Home / Architettura / La migliore offerta di Donald, collezionista d’Architettura

La migliore offerta di Donald, collezionista d’Architettura

Sotto la Trump Tower, sulla Fifth Avenue, nel centro di New York, si sono affollati negli scorsi giorni, in attesa degli esiti delle elezioni, i sostenitori e i contestatori di Donald Trump, i primi, con la speranza di acclamarlo, i secondi, con intenzioni un po’ meno amichevoli.

La fortuna – quella economica, almeno, quella politica è altra faccenda – di Donald Trump è legata alla sua carriera immobiliare, cominciata sin da giovanissimo presso l’azienda che il padre e la nonna avevano creato per affittare alloggi a New York, nei quartieri di Brooklyn, Queens e Staten Island. Malgrado qualche intoppo legale, legato alle accuse di non concedere in affitto appartamenti e case ad inquilini di colore, violando così il Fair Housing Act e la partecipazione dilettantistica a qualche serie televisiva, Donald gestisce dal 1971 la Trump Organization, oggi di proprietà della famiglia, che include nel “Trump Real Estate Portfolio” proprietà di vario tipo: ‘Trump Golf’, ‘Trump Hotels’, ‘Trump International Realty’, ‘Corporate’ e ‘Trump Winery’.

donald-trump-with-alfred-eisenpreis-renovation-project-of-commodore-hotel-new-york
Donald Trump with Alfred Eisenpreis, Renovation project of Commodore Hotel, New York.

Fra le proprietà passate per le mani di Donald, ci sono alcuni degli edifici più rilevati della storia Americana: è il 1980, quando Donald si fa notare incaricando lo studio Gruzen Samton della modernizzazione dell’allora ‘Commodore Hotel’, oggi Grand Hyatt a New York. L’intervento è radicale e prevede che i solai dei primi piani vengano eliminati, l’involucro in muratura dei 26 piani rivestito con vetri riflettenti e che l’unica parte che rimanga inalterata sia il foyer, con i suoi stucchi e le sue colonne neoclassiche.

Ma a New York, anche L’Empire State Building, l’edificio completato nel 1931 da Shreve, Lamb & Harmon che appare nella locandina di King Kong, il Plaza Hotel, dove Fitzgerald ambienta alcune delle scene del Grande Gatsby ed i 50 piani della Torre della General Motors sono passati per le mani del ricco Trump. Insomma, il patrimonio del nuovo presidente degli Stati Uniti annovera nella sua collezione passata e presente pezzi rari e preziosi, contemporanei e non, alcuni dei quali realizzati su misura dai più importanti architetti viventi.

trump-tower-new-york
Trump Tower, New York

La Trump Tower di New York si trova sull’ambitissima Fifth Avenue, di fianco allo storico negozio di Tiffany&Co, quello del romanzo di ‘Colazione da Tiffany’ di Truman Capote. Disegnata da Der Scutt e Swanke Hayden & Connell Architects, coloro che nel 1986 si sono occupati del Restauro della Statua della Libertà, svetta in quell’area dove un tempo sorgevano i negozi principali di Bonwit Teller, demoliti nel 1979, quando Donald acquistò l’area con l’intenzione di costruire il primo edificio «first super-luxury high rise». Grazie al ricorso ad alcuni stratagemmi, Trump riuscì a completare in quattro anni quello che nel 1983 era l’edificio più alto di New York, con ben 58 piani ufficiali – anche se lui preferisce dichiararne 68 – di cui numerosi riservati agli uffici e agli appartamenti del neo Presidente. La facciata è stata disegnata per ottimizzare l’illuminazione degli ambienti all’interno dell’edificio che, nel 2011, hanno ospitato anche i quartieri generali di Batman, le Wayne Enterprises, nelle riprese de ‘Il ritorno del Cavaliere Oscuro’ di Christopher Nolan.

trump-tower-new-york-wayne-enterprises-batman
Trump Tower, New York, Wayne Enterprises, Batman
trump-international-hotel-and-tower-chicago-som
Trump International Hotel and Tower, Chicago, SOM

A New Work, oltre alla Trump International Hotel and Tower (1970), alla Trump Tower (1983), all’ AXA Equitable Center (1985), alla Trump World Tower (1999-2001), il settimo grattacielo più alto di New York (262 metri) riconoscibile per l’inconfondibile rivestimento in vetro scuro, Donald Trump possiede anche il 40 Wall Street, conosciuto anche come The Trump Building, completato nel 1930 per ospitare gli spazi della Bank of Manhattan Trust Building e soggetto dell’infelice dichiarazione nel Settembre 2011, dopo l’attacco alle Twin Towers «40 Wall Street […] actually was the second-tallest building in downtown Manhattan, and it was actually, before the World Trade Center, was the tallest-and then, when they built the World Trade Center, it became known as the second-tallest. And now it’s the tallest».

Anche a Chicago, Donald Trump è determinato a lasciare il segno: nel 2005, per costruire la Trump International Hotel and Tower chiama all’appello tre fra i più importanti Studi di architettura Americani: Lohan Associates, Kohn Pedersen Fox Associates, e Skidmore, Owings e Merrill (SOM). L’incarico verrà affidato infine ad Adrian Smith, dello Studio SOM, specializzato nella progettazione e realizzazione di edifici ‘supertall’, fra cui anche il più alto al modo, il Burji Khalifa, che propone l’interpretazione di uno dei più alti edifici residenziali del Nord America come un segno inconfondibile nello Skyline di Chicago.

Nel 2006, ben prima che Donald Trump venisse eletto neo Presidente degli Stati Uniti d’America, «in Architettura e Potere, Come i ricchi e i potenti hanno dato forma al mondo», Deyan Sudjic sostiene «L’architettura ha a che fare con il potere […] costruire si presta a esprimere la capacità, la risolutezza e la determinatezza del potere. In primo luogo, l’architettura racconta la storia di coloro che l’hanno creata. I leader politici la utilizzano per sedurre, impressionare e intimidire».
Donald Trump sembra averlo compreso perfettamente.

Elisa Russo

 

Bibliografia essenziale

  1. “Trump Tower New York | History Of Trump Tower NYC”. trumptowerny.com. Trump Tower. Retrieved 2016-08-11.
  2. http://www.huffingtonpost.com/entry/trump-9-11-bragged-towers_us_57d58b91e4b03d2d459aee98
  3. A. Smith, The Architecture of Adrian Smith, SOM, Toward a Sustainable Future, Images Publishing, 2007
  4. D. Sudjic, The Edifice Complex: How the Rich and Powerful Shape the World. Penguin. 2006

About Polinice

Polinice

Check Also

Colera Group Show

Il 25 marzo 2017 la Galleria Varsi presenta Colera esposizione di monotipi realizzati da Borondo, Run, Servadio e dal ...