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Dio Lodato…per Joe Cassano

E’ l’Italia degli anni novanta e mentre spopola la dance in tutta Europa, nel mondo del Rap qualcosa si fa serio. Certo siamo lontani dalla scena statunitense piena di sangue e vitalità. Nel Bel Paese non ci sono la West e l’East Coast, ma nello splendore della Costa Adriatica il rap italiano scrive alcune delle migliori righe che lo abbiano mai riguardato. Vi è una particolarità tutta italiana del Mar Adriatico ossia la sua interconnessione con la città di Bologna. E’ da qui che parte la nostra storia. Forse, la storia del migliore MC che l’Italia abbia mai avuto. E’, infatti, nell’interconnessione tra Adriatico e città felsinea che si svolgono i migliori jam come Zona Dopa a Pescara o il Mic Check nel capoluogo emiliano. All’interno di queste manifestazioni spontanee dell’allora movimento hip-hop italiano si inserisce la parabola di Giovanni Cassano, in arte Joe Cassano. Giovanni Cassano nasce da una famiglia italo-americana a Bologna nel 1973 Dopo aver vissuto alcuni periodi dell’adolescenza a New York, durante il periodo universitario impone il suo nome nella scena italiana.

Così, mentre in Italia si sente il tintinnio delle manette milanesi, che abbatte un’intera classe dirigente, a Bologna si forma la Porzione Massiccia Crew nel 1992 per iniziativa di Inoki, Pazo e Gianni KG. Inizialmente la crew felsinea si occupava di writing: Inoki si firmava come Enok e Pazo si firmava come Paniko. Erano gli anni in cui la scena Hip-Hop italiana non era il simbolo lampante della globalizzazione capitalista, ma una sottocultura intrisa di arte visiva, musicale e letteratura sociologica. Il 1998 è l’anno del grande debutto sulle scene musicali della Porzione Massiccia Crew con il mixtape Demolizione 1, che vede la preziosa e unica presenza di Joe Cassano, di Rischio, Word, DJ Locca e DJ Iena in qualità di componenti della PMC. A collaborare vi furono quali: Shezan il Ragio, Fabri Fibra, Chime Nadir, Deda e DJ Lugi. Nello stesso anno rappa nel brano degli Uomini di mare Teste mobili Pt. 1, presente in Sindrome di fine millennio. Sindrome di fine millennio ha acquisito un notevole successo di critica e oggi è considerato un disco culto ed un album storico nell’ambito del rap italiano, questo soprattutto dopo l’imposizione di Fabri Fibra sulle scene nazionali. Ne resta un manifesto stilistico cui le generazioni successive si sono riposte.

Sembravano le migliori premesse per costruire una scena nazionale che con il nuovo millennio si sarebbe potuta imporre nel mondo, ma la primavera del 1999 strappa dalla vita Joe Cassano che muore a venticinque anni a causa di un arresto cardiaco. Sembra la fine di tutto per il Rap italiano, ,ma grazie al ad Alberto Cassano la Portafoglio Lainz decide di completare l’album Dio lodato .

Dio lodato è un album composto da dodici tracce, in cui alla numero undici spunta la versione acappella “Dio Lodato…per sta chance”. Un testo unico, condito da una voce rara, racchiusa in un talento cristallino. Non un testo semplice, vista la grande mole di temi trattati. Quel che spero ora è che leggendo questo articolo qualcuno riprenda quella dozzina di tracce e le faccia ascoltare alle nuove generazioni.

L’Italia ora balla e fa rap con Rovazzi. Io guardo indietro, aspetto la nuova generazione e dico: “DIO LODATO…PER JOE CASSANO”

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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