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Il Vate e la Divina al Teatro Quirino

Edoardo Sylos Labini e Viola Pornaro interpretano Gabriele d’Annunzio e la Divina Duse in d’Annunzio Segreto, spettacolo che si chiude oggi al teatro Quirino. Il dramma, scritto da Angelo Crespi è interpretato anche da Giorgia Sinicorni, Evita Ciri, Chiara Lutri e Paola Radaelli.

Lo spettacolo racconta gli sbalzi d’umore degli ultimi anni di vita del poeta, tra le gelosie delle donne che ama, i battibecchi con Mussolini e tra tutti il ricordo dell’amore perduto con Eleonora Duse. I dialoghi tra i due sono la parte più bella di questo dramma, la Duse è interpretata da una magistrale Viola Pornaro, al suo pari Edoardo Sylos Labini vero protagonista del d’Annunzio segreto.

Il loro rapporto infatti, raccontato in parte in questo spettacolo, è una delle storie d’amore sentimentali e artistiche più belle e struggenti di sempre.

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La Duse già attrice di fama mondiale nel 1894 incontra D’Annunzio a Venezia. Il Vate, allora trentenne, stabilì con la donna un legame artistico e sentimentale tumultuoso, questo favorirà molto la carriera di drammaturgo di Gabriele d’Annunzio per il quale la Duse interpretò portando alla fama ben 4 testi teatrali del poeta: Il sogno di un mattino di primavera, La Gioconda, Francesca da Rimini, La città morta, La figlia di Iorio.

Addirittura la Duse si preoccupò di finanziare e quindi di produrre lei stessa gli spettacoli, così da assicurare il successo degli stessi sulla scena italiana ed europea.

La donna perdutamente innamorata del Vate degli italiani fece qualsiasi cosa per quell’uomo, nonostante questo, nel 1896 d’Annunzio le preferì Sarah Bernhardt per la prima rappresentazione francese de La ville morte.

“Gli perdono di avermi sfruttata, rovinata, umiliata. Gli perdono tutto, perché ho amato”. Queste le parole della Divina Duse riferendosi a d’Annunzio, unico grande amore della sua vita.

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Periodi di vicinanza a periodi di silenzi intervallarono il loro rapporto, il poeta raramente seguì l’attrice nelle sue tournée eppure nel 1898 affittò la Capponcina una dimora nella zona di Settignano, a Nord-Est di Firenze, per avvicinarsi alla Porziuncola, la villa della Duse.  Due anni dopo d’Annunzio pubblicò un romanzo dedicato alla loro relazione intitolato Fuoco, provocando le gelosie e suscitando le critiche dei seguaci delle Duse. L’attrice morì quattordici anni prima di d’Annunzio il quale pare che alla morte dell’amata disse “È morta quella che non meritai”, per poi, come racconta il dramma di Crespi, struggersi nel ricordo di quell’amore perduto.

About Flaminia Camilletti

Laurea in Rel. Internaz. Scrivo, leggo e nuoto. Mi occupo di politica e mi interesso di economia. Scrittrice e autrice freelance. Appassionata di musica, ma solo di quella che piace a me. Scrivo di tutto ciò che riesco a capire, quello che non capisco cerco di studiarlo. Twitter: @FlamiCami

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