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Carney – L’uomo che sfida la Brexit

Il 23 giugno nell’Europa continentale che era andata a dormire con tanta serenità e pace, nonostante otto anni di crisi economica, si diffuse l’odio e il malcontento per la Gran Bretagna che aveva scelto di abbandonare, con una consultazione regolare e democratica, l’ente sovranazionale Unione Europea. In un crescendo di analisi dal tenore assai più elitista di Pareto e incapaci di attendere il primo trimestre si preannunciarono nubi e tempeste su Londra.

In quel momento la nostra redazione decise di riportare il dato delle consultazioni democratiche, uniche sulle quali fare un’analisi oggettiva, per aspettare i primi indicatori economici per formulare un pensiero e critica in merito. Quel che comportò tale decisione fu un calo di interesse per la nostra piattaforma, tra le primissime in Italia a parlare di Brexit nel 2012, ma che alla luce di quanto avvenuto e certificato ci sta ridonando in termini di autorevolezza le visite e interazioni mancate.

Quel che immediatamente ci parse differente dalle analisi dei grandi media era la percezione delle Istituzioni del Regno Unito e della sua classe dirigente. Sebbene il Partito Conservatore abbia registrato le dimissioni dell’ex Premier David Cameron ciò non ha influito sulla tenuta istituzionale. Con una serie di studi, analisi e riunioni The Old Lady of Threadneedle Street, ossia la Bank of England, ha saputo riporre rimedio e ha posto fin da agosto misure utili a mantenere alto il livello economico britannico, allorché in molti davano per scontata una recessione immediata per Londra.

 

A guidare la Bank of England non vi è un britannico, bensì il canadese Mark Joseph Carney. In precedenza è stato l’ottavo governatore della banca centrale canadese, carica che ha assunto il 1º febbraio 2008 e portato a termine il 3 giugno 2013.

Carney è arrivato a ricoprire tali incarichi dopo aver scalato posizioni all’interno di Goldman Sachs prima, nel Dipartimento canadese delle finanze e lavorando come Vice Governatore della Banca del Canada poi. Si ritiene che Carney sia riuscito a far evitare al Canada gli effetti della crisi finanziaria di fine anni 2000, guadagnandosi il riconoscimento da parte del Financial Times e del Time Magazine come una figura di spicco nel mondo finanziario. Attraverso un rinnovato Quantitative Easing, un taglio dei tassi e infine l’acquisto dei corporate bond la Bank of England ha fatto dimenticare le elitiste analisi e insulti di Severgnini nei confronti della prima democrazia parlamentare della storia dell’umanità.

– Alla luce di quanto è accaduto dal giorno del referendum sono assolutamente sereno –

Mark Carney fu accusato di aver previsto una dinamica economica negativa, varando in un breve lasso di tempo un nuovo allentamento monetario. Così si è allontanato il rischio, sempre valido, di una recessione tecnica del Regno Unito grazie alle azioni varate ai primi di agosto. Prima del referendum sulla Brexit e nelle prime reazioni a caldo la maggior parte degli analisti e dei policymakers diede per scontata la caduta in recessione dell’economia britannica. Gli ultimi indicatori sembrano allontanare gli scenari più cupi anche se è troppo presto per trarre conclusioni.

In questi mesi l’intera economia britannica si sta riassettando su ogni campo e livello. Ciò ha posto e indicato un quadro economico finanziario che vede gli indici Pmi di agosto in netto rimbalzo verso nuovi massimi con i dati sulla produzione industriale in rialzo dello 0,1% in luglio e con la manifattura in calo dello 0,9%. Allo stesso tempo e modo si assiste a un calo del real estate, settore che incide particolarmente su Londra città e allo stesso tempo sulla fusione finanziaria del London Stock Exchange con la borsa tedesca confermata dalla notizia di agosto che ha riportato come i soci della Borsa di Francoforte abbiano consegnato il 75% dei titoli del Gruppo ad HoldCo, la società in cui confluiranno la Borsa di Londra e quella di Francoforte dopo la fusione, dando così il via libera di fatto all’operazione. Operazione di cui fa parte anche Milano, poiché di proprietà di Londra. Mark Carney non ha mancato di segnalare la pessima congiuntura per l’immobiliare commerciale con sei fondi che da tre mesi hanno sospeso la liquidazione delle quote ai sottoscrittori. «Quando avremo tutti i dati – ha detto il governatore riferendosi al quadro economico britannico – vedremo una crescita dimezzata rispetto alle previsioni precedenti al referendum, alla luce di quanto sappiamo ora. Ci attendevamo un rimbalzo – ha aggiunto riferendosi alla dinamica successiva alla contrazione registrata in luglio – e forse è stato un po’ più energico del previsto, ma va considerato in prospettiva». Una prospettiva che si chiarirà un poco meglio a fine ottobre quando l’Office for national statistics fornirà le rilevazioni del terzo trimestre.

Ora seguendo le parole del Governatore Carney vi è la possibilità di uno rallentamento della crescita rispetto alle previsioni pre Brexit, il che verrà certificato nel prossimo trimeste. Quel che fa riflettere è che in ogni caso la Gran Bretagna continua a crescere più dell’Europa continentale e che in molti nelle cancellerie europee e tra gli analisti si aspettano un piano di dimezzamento tributario capace di attrarre nuovamente molte industie e compagnie.

 

E’ presto per dire se Londra ce la farà o meno a superare il divorzio dall’Unione Europea. Sicuramente sta ponendo interessanti azioni a difesa del suo mercato. Ora i negoziati molto probabilmente vedranno protagonista e con il pallino ben saldo nelle proprie mani una donna e il suo asso nella manica. Mi aspetto che non sia Angela Merkel con Juncker a condurli, bensì Theresa May assieme a Mark Carney.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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