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Escobar di Andrea Di Stefano

Finalmente è uscito Escobar, film attesissimo nelle sale per questo finale di estate 2016. Sarà stata forse questa trepidante attesa, oppure le alte aspettative, ma sono uscita dalla sala con addosso un po’ di insoddisfazione.
Giganteggia l’interpretazione di Benicio del Toro, che con quell’occhio dolce riesce a calarsi perfettamente nei panni di un uomo spietato, ma altresì visto dalla popolazione degli anni ‘80 come un benefattore grazie alle sue importanti donazioni, tanto che ancora oggi in Colombia la gente prega per Pablo Escobar Gaviria. Un uomo capace di sterminare senza pietà e allo stesso tempo capace di atti di estrema dolcezza, come la lettura delle fiabe ai propri figli e le serenate alla moglie durante le numerose feste organizzate alla Fazenda.
La grandezza dell’interpretazione risiede proprio nella capacità di raccontare un uomo in grado di nascondere per anni la spietatezza del suo impero criminale.
Tuttavia la trama e la sceneggiatura non sono così avvincenti come si sperava. La verità è che sarebbe stato meglio focalizzarsi sulla vita di Escobar, perché in effetti la storia d’amore del gringo canadese non può definirsi esattamente interessante.
Come dicevo però, tralasciando le aspettative e guardando al film con lucidità bisogna ammettere che si tratta di una produzione pregevole e interessante se si vuole analizzare il personaggio di Pablo Escobar visto dal di fuori, visto da una persona come Nick, il giovane surfista canadese che suo malgrado si innamora della nipote del patron, entrando a far parte della Fazenda di Escobar fino poi a dover scappare dai suoi stessi scagnozzi. In questo modo si vede come viene fuori il mostro spietato capace di mandare ad ammazzare donne e bambini di pochi mesi pur di proteggere i propri interessi economici.
Da premiare il regista al suo debutto che riesce a mascherare una sceneggiatura povera specialmente per quanto riguarda il profilo degli altri personaggi, caratterizzando al massimo la figura di Escobar. La trama è indiscutibilmente figlia della Hollywood più becera, ma la figura di Pablo Escobar grazie al regista e a Benicio Del Toro, rende la pellicola un’opera prima di alto livello.

About Flaminia Camilletti

Laurea in Rel. Internaz. Scrivo, leggo e nuoto. Mi occupo di politica e mi interesso di economia. Scrittrice e autrice freelance. Appassionata di musica, ma solo di quella che piace a me. Scrivo di tutto ciò che riesco a capire, quello che non capisco cerco di studiarlo. Twitter: @FlamiCami

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