Home / Arte / I RITMI INSTABILI DI ANDREA VIVIANI

I RITMI INSTABILI DI ANDREA VIVIANI

Nella straordinaria location della Casina delle Civette (presso Villa Torlonia), sarà possibile ammirare, fino al 15 gennaio, le originali opere dell’artista contemporaneo Andrea Viviani le cui abilità di artigiano-ceramista ci permettono di delineare i tratti singolari della sua arte seguendo due principali fili conduttori.

dsc_8674

In primo luogo dobbiamo porre la nostra attenzione sulla tecnica che il Viviani predilige per la creazione dei 15 totem di cui si compone il percorso espositivo che si snoda tra le sale della Casina. Tramite la sovrapposizione di vari elementi in ceramica, questi complessi scultorei, che si articolano verso l’alto (restituendo all’occhio dell’osservatore una sensazione di instabilità – solo apparente), sono stati realizzati con la tecnica Raku di origine giapponese e risalente al XVI secolo d.C.

Questa tecnica di lavorazione della ceramica, appresa dal francese Roger Capron,  ceramista con cui il Viviani entra in contatto tramite il maestro Riccardo Schweizer, viene modificata in alcune sue fasi procedurali e quindi fatta propria dall’artista grazie all’ausilio delle moderne tecnologie.

Proprio grazie all’utilizzo di tale tecnica che, nelle fasi della cottura prevede l’impiego di vari elementi naturali (foglie, arbusti, ma anche ossido di rame e minerali), l’artista è in grado di conferire un elevato grado di imprevedibilità alle proprie creazioni: saranno gli elementi naturali, variamente inseriti nel forno e dosati nelle loro quantità a definire, di volta in volta, il colore del prodotto finito.

A tal proposito Gialuca Ranzi, critico d’arte e curatore della mostra scrive nel relativo catalogo che «[c]ome le equazioni lineari non sono sufficienti a dar conto della gran parte dei fenomeni del mondo, così la scultura di Andrea Viviani non si sottrae all’eccentricità dell’accidente e si porta vicinissima alla complessità della natura».

Dunque l’instabilità. Tanto nella struttura dei totem che, sfruttando lo spazio in verticale, si alzano in disequilibri vertiginosi. Tanto nella scelta (rectius non scelta) dei colori, le cui combinazioni sono determinate dal caso. Questa precarietà sia nei volumi (le forme sono bizzarre, strane, alle volte prendono le sembianze di pietre, altre volte di rocce vulcaniche, altre ancora di pesci dalle bocche larghe), sia nelle tonalità cromatiche  affascina lo spettatore e rappresenta il carattere peculiare di tali manufatti.

In secondo luogo, per capire in quale rapporto si pongono il Viviani da una parte e lo spazio che lo ospita dall’altra (ossia la Casina delle Civette), bisogna riferirsi alle Arti Applicate. La Casina è infatti famosa per le eleganti vetrate dai colori vivaci che arricchiscono gli ambienti. Risalenti ad un periodo che va dal 1908 al 1930, tutte realizzate dal laboratorio di Cesare Picchiarini, si pongono in dialogo con le opere del Viviani riuscendo a filtrare la luce che illumina, in modo diverso, i colori e gli smalti delle ceramiche esposte. Ancora, non possiamo dimenticare un ulteriore elemento di connessione tra l’artista e la Casina. La Casina presenta la struttura, del tutto singolare nell’Urbe, di un rifugio alpino che ci proietta nell’ambiente della montagna, da cui lo stesso Andrea Viviani proviene, perché originario della Val Rendena, e dal quale lo stesso ha tratto ispirazione per l’ideazione dei suoi progetti verticali.

Tuttavia la mostra non si compone solo di totem: sono presenti alcune installazioni site specific che l’artista ha voluto concepire appositamente per lo spazio dell’esposizione. Si possono quindi ammirare la Camera dei Nodi o Ritmi Instabili, espressioni di enviromental art che non tanto dialogano con lo spazio, quanto piuttosto contribuiscono a crearlo articolandolo e organizzandolo in modo differente.

dsc_8679-min1

Un ulteriore aspetto che ci preme sottolineare attiene alla duplicità di Andrea Viviani. Esso è artigiano, ma anche artista. Questi due ruoli, secondo Maria Grazia Massafra, Responsabile del Museo della Casina delle Civette, «rappresentano due facce di una stessa medaglia a dal loro dialogo e confronto nasce quell’eccellenza che si traduce in differenza, in unicità» (fonte: catalogo della mostra).

Vi invitiamo dunque a visitare la mostra, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e a consultare il sito dei Musei di Villa Torlonia, per aver informazioni circa i costi del biglietto e gli orari di visita: http://www.museivillatorlonia.it/.

Catalogo “Andrea Viviani. Ritmi instabili” con testi di Maria Grazia Massafra, Responsabile del Museo della Casina delle Civette e di Gianluca Ranzi, critico d’arte, 2016.

About Azzurra Baggieri

Check Also

Gli enigmatici manichini della pittura metafisica di De Chirico

Uno dei tratti distintivi delle opere di Giorgio De Chirico, padre della pittura metafisica (corrente ...