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TRA XILOGRAFIE E DIPINTI, MIMÌ QUILICI BUZZACCHI ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA

All’interno dell’ampia esposizione Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931-1935-1939 trova spazio, in tre delle sale del palazzo di Via Crispi, una piccola, ma significativa mostra dedicata all’artista mantovana Mimì Quilici Buzzacchi.

Mimì Buzzacchi, nata in un paesino della provincia di Mantova nell’agosto del 1903, viene conquistata dalla vocazione della pittura fin da ragazzina, quando, in occasione di un Natale, ricevette una “lavagnetta magica”, come lei stessa dichiarerà in un’intervista rilasciata, nel febbraio del 1983, per il programma della RAI Leggere un quadro. I primi esordi dell’artista la vedono impegnata, presso le sponde del canale di Cesenatico (dove Mimì trascorreva le estati nella villa di famiglia), intenta a ritrarre le barche a vela ormeggiate lungo gli argini del porto-canale. Nasce così il primo ciclo di suoi piccoli quadri come Vele in canale (1925) e Case e vele a Cesenatico (1926) oltre alle semplicissime rappresentazioni di una Mimì ancora adolescente come Alba Adriatica (1921) e I due capanni (1923) che, con tratti essenziali e colori tenui, catturano momenti di grande quiete presso le spiagge adriatiche.

Saranno proprio i pomeriggi d’estate, trascorsi a dipingere all’aperto, a regalarle il proficuo incontro con uno dei più grandi intellettuali italiani del tempo: Filippo De Pisis. Lo scrittore, pittore e critico d’arte, infatti, scriverà, per primo, sul Corriere Padano, una recensione riguardante le tele fresche e vivaci della giovane pittrice. Inoltre, proprio il Direttore dello stesso periodico, Nello Quilici,  diventerà, pochi anni dopo, nel 1929, suo marito. Si aprirà per l’intraprendente Mimì un periodo di forti ispirazioni grazie alle amicizie strette (tra tutti Ugo Ojetti che farà l’introduzione per la raccolta di xilografie, Italia Antica e Nuova), ai viaggi effettuati (si recherà più volte in Libia, fonte di ispirazione per le sue incisioni) e alla partecipazione a numerose rassegne di alto livello (dal 1931al 1959 verrà invitata a partecipare dalla I all’ VIII Quadriennale di Roma).

È tuttavia, nel 1945, con lo scoppiare della seconda guerra mondiale, che gli eventi drammatici della storia influenzano le scelte di Mimì che, dopo aver perso il marito in Libia e la casa a Ferrara, andata distrutta durante i bombardamenti, è costretta a trasferirsi a Roma dove darà inizio ad una nuova produzione pittorica sicuramente più matura.

Sono di questo secondo periodo quadri come Luci di Roma (1948), Bucatino con il Tevere biondo (1955), Sole su Monte Mario (1957), Sponde in gemme (1960), Piccola valle in rosa (1960), che avvicinano, per la pennellata larga e per la composizione pittorica, lo stile della pittrice al filone dell’espressionismo: il tratto astratto e la scelta dei colori veicolano lo sguardo verso le emozioni lasciando all’osservatore la possibilità di immaginare le raffigurazioni.

Oltre all’intensa produzione di oli su tela, Mimì si dedicò ad una raffinata arte di nicchia, riservata a quei pochi estri che vollero approfondirla: la Xilografia. La Buzzacchi fu molto famosa per le sue incisioni su legno e la terza sala della mostra è allestita con le sue più significative lastre lignee. Sorprende in particolare Lungastoria (1947), xilografia, su carta vergata, composta da due tavole, ma che vuole restituire un’ unica e interminabile panoramica in cui da San Pietro fino al Foro Italico la contrapposizione costante dei chiaro scuri restituisce il dettaglio delle strutture architettoniche, dei paesaggi naturali delle sponde del Tevere e della collina di Monte Mario.

Sarà possibile visitare l’esposizione fino al 27 novembre per immergersi nel relativo percorso espositivo che, arricchito con documenti, stralci di scritti, video e quadri donati dagli amici artisti, ci racconta l’arte e la vita di una donna del ‘900 italiano il cui valore artistico fu già riconosciuto dai contemporanei del suo tempo.

La mostra è stata promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura ed è a cura di Federica Pirani, Gloria Raimondi e Maria Catalano, in collaborazione con l’Archivio Mimì Quilici Buzzacchi

Per info e dettagli visita il sito: www.galleriaartemodernaroma.it

Catalogo della mostra: a cura di Vieri Quilici e Paolmbi Editori, Mimì Quilici Buzzacchi. Tra segno e colore, PALOMBI EDITORI, settembre 2016.

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