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Perché non cedere alla moda dello zaino

Anche i grandi della moda sbagliano o forse certe volte ci mettono davanti a delle prove per testare il nostro senso critico. Di tendenze strane ne abbiamo viste molte. Ogni volta che riapriamo un vecchio album di fotografie ci chiediamo: “Ma guarda come andavo vestita! Eppure le Silver mi sembravano così fiche in quel momento!”.

Tutti abbiamo avuto una fase fascia per capelli, pantaloni cargo, stivali a calza, cappello all’indietro, snake o collarino con il dente da squalo. É stato propedeutico alla crescita, ne siamo usciti, ed é per questo che non cadremo nella trappola della moda dello zaino.

Direttamente dal ripostiglio dove avevate riposto la vostra cartella Invicta insieme al primo quaderno con le righe strette di terza elementare, é arrivato prima su qualche profilo instagram e poi sulle passerelle.

Sono nati essenzialmente come sacche in tela robusta munite di cinghie e tasconi e destinate agli sportivi. Negli Anni ’80 furoreggiava il modello Prada con i suoi zainetti in tessuto vela, ovvero confezionati con un nylon speciale, ritorto, molto resistente e leggero. Erano gli stessi anni delle foto di vostra madre con le spalline imbottite e i pantaloni a vita alta, e direi che già con questi due capi nei nostri armadi il ritorno al passato l’abbiamo onorato. Oggi lo zaino Prada é arricchito da immagini di Robot, su quelli di Chanel la doppia C é tracciata con spray colorati, per Gucci é personalizzato con fiori, cuori e tigri. Valentino si distingue per le borchie e la stampa maculata. Fendi resta fedele ai suoi “bud bugs” pupazzetti simili a mostriciattoli, un po’ come quando attaccavamo i peluches e gli scooby doo all’eastpak.

Nessuno dice che non siano comodi. Sono sicuramente capienti, pratici per chi va a lavoro in moto o in bici, utili per chi si deve portare dietro le cose dell’ufficio. Insostituibili per chi fa trekking in zone impervie o chi scala le montagne. Ma belli proprio no.

Attenzione insomma a cedere allo zaino, domani potreste trovarvi a riabilitare il marsupio.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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