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Francofonia di Alexander Sokurov

Francofonia è l’ultimo film di Alexander Sokurov, presentato l’anno scorso a Venezia e distribuito in Italia qualche mese fa. Trattasi di un saggio cinematografico più che di un documentario, vista l’organizzazione piuttosto allusiva dei contenuti e il procedere libero e per associazioni del “discorso” del film. Questo si incentra sulle vicende che hanno circondato il celebre museo Louvre di Parigi nel periodo dell’occupazione Nazista, concentrandosi in particolare sulle storie incrociate dell’allora direttore del museo, e dell’ufficiale tedesco incaricato della supervisione e conservazione del patrimonio artistico nei territori occupati di tutta Europa.

La narrazione dello stesso Sokurov è ciò che tiene maggiormente insieme una pellicola che in generale non si fa problemi ad allungarsi in varie direzioni. Questo sia da un punto di vista visivo, visto il caleidoscopico collage di immagini d’epoca, riprese della Parigi contemporanea e messa in scena più tradizionale, con attori per intenderci, di alcune scene più o meno storicamente fondate, sia per la carne messa al fuoco tematicamente, che è un po’ di carattere storico, un po’ storico-artistico e un po’, più semplicemente, Sokurov che vaneggia.

L’aria ammiccantemente intellettuale del film è abbastanza classica dei lavori del cineasta russo e non ha mai aiutato la causa, per lui immagino molto importante, di guadagnarsi le mie simpatie, ma devo dire che in questo caso la sistematica frammentarietà del film permette di non concentrarsi troppo sugli specifici manierismi, che comunque abbondano, e di “perdersi nell’esperienza” se mi passate l’espressione new age.

Francofonia non si dilunga troppo, ha una piacevole grana visiva, e racconta eventi piuttosto interessanti: non credo di aver capito quale fosse l’intento di Sokurov nel realizzare questa pellicola, ma in fondo questa comprensione non è necessaria per apprezzare le sfaccettature del film.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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