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Cos’è il Black Friday. Italia vs Usa

Il Black Friday in Italia è come Halloween. Una americanata che non ci appartiene. Ci piace l’idea, proviamo a rifarla ma sempre un po’ a modo nostro. Ci vestiamo da streghe sexy e zombie in smoking e mangiamo il risotto con la zucca e gli amaretti ma di bambini che fanno “dolcetto o scherzetto” alla nostra porta ne avrà bussato forse uno in tutta la vita. Un’occasione per organizzare feste, un argomento di conversazione per poter dire: “Che fai ad Halloween?” quando è ancora troppo presto per chiedere: “Che fai a Capodanno?”.

Così il Black Friday, il “venerdì nero”, il giorno dei grandi saldi americani. Il termine farebbe riferimento alle annotazioni sui registri contabili, che con gli acquisti di quella giornata segnano un passaggio dalle perdite (rosso) ai guadagni (nero). Secondo altri il richiamo è al grande traffico stradale che si forma in questa occasione. Il primo “Venerdì Nero” venne organizzato da Macy’s nel 1924 per dare inizio allo shopping di Natale.

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Il direttore di Macy’s ha dichiarato che ieri alle 5 di mattina fuori dal grande magazzino in attesa c’erano già 16mila persone. Non si tratta di saldi ma di una vera e propria svendita: 70%, 80% in meno sul prezzo di listino per ogni capo, dalle borse firmate alle pentole, dagli elettrodomestici ai videogiochi. Ieri un signore a New York ha messo nel carrello 4 televisori al plasma.

Il Black Friday è il sogno americano, in quella giornata puoi avere tutto quello a cui aspiri e che durante il resto dell’anno non potresti mai permetterti. I commercianti non hanno paura di abbassare i costi perché la quantità di merce venduta tra negozi e vendite online è impressionante. Alle 15 della costa orientale nel giorno X, le vendite on line di smartphone già valevano 680 milioni di dollari e si stima che nel 2016 solo lo shopping sul web abbia portato un giro d’affari complessivo superiore a tre miliardi di dollari.

Ovviamente è mors tua vita mea. Immaginate la ressa per la capsule collection di Yves Saint Laurent per H&M, moltiplicate all’infinito e avrete solo una minima visione di quello di cui si parla. Gli americani fanno la fila fuori dai negozi dal giorno prima, dormono accampati con le tende in strada. Gli stranieri vanno appositamente negli Usa. Ma al momento dell’apertura delle porte non c’è razza, cultura o religione: un’onda umana si avventa sugli stand. Non di rado alcuni vengono travolti e calpestati dalla folla.

C’è poi da considerare che il Black Friday cade in un giorno di festa: il venerdì successivo al giovedì di Thanksgiving. Le famiglie sono riunite, non si lavora, ci si può dedicare allo shopping e fare con anticipo e a prezzi vantaggiosi i regali di Natale. 24 ore dopo è finito tutto, almeno fino al lunedì successivo: il Cyber Monday. È la risposta dell’e-commerce al tradizionale venerdì dello shopping frenetico. Durante quella giornata vengono applicati forti sconti sui prodotti venduti all’interno dei negozi online ma a differenza del Black Friday non tutti i brand aderiscono.

In Italia nel dubbio tra Black Friday e Cyber Monday si sono inventati il Black Weekend. Un negozio italiano su quattro ha aderito. Sfidando la legge, che vieta sconti a trenta giorni dal Natale. Per noi non c’è il clima da giorni festivi ma si tratta di un fine settimana in cui da qualche anno alcuni negozi applicano delle riduzioni. Poche e poco convinte. Nella maggior parte dei casi tra il 20% e il 30% su una selezione di articoli.

L’essenza del Black Friday all’italiana l’ha espressa Zara. Grande insegna fuori. All’interno su alcuni pezzi c’era un ribasso del 20% ma questo non era segnato sul cartellino. Non ne avevi la certezza fino all’arrivo alla cassa. “Mi scusi è in saldo questa camicetta?” chiedo al commesso. “Guarda se c’era il cartello sopra lo stand, però solo se era esattamente sopra”. Nel senso che su quelli appesi a destra e a sinistra della targhetta -20% il prezzo era pieno. Risultato: al momento di pagare forse uno dei venti vestiti che avevi preso era in riduzione. Ma dopo che hai fatto 40 minuti di fila che fai li lasci? Sì, perché peggio della scarsa convenienza c’è il tentativo di confondere.

C’è sempre un risparmio, sicuramente utile in vista del Natale ma nulla che ti induca a fare la fila fuori dalla porta. E a questo punto tanto vale comprare online. Su Amazon.it sono stati ordinati più di 1,1 milioni prodotti, al ritmo di circa 12 prodotti al secondo.

I più popolari sono stati: Memoria Flash USB da 64GB, videogioco FIFA 17 per PlayStation 4, Harry Potter Collezione Completa (Edizione special), PlayStation 4 e uno Spazzolino Elettrico Ricaricabile. Alle 10.30 di venerdì erano già stati venduti così tanti album di Vasco Rossi da poter ascoltare musica per due mesi consecutivi. Alle 14:00 sono stati venduti così tanti Film di Harry Potter da poter riempire tutte le sale cinematografiche italiane 4 volte. Erano stati inoltre venduti così tanti aspirapolvere che, messi uno sopra l’altro, superano di 3 volte l’altezza del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo. Alle 18:00 il numero dei personaggi contenuti negli «Indovina chi» venduti, uguagliava la popolazione di Spoleto

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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