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Donald Trump and Hillary Clinton

USA 2016. Tutti i dibattiti tra Clinton e Trump, l’analisi

A poche ore dall’ultimo dibattito tra i due candidati alla Casa Bianca, si può già stilare un bilancio di come siano andati gli incontri in tv tra Hillary Clinton e Donald Trump.

Si tratta di una guerra tra poveri, questo è sempre stato chiaro, due tra i peggiori candidati di sempre alla presidenza degli Stati Uniti. Donald Trump è la versione peggiorata (e di molto anche) di Silvio Berlusconi, mentre Hillary Clinton rappresenta tutto quello che non è mai andato all’interno del sistema di potere statunitense, ma anche mondiale. Di seguito proponiamo l’analisi di tutti e tre i dibattiti sostenuti dai candidati.

Il primo dibattito si è tenuto davanti a circa 100 milioni di telespettatori nel mondo, e si tratta di una stima certamente riduttiva. Al centro del dibattito i temi caldi dell’economia e della sicurezza, tuttavia già dal primo incontro i due si sono attaccati andando sul personale e lasciando perdere il piano politico. La Clinton ha cominciato muovendo delle critiche sui metodi che Donald Trump ha utilizzato per costruire il suo impero milionario (cominciò come “palazzinaro” con i soldi di papà, ndr) e ha concluso il tycoon con lo scandalo delle email della Clinton, argomento senz’altro più vincente e politico.

 


Il secondo dibattito tra i due candidati ha avuto luogo a Saint Louis in Missouri ed è senz’altro il clima teso ad aver avuto il ruolo di protagonista. Trump e Clinton non si sono neanche salutati all’inizio e hanno cominciato a dirsene di tutti i colori. La Clinton ha dimostrato debolezza nel ritirare fuori argomenti vecchi di 30 anni: “I russi vogliono che il candidato repubblicano Donald Trump diventi presidente degli Stati Uniti. Non era mai successo prima che un avversario si adoperasse così tanto per influenzare il risultato delle elezioni. E credetemi, non stanno cercando di far eleggere me”.  In effetti sarebbe il caso di ricordare alla candidata democratica che il “nemico” in questo momento non è più la Russia, bensì l’Isis, avversario che sta combattendo anche Putin, in modo decisamente più risolutivo di quanto non abbia mai fatto Obama fino ad oggi.

Hillary ha poi continuato ad attaccare Trump sul tema del sessismo (il Washington Post qualche giorno prima aveva pubblicato un video del 2005 in cui il tycoon utilizzava termini decisamente volgari riferiti  delle donne), Trump ha replicato porgendo delle scuse e poi ha puntualizzato dicendo che si trattava di temi che distraevano dal dibattito politico. Infine lo scontro è tornato sul tema delle tasse e poi della Siria: Hillary Clinton si schiera con i curdi, “che stanno combattendo sul campo e hanno già ottenuto grandi risultati contro l’Isis”, mentre Trump è dell’avviso che la guerra contro lo stato islamico non possa prescindere da Putin e Assad: loro combattono l’Isis.


Il terzo e ultimo dibattito che ha avuto luogo questa notte ha visto crescere il clima teso creatosi durante il secondo incontro in tv, infatti i due candidati non si sono stretti la mano né all’inizio né alla fine della trasmissione.

“Sei il candidato più pericoloso nella storia delle elezioni americane” questa una delle frasi rivolte a Trump dalla Clinton che continua “c’è il governo russo dietro l’attacco degli hacker che sono entrati in possesso delle email private, passando poi le informazioni. Diciassette agenzie di intelligence, militari e civili, lo confermano. Putin vuole condizionare le nostre elezioni”.

Sul tema delle armi invece Trump si dimostra apertamente fiero di rivendicare il diritto dei cittadini a possedere un’arma e aggiunge “A Chicago, dove c’è una delle leggi più restrittive sulle armi, c’è il maggior numero di morti” conclude poi dicendo che gode del sostegno della lobby statunitense delle armi la NRA. Anche la Clinton non si dimostra sfavorevole dichiarando più sommessamente: “Capisco e rispetto le nostre tradizioni sul possesso di armi, fa parte della nostra storia, ma credo ci debba essere una regolamentazione”.

In tema di aborto, la Clinton si è dichiarata favorevole ad ogni tipo di interruzione di gravidanza e Trump ha ribattuto: “Sulla base di questo ragionamento il feto si può eliminare in qualsiasi momento, ma questo non va bene”.

Il candidato repubblicano dichiara che il voto è truccato e che forse potrebbe non accettare un esito negativo in quanto “Clinton non avrebbe potuto concorrere a causa dello scandalo delle email”, e ribadisce infine la volontà di voler innalzare un muro al confine con il Messico per contrastare il traffico di droga e l’ingresso dei clandestini.

Per concludere anche il tema delle tasse è stato soggetto di grande battaglia, Trump ha dichiarato che taglierà le tasse mentre Clinton le aumenterà e la candidata ha ribattuto dicendo che Trump le taglierà solo ai suoi amici imprenditori, alzandole alla classe media.

Nessun dei due candidati, mai come questa volta, sembra essere meglio dell’altro. L’unica certezza è che in tema di politica estera, Trump ha dimostrato di essere decisamente più isolazionista e di avere in serbo una strategia migliore di quella fortemente fallimentare di Obama. Si vota l’8 Novembre, ai posteri l’ardua sentenza.

About Flaminia Camilletti

Laurea in Rel. Internaz. Scrivo, leggo e nuoto. Mi occupo di politica e mi interesso di economia. Scrittrice e autrice freelance. Appassionata di musica, ma solo di quella che piace a me. Scrivo di tutto ciò che riesco a capire, quello che non capisco cerco di studiarlo. Twitter: @FlamiCami

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