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Soros contro Trump, c’è il magnate dietro le proteste dei democratici

A Soros e ai suoi compagni di merende, i magnati della finanza, non va giù l’elezione di Trump, non riescono ad accettarla. Dalle rivoluzioni “colorate” nei paesi dell’ex Patto di Varsavia alle proteste anti Trump, questo è il modo di operare di George Soros, pagare i manifestanti per influenzare l’opinione pubblica. Un esercito di pullman noleggiati per spostare i manifestanti/attori pagati dai 15 ai 20 dollari l’ora per gridare «Not my President» contro Trump, panini e bibite gratis.

Lo  dimostra il fatto che dietro ai manifestanti si trovano le associazioni UsAction e MoveOn, entrambe sovvenzionate e finanziate fortemente da George Soros. MoveOn si propone di “portare la gente comune nella politica” e ora si dichiara contro l’elezione di Donald Trump, UsAction invece rappresenta una rete di 501 associazioni e gruppi distribuiti su tutti gli Stati Uniti.

Inoltre al Mandarin Oriental Hotel di Washington, si è svolto un “seminario” a porte chiuse, fra i partecipanti la Democracy Alliance, un club iper esclusivo il cui tesseramento costa 30 mila euro l’anno e richiede un minimo di donazioni di altri 20 mila euro. Si batte, come da statuto, per “una democrazia onesta, un’economia inclusiva e un futuro sostenibile” La sua presidente Gara Lamarche, oggi fa mea culpa: «non si perde un’elezione che si doveva vincere e con così tanto in gioco senza commettere errori pesanti nella strategia e nella tattica». Al Mandarin Oriental Hotel hanno partecipato anche Nancy Pelosi (ex presidente della Camera dei Rappresentanti) e la senatrice Elisabeth Warren, oltre ai capi dei sindacati e dei gruppi di pressione liberali.

Ordine del giorno? Organizzare la resistenza anti-Trump. La notizia è stata riportata da Politico.

Per chi ancora non ha capito di chi si parla, George Soros è uno squalo della finanza globale. Uno che si è arricchito speculando su titoli di industrie e scommettendo sul fallimento degli Stati. Tutto in modo assolutamente legale, in un mondo che permette alla finanza e a chi ci opera di fare qualsiasi cosa. George Soros non è nuovo nell’architettare proteste, attraverso le sue fondazioni ha promosso le rivoluzioni che poi hanno consentito ad Obama di compiere le invasioni e le carneficine nei Paesi in cui negli ultimi anni si è “esportata la democrazia”.

Con Donald Trump questo giochino dell’interventismo imperialista sembra essere finito, e George Soros non ci vuole stare.

Come dice Pietrangelo Buttafuoco: “i liberal non sono più dalla parte del torto, ma dei privilegi. La sinistra, adesso, è il potere. L’anti-potere è il popolo. E di chi se lo prende.”

About Flaminia Camilletti

Laurea in Rel. Internaz. Scrivo, leggo e nuoto. Mi occupo di politica e mi interesso di economia. Scrittrice e autrice freelance. Appassionata di musica, ma solo di quella che piace a me. Scrivo di tutto ciò che riesco a capire, quello che non capisco cerco di studiarlo. Twitter: @FlamiCami

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