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L’album, una specie in via d’estinzione?

Una delle differenze più ovvie tra gli appassionati di musica casual e i nerd più incalliti è la generale tendenza di questi ultimi a considerare l’album come unità di misura basilare del prodotto musica, laddove il pubblico generalista spesso si concentra più che altro sulle singole tracce.

Negli ultimi anni si è sviluppata una tendenza in certa stampa musicale che vuole, se non ribaltare questa tradizione, quantomeno ridimensionarla e annacquarla. Pitchfork è stata una testa di ponte in questo senso (almeno per il sottoscritto), e non posso negare che l’approccio mi abbia portato ad avere una mentalità più liberale, soprattutto per quanto riguarda il pop da classifica, ma in questi ultimi mesi, e dopo anni, sono riuscito a riportare il mio livello di attenzione in fatto di musica a livelli accettabili, e devo dire che non posso fare a meno di pensare che la perdita del LP come alimento base della mia dieta musicale sarebbe devastante.

A livello di industria il vecchio 45 giri non sta ancora andando da nessuna parte: nonostante tutto il parlare che si fa dei nuovi mezzi di diffusione, la carriera della stragrande maggioranza degli artisti in qualsiasi genere è scandita dall’uscita dei full-length. Ipotizzando che i dirigenti delle etichette non siano in sincro con le abitudini dei loro clienti però, non sarebbe poi troppo sorprendente se la situazione cambiasse nel lungo periodo.

Questa sarebbe una perdita in più di un senso: darebbe la botta definitiva alla produzione di supporti fisici per la musica, incoraggerebbe una creatività sregolata e impulsiva, e penalizzerebbe qualsiasi genere in cui la traccia da 2-6 minuti non sia il formato principe.

Ci sono forse buone ragioni per accogliere il cambiamento, ed è certamente vero che quella di cui mi preoccupo è in primis la sopravvivenza delle mie abitudini (che, diciamolo, non sono davvero minacciate); ma per quanto in altri ambiti tendo a screditare gli al lupo, al lupo dei vegliardi inadatti a fronteggiare la fluidità della società e dei media moderni, in questo segmento, così importante per la mia educazione e la mia identità, non posso fare a meno di guardare con una certa apprensione alla venuta dei barbari. É ancora presto per tirare le somme degli effetti di questi processi, ma per una volta mi sento di spezzare una lancia in favore dell’ancien régime.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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