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Because The Night

Per i sonnambuli italiani esiste un programma elitario della televisione pubblica da oltre vent’anni che li accompagna nelle notti. Il suo nome è Fuori orario. Cose (mai) viste . Nato nel 1988, si presenta come un “contenitore anarchico d’immagini” che ospita soprattutto cinema d’essai italiano e internazionale presentato spesso in lingua originale. E’ in quel contenitore che le migliaia di sonnambuli come me hanno trovato il loro inno ossia “Because the NIght” della sacerdotessa del rock Patti Smith.

Non una semplice sacerdotessa oscura, ma anche pasionaria politica e capace di ammaliare chiunque la veda. Di questa sacerdotessa il brano “ Because the Night” è il più conosciuto e probabilmente rappresentativo. Come sempre esso è legato alla leggenda. Essa vuole che sul palco del CBGB’s di New York, Patti Smith abbia invitato Bruce Springsteen a duettare con lei su un pezzo che il Boss aveva scartato.

Sì, perché nella pazza, sporca e creativa New York City del 1977 Springsteen che si trovava nello studio con la sua E Street Band per la registrazione dell’album Darkness on The Edge of Town abbia deciso che non vi era spazio per “ Because The Night” sul disco. Non volendola gettare del tutto, la leggenda vuole che abbia bussato alla porta dello studio attiguo, dove Patti stava registrando Easter, e gliel’abbia offerta.

L’unica erede di Janis Joplin che accettò di buon grado la canzone ne riscriverà alcune parti, rendendo un testo dedicato alla working class un manifesto per chi turbato dalla notte decide di amare secondo il significato di agápē e di farsi travolgere dall’eros poetico. Una scrittura possente, che non abbandona il punto di vista della donna che senza smielate e inconcludenti conclusioni renderà sensati gli amori e turbamenti di milioni di amanti solitari.

Gli anni di Because The Night sono il periodo delle grandi passioni e dei manifesti politici, senza i quali il nostro mondo orfano ha perso la bussolata. Infatti, il working class hero dice alla sua amante: «Lavoro tutto il giorno sotto un sole d’inferno, mi spezzo la schiena fino a che non arriva il mattino» diventa una donna che dice al suo uomo: «Il desiderio è fame, è il fuoco che respiro; / l’amore è il banchetto che ci sfama». Ed è tutta di Patti la strofa: «Dubito mai quando sono da sola? / L’amore è uno squillo – il telefono, / l’amore è un angelo travestito da lussuria, / qui nel nostro letto, finché non arriva il mattino».

Qualche anno dopo, la sacerdotessa del rock renderà giustizia dal palco della manifestazione canora italiana più importante. Quella disprezzata dalle orde insensate di hypster e radicalchic che in anni non hanno mai reso onore al miglior gruppo degli ultimi vent’anni ossia i Marlene Kuntz.

Quella canzone scritta da Springsteen nel 1977 a distanza di quasi vent’anni cambierà significato perché per Patti Smith essa significherà rimpiangere e amare di notte il marito e immenso chitarrista Fred “Sonic” Smith. In un’intervista ha dichiarato di ascoltarla e cantarla al marito da sola.

Così come nelle notti italiane, una moltitudine anonima ama da sola, non appena sulla terza rete “Fuori orario. Cose (mai) viste” dà inizio alla notte di chi ama da solo o rimpiange quel che è stato. Alla notte degli amanti. Un inno per gli amanti ai tempi del non senso della generazione di Rihanna.

Because the night belongs to lovers…

 

 

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd bevendo un bicchiere di Nikka.

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