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Il rotto della cuffia: audiofilia per neofiti

Da qualche mese a questa parte ho cominciato ad interessarmi al mondo dell’audiofilia, in particolare a quello delle cuffie. Si tratta di un hobby poco economico, che presuppone un livello di attenzione a certi dettagli della riproduzione musicale che per la maggior parte delle persone risulterà senz’altro privo di qualsiasi interesse.
Si tratta di un incrocio paricolare tra feticismo, scienza e pseudo-scienza, passione per la musica e per la tecnologia, e tutta un’altra serie di influenze nel cui punto di intersezione si trova un gruppo abbastanza ristretto di appassionati, nonostante il grande ampliamento di pubblico che la popolarità delle cuffie Beats ha portato negli ultimi anni, o se non altro di quello potenziale.

Rispetto al mondo dell’alta fedeltà tradizionale, quella di casse ed amplificatori per intendersi, la comunità degli appassionati di cuffie ha un approccio più elastico. L’esattezza della riproduzione è uno dei criteri che si possono utilizzare per la valutazione di un prodotto, ma è largamente accettato che differenti paia possano avere obiettivi sonori diversi, e disporre di un parco variegato di attrezzatura permette di sperimentare diversa musica riprodotta in stili anche molto distanti tra loro, alla ricerca delle combo più azzeccate.
In questo senso una delle assenze più inspiegabili nelle varie discussioni e recensioni che vengono fatte sui siti specializzati è proprio quella della musica, che viene messa fortemente in secondo piano rispetto alla discussione in termini spesso piuttosto astratti della qualità del suono di un paio di cuffie. L’approccio è affascinante in un certo senso, perché si può assistere a contorsioni verbali assolutamente degne di nota che tentano di descrivere l’influenza sonora che un amplificatore o qualche altro elemento della catena audio ha sul suono riprodotto, e l’idea sarebbe di poter prendere questa descrizione e farsi un’idea di come diversi generi si adattino allo strumento di riproduzione.
In pratica, e questo mi ha reso tutto l’ambito ancora più interessante, accoppiate apparentemente incongrue possono produrre risultati peculiari che aprono ulteriori prospettive all’ascolto; per fare un esempio ho scoperto che ascoltare certe forme di hip-hop (quello più jazzy scuola A Tribe Called Quest) con cuffie che non sottolineino particolarmente i bassi può non essere una cattiva idea.
In questo senso mi piacerebbe che nelle recensioni ci fosse una sezione dedicata agli abbinamenti di cuffie e dischi o generi musicali, come se stessimo parlando di vino e cibo insomma.

Si tratta chiaramente di considerazioni che si riconducono ai gusti personali, e in questo senso sono meno affidabili delle misurazioni tecniche o anche delle descrizioni del suono, ma penso che in queste altre forme di approccio vada un po’ perso quello che in fin dei conti è lo scopo di un paio di cuffie per la maggior parte delle persone, ossia l’ascolto di musica.

Un altro lato interessante, specie considerando che stiamo pur sempre parlando di tecnologia, è quanto lentamente i prodotti invecchino. Non so quanto indietro ci si possa spingere prima di cominciare ad imbattersi in una misura di obsolescenza, ma modelli di cuffie con 4-5 anni sulle spalle possono essere tranquillamente presi in considerazione, cosa che non si può dire di PC o telefoni. Questa eredità lo-fi si traduce anche nel rilevante spazio che il modding ha nella comunità, con alcuni modelli in particolare che sono diventati dei veri e propri parchi giochi per smanettoni.

Al di là del feticismo verso gli oggetti, al di là dell’esaltazione geek per la varietà dei prodotti, resta comunque il fatto che possedere almeno un paio di buone cuffie migliora sostanzialmente l’esperienza dell’ascolto, e nel sottoscritto l’interesse per il mezzo ha fatto molto per risvegliare l’interesse per lo scopo, che negli ultimi anni era un po’ sopito. Si tratta in fondo di un investimento comparabile a un paio di scarpe per un modello entry-level di buona qualità, e anche senza avere delle orecchie particolarmente raffinate la differenza rispetto alle cuffiette dell’Unieuro si sente.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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