioco ad essere ambasciatore di una nuova tecnologia, nella fattispecie la c.d. Realtà Aumentata, e a raccoglierne i frutti maggiori: con numeri da capogiro e un giro di denaro già non indifferente, signore e signori, ecco a voi Pokémon Go.
Lanciato appena una settimana fa in Stati Uniti, Giappone, Australia e Nuova Zelanda il mobile game che ci rende allenatori di Pokémon ha già registrato dei numeri impressionanti: installato già sul 5% dei dispositivi Android degli USA, ha già superato Twitter e Tinder in popolarità e tempo speso al giorno (43 min), oltre ad essere destinato a stracciare il numero di utenti attivi.
Sì, evidentemente Pikachu tira più della figa.

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Senza contare il boom in Borsa della Nintendo, che detiene un terzo della Pokémon Company, assieme a Google e a Niantic. Sì, Niantic, quelli di Ingress, prima esperienza significativa di integrazione tra web app, geolocalizzazione e realtà aumentata. 7 milioni di giocatori in 2 anni e mezzo sono un bel successo ma quello che forse era mancato ad un sistema di gioco sicuramente innovativo e coinvolgente era un’ambientazione di largo interesse. E c’era forse qualcosa di meglio dei celeberrimi mostriciattoli giapponesi per implementare il sistema?

Se la retorica non fosse il vostro mestiere, la risposta è NO.

Come funziona Pokémon Go?

Se proprio avete trascorso gli ultimi giorni su Marte ecco una breve panoramica su come funziona questa (ennesima) macchina succhia-vita. Una vostra installata la vostra app (in modo totalmente illegale, seguendo una delle molteplici guide disponibili in rete) creerete il vostro alter ego digitale e subito verrete teletrasportati… su Google Maps. Il dispositivo GPS del vostro smartphone localizzerà il vostro allenatore nella vostra posizione calandolo nell’universo parallelo di Pokémon Go. Invece che aiutarvi a trovare la strada l’app sfrutta le mappe di Google Maps per popolare il mondo di Pokémon, Palestre da sconfiggere, PokèShop da saccheggiare e molto altro.
Un piccolo radar vi aiuterà a capire quanti e quali Pokémon risiedono nelle vicinanze: quando sarete abbastanza vicini basterà cliccarli per aprire la fotocamera, pronta ad inquadrare il mondo (quello vero) con all’interno qualcosa di… nuovo?

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Basterà allora lanciare la vostra sfera poké con una discreta precisione per catturare il mostriciattolo di turno. I Pokémon (i 150 originali… per ora) sono disseminati su tutto il globo facendo corrispondere la tipologia di terreno reale con il tipo di Pokémon ospitato: tipo Acqua nei pressi di mare e laghi, Terra e Roccia in montagna, Uccello e Coleottero nei parchi e così via…
Potete percepire il tremito nella mia voce, vero?

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Cosa NON È Pokémon Go?

Senza indugiare troppo nello spiegare i dettagli del gioco (che non sono poi così difficili e che comunque trovate sbrodolati un po’ ovunque) veniamo al dunque. Cosa ne pensiamo noi di Pokémon Go al di là del fomento dilagante e condiviso? Mentre la gente causa incidenti autostradali per catturare Jigglypuff (davvero!) e fissa lo smartphone sopra il robot aspirapolvere per far schiudere le proprie Uova Poké… cerchiamo di far luce su questa follia di massa.

Il gioco è un’ottima beta. Qualche crash di troppo (forse dovuta all’app non ancora del tutto legale?), qualche down dei server anche… ma tutto sommato non credo si aspettassero questa mole di traffico nemmeno quelli della Niantic. La formula freemium con acquisti in-app per velocizzare la crescita dei pokémon ci sembra azzeccata e poco invasiva.

Il gameplay appare però limitato: niente scambi di pokémon, niente quest, niente scontri fra allenatori. Tutto ruota attorno alla conquista (e alla difesa) delle Palestre contese fra le 3 fazioni di gioco (Rossa, Blu e Gialla). La stessa lotta nelle Palestre è alquanto rudimentale rispetto a quanto visto per la controparte su console: è basata su qualche swipe e sulla scelta del giusto tipo di Pokémon contro l’avversario di turno.

Fondamentalmente si cammina, si catturano Pokémon, si potenziano ed evolvono i nostri preferiti… catturando e “rivendendo” altri Pokémon. Tutto finisce lì. Le stesse “geometrie chilometriche” di Ingress lo rendevano un gioco di tutt’altro spessore.

Ma.
C’è un “ma” grosso come il Centro Commerciale di Azzurropoli.
Noi ci siamo cresciuti con i Pokémon in tv. Io stesso ho fuso un paio di Game Boy per “la Causa”. Se a dieci anni mi avessero chiesto qual era lo scopo della mia esistenza sulla Terra non dubito che avrei affermato “completare il Pokédex”. Adesso abbiamo la possibilità di rivivere quella magia mentre andiamo a prendere l’autobus, portiamo a spasso il cane o facciamo due passi al Centro. Magari ci stuferemo subito, chissà. Sicuramente sarà compito della Niantic aggiungere presto nuova carne al fuoco per non far spegnere l’entusiasmo dei milioni di appassionati.
La data di lancio di Pokémon Go per l’Italia sembra essere fissata per il 15 luglio tuttavia, come dicevamo, il gioco è già disponibile in download sia per Android che per IOS anche dalle nostre parti.

Forse non avete ancora installato il gioco per paura dei potenziali ban in cui potreste incorrere… e vi posso anche capire. Ma sono troppo impegnato a cacciare Pokémon per preoccuparmene. Gotta Catch’em All!

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About Francesco Bucci

Trascorre l'infanzia squagliando Pokémon Rosso su GameBoy Pocket e divorando i suoi primi fumetti dei Fantastic Four e di Spiderman. L'adolescenza è l'età dei manga e di Age of Empires II. L'epoca dei primi passi con D&D, di Final Fantasy VIII e di Buffy - the Vampire Slayer. Poi decide di crescere e recupera la bibliografia completa di Gaiman, Miller e Moore. Consuma tutti gli sparatutto e i GDR che gli passano sotto mano e comincia ad esplorare il mondo dei giochi da tavolo. La sua "curiosità nerdica" non conosce misure.

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