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Blonde, il ritorno di Frank Ocean

Dopo l’ingresso trionfale che fu Channel Orange, Frank Ocean non ha avuto nessuna fretta di tornare a calcare le scene, ed è solo a distanza di quattro anni dal suo debutto che è finalmente uscito Blonde, il suo secondo album.

Rispetto al predecessore ci troviamo di fronte ad un lavoro più impostato, omogeneo e coerente, che non si limita a cercare di bissare la formula che aveva riscosso tanti consensi, ma che nel processo perde alcuni pezzi la cui importanza resta da valutare.

Colonna portante del disco, e maggior punto di continuità con Channel Orange e con il precedente mixtape Nostalgia Ultra è ovviamente la voce burrosa del cantante californiano, una delle più riconoscibili e carismatiche del panorama pop contemporaneo; il nostro sembra leggermente meno incline a prodursi nei virtuosismi vocali tipici di tanto R&B, ma la cosa non sbiadisce minimamente il marchio di fabbrica timbrico che Ocean appone al suo nuovo disco, e la scelta è sicuramente giustificata dall’atmosfera minimale che caratterizza Blonde.

Se infatti Channel Orange dava una forte impressione di magniloquenza ed ambizione, specialmente per un debutto, Blonde invece sembra in parte tirare i remi in barca. Il suono del disco è uniformemente minimale e rarefatto, e le aperture melodiche dosate col contagocce. La maturazione rispetto al precedente è chiara sin dal primo ascolto, e, pur andandosi ad inserire in una corrente più generale, questa tendenza a restringere la paletta sonica denota una chiarezza di idee che non necessariamente si può dare per scontata in un musicista dal repertorio ancora così limitato.

Quello che si perde nella transizione è una dose di immediatezza, e Blonde è un disco pressochè privo di singoli dal potenziale radiofonico. Considerando che Channel Orange forse soffriva del problema opposto, e di conseguenza faticava a risultare un ascolto omogeneo, il compromesso è lungi dall’essere inaccettabile, e potenzialmente prefigura un terzo lavoro in cui si riescano a sposare le anime dei primi due dischi.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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