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Mark Ronson, il produttore più famoso del mondo. Genio o mestierante?

Musicista, cantante, dj, ma soprattutto grandissimo produttore. L’uomo che in Europa più di tutti (e forse anche fuori) è riuscito a trasformare ogni cosa che gli passasse sotto le mani in una hit di successo. Lily Allen, Amy Winehouse, Lady Gaga, Duran Duran, Paul Mc Cartney solo alcuni dei nomi con cui ha lavorato in questi anni e con cui è riuscito a produrre dischi fra i più venduti al mondo.

Se ne comincia a parlare davvero solo due anni fa con il successo di Uptown Special, suo quarto album lanciato dalla ormai celebre Uptown Funk, gran pezzo di musica funk arrangiato molto bene che ha scalato le classifiche mantenendo per 14 settimane la vetta della Billboard Hot 100 diventando così la canzone con più settimane al 1º posto del 21º secolo, nonché la seconda canzone più longeva in vetta della storia. Eppure Daffodils con Kevin Parker, nonostante abbia avuto meno successo, è decisamente il brano più pregevole dell’album.

Antipatico come pochi con quell’aria annoiata ricorda uno dei personaggi di Meno di Zero di Bret Easton Ellis; cresciuto tra New York e Londra da una famiglia molto ricca di ebrei, è sempre stato circondato da personaggi famosi ed ha cominciato la sua carriera senza grosse difficoltà suonando come dj nei più esclusivi locali newyorkesi durante gli anni 90. Tra i suoi successi più importanti, senza dubbio, il merito di aver lanciato sul mercato internazionale il genio di Amy Winehouse; Back to Black è uno degli album più belli che siano stati mai prodotti in Uk.

A dirla tutta Ronson è stato capace di produrre anche alcune fra le canzoni più brutte della storia della musica, penso a Lovelight di Robbie Williams, Hurt di Christina Aguilera, fino ad arrivare a Perfect Illusion di Lady Gaga uscita recentemente. Una cosa però accomuna tutte, indistintamente, le produzioni di Ronson: il successo. Che siano singoli di pregio oppure tormentoni inascoltabili, tutti i suoi pezzi hanno in comune il fatto di aver venduto tanto, il che spesso ha aiutato artisti in fase di declino ad allungare, se non altro, la propria agonia musicale.

La sua ricerca artistica risiede senz’altro nella black music, partendo dall’hip hop suo primo grande amore, passando per jazz, soul e arrivando infine al funk della sua Uptown Special. Ronson studia e produce, o riproduce come suggerisce qualche invidioso collega. Nell’ambiente infatti, dicono che sia un copione, a testimoniarlo il fatto che i primi di Novembre di quest’anno (2016, ndr) sia stato denunciato insieme a Bruno Mars da una band degli anni ottanta: i Collage. La band sostiene che gli elementi principali in Uptown Funk siano “palesemente e deliberatamente copiati” dal loro brano del 1983, Young Girls. Forse è solo il tentativo di recuperare qualche spiccio da una hit di grande successo, o forse no.

Copione o meno Mark Ronson come pochi altri al modo è in grado di produrre il prodotto musicale perfetto: la hit da primo posto in classifica, il che, qualunque giudizio se ne abbia, non è affatto facile. Si può dire che sia sempre riuscito a tirare fuori il meglio dagli artisti con cui ha collaborato, il che lo rende, tra le altre cose, il producer più richiesto di tutti.

Se Mark Ronson sia un genio o solo un bravissimo mestierante è una domanda a cui onestamente non è facile rispondere. La verità è che forse è un po’ tutte e due, e probabilmente va ammesso che nonostante la sua insopportabile spocchia, alla fine un po’ bravino lo è.

 

 

 

About Flaminia Camilletti

Laurea in Rel. Internaz. Scrivo, leggo e nuoto. Mi occupo di politica e mi interesso di economia. Scrittrice e autrice freelance. Appassionata di musica, ma solo di quella che piace a me. Scrivo di tutto ciò che riesco a capire, quello che non capisco cerco di studiarlo. Twitter: @FlamiCami

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