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FARC / Colombia – E pace sia

Nella calda e turbolenta estate della politica internazionale si è inserito un importante accordo di pace che fa ben sperare per il futuro della Colombia.

L’accordo di pace è stato annunciato il 24 agosto a l’Avana ed ha subito imposto il cessate il fuoco definitivo, ponendo fine a un conflitto durato cinquantadue anni che ha provocato trecentomila morti e sette milioni di profughi. Alla firma dell’accordo sono stati presenti il presidente colombiano Juan Manuel Santos, il leader delle Farc Timoleón Jiménez, il presidente cubano Raúl Castro, il ministro degli esteri norvegese Børge Brende in rappresentanza dei paesi mediatori, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la presidente cilena Michelle Bachelet. A giocare il ruolo di playmaker della partita e dell’accordo tra le parti è stata Cuba.

LA STORIA DEL CONFLITTO E DELLE FARC – Le Farc sono state fondate nel 1964 come braccio armato del partito comunista per sconfiggere le ineguaglianze e garantire ai contadini l’uso dei terreni agricoli, in mano a pochi latifondisti. Precisamente la nascita delle FARC risale al 27 maggio 1964 durante l'”Operazione Marquetalia”, una massiccia operazione militare dello Stato colombiano, effettuata con appoggio statunitense, atta a reprimere con la forza le esperienze di autorganizzazione agraria contadina che si erano sviluppate nelle regioni Tolima e Huila, accusate dal governo di rappresentare un pericolo per l’integrità della nazione, in quanto “inaccettabili repubbliche indipendenti”. democrazia popolare e socialista.

Le FARC sono tra le più longeve organizzazioni ribelli del mondo ancora esistenti, ed hanno attraversato tutta la storia recente della Colombia. Dopo 20 anni di lotta armata ininterrotta, nel 1984 firmarono con l’allora presidente Belisario Betancourt i cosiddetti “accordi della Uribe”, che prevedevano tra le altre cose, un cessate il fuoco, l’istituzione di elezioni popolari per sindaci e governatori, decentralizzazione amministrativa e garanzie per l’attività politica di tutti i movimenti.

Il partito dell’UP venne sterminato fisicamente: caddero in pochi anni migliaia di membri e dirigenti ad ogni livello, compresi i candidati alla presidenza della Repubblica Jaime Pardo Leal e Bernardo Jaramillo. In seguito a questi eventi le FARC valutarono che in Colombia non vi erano spazi per la lotta politica legale e di massa e decisero di tornare alla lotta guerrigliera. In questa fase, alla fine degli anni Ottanta, si separarono definitivamente dal Partito Comunista Colombiano, creando una propria struttura per la lotta politica clandestina nota come “Partito Comunista Clandestino Colombiano”.

Da lì un escalation di morte e guerriglia,anche e soprattutto dopo la fine della Guerra Fredda. Con la firma del Plan Colombia tra gli Stati Uniti d’America e il paese sudamericano, riprese il conflitto che ha vide un cambio di passo nelle FARC e la visione di esse nel mondo come forza in contrasto agli interessi della globalizzazione e degli Stati Uniti d’America, allora unico paese a guida del mondo vista la fine dell’URSS. Le FARC all’epoca sostennero di rappresentare gli interessi dei poveri che abitavano la Colombia contro le classi ricche e si opponendosi all’ingerenza degli Stati Uniti d’America negli affari interni della Colombia (particolarmente al Plan Colombia), alla privatizzazione delle risorse naturali, alle multinazionali e alla violenza delle organizzazioni paramilitari.

Negli ultimi anni leader dei guerriglieri è stato Rodrigo Londonio detto “Timochenko”, designato come il comandante del Segretariado, la massima istanza di direzione politica e militare delle FARC, costituito da nove membri.

Nel 2002 le FARC vennero inserite dalle autorità degli Stati Uniti d’America, impegnate nella “guerra al terrore”, in una lista nera delle organizzazioni terroriste, accettata in seguito dall’Unione Europea. La cui assenza ai negoziati dimostra la lontananza dell’Unione Europea a imporsi come forza globale e non solamente regionale. Per tutti i paesi latinoamericani, fatta eccezione per i governi di Perù e Colombia, le FARC non sono un’organizzazione terrorista, ma una forza guerrigliera, così come per le Nazioni Unite.

Nel gennaio 2008 il Presidente venezuelano Hugo Chávez, allora impegnato come mediatore per la liberazione di Ingrid Betancourt, avanzò la richiesta al governo colombiano e a tutta la comunità internazionale di riconoscere le FARC come “forza belligerante” di un conflitto civile. Questo riconoscimento fu considerato un passaggio importante per la conquista della pace in Colombia, perché consentìe al governo di effettuare uno scambio di prigionieri tra le due parti in conflitto e riprendere il processo di pace interrotto nel 2002.

Nel maggio del 2015 il Consiglio di Stato colombiano ha determinò che le FARC non potessero essere considerate un’organizzazione terroristica (denominazione riservata a chi impiega sistematicamente il terrore nei confronti dei civili), ma come un gruppo guerrigliero, parte di un conflitto armato interpretato e regolato secondo quanto previsto dal Diritto Internazionale Umanitario.

Messe sotto pressione dall’esercito colombiano (aiutato finanziariamente e addestrato dagli Stati Uniti), le Farc si sono molto indebolite negli ultimi anni e questo ha spinto i suoi leader al tavolo della pace. Durante i colloqui un ruolo importante di mediazione è stato svolto dal diplomatico norvegese Dag Nylander. Il processo di pace è stato seguito con attenzione da papa Francesco, il quale più volte ha espresso la sua intenzione di visitare la Colombia.

LA VIA REFERENDARIA – Sebbene l’istituto referendario sia inviso alle elitè europee, ciò non lo è ne’ per le Nazioni Unite ne’ per gli Stati Uniti d’America che stanno sostenendo la piena applicazione dell’accordo all’approvazione popolare. L’accordo infatti sarà sottoposto a un referendum nazionale in Colombia il 2 ottobre, ha annunciato il presidente Juan Manuel Santos: «Sarà il voto più importante delle nostre vite. È un’opportunità storica e unica di lasciarci alle spalle questo conflitto e dedicare i nostri sforzi a costruire un Paese più sicuro, affidabile, equo, istruito, per tutti noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti», ha dichiarato parlando alla nazione. Congratulazioni al presidente Santos anche da parte di Barack Obama, che parla di un «giorno cruciale per la sicurezza e la prosperità». Obama che nell’America Latina è riuscito ad ottenere risultati inimmaginabili per i suoi predecessori.

Così, nell’estate del caos internazionale, una guerra decennale si è conclusa. Così come la stagione dei golpe in Sud America e forse altrove. Una nuova via si apre per l’America Latina che vede Cuba nuovamente protagonista. Di qui la previsione di una leadership che da Brasilia si sta spostando a L’Avana, quantomeno nell’immediato.

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Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd bevendo un bicchiere di Nikka.

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