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C’ERA UNA VOLTA L’URSS

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Il 16 dicembre è stata inaugurata presso la sede di Azimut in via Flaminia la nuova mostra curata da Giovanni Argan, intitolata C’era una volta l’Urss, grande pittura figurativa d’oltrecortina.
La mostra presenta al pubblico una rassegna di opere d’arte sovietiche, realizzate tra gli anni ’20 e gli anni ’80, con l’obiettivo di ripercorrere le grandi linee dell’evoluzione del movimento artistico socialista, fino a sottolinearne l’influenza sull’arte contemporanea. Scene di lavoro in fabbrica e nel kolchoz, momenti di vita intima e quotidiana, vedute cittadine e industriali aprono scorci inediti su un mondo ormai dissolto.

C’era una volta l’Urss è un viaggio alla riscoperta dell’universo d’oltrecortina, che si propone di far conoscere al pubblico italiano uno straordinario periodo artistico, che ridiede centralità all’uomo, al lavoro e alla vita collettiva.  «Oggi che l’avventura dell’Unione Sovietica si è oramai conclusa, è giunto il momento di guardare quest’arte figurativa con uno sguardo nuovo, curioso e libero da sterili preconcetti ideologici» questo è il sentito auspicio di Giovanni Argan.

Sarà possibile farsi guidare sapientemente e gratuitamente tra le pennellate larghe e sciolte che caratterizzano il cosiddetto “impressionismo sovietico”.

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Come spiega il curatore, “Le opere esposte provengono da due collezioni private romane: le opere di Fedor Malaev e Adriana Magidson, marito e moglie nati all’inizio del ‘900 che hanno avuto un travagliato percorso di vita. Le opere esposte sono degli anni ’50, sono interessanti perché segnano l’epoca del disgelo e anche in pittura una pennellata più larga, si parla di “impressionismo sovietico”. Finisce lo stalinismo e in pittura c’è un rifiorire. Si nota un rinascere della vita anche perché la guerra è stata vinta e c’è tutta la società da ricostruire.

Inoltre, per quel tocco di originalità, giovinezza e reinterpretazione che mai manca nelle mostre curate da Argan, accanto ai grandi maestri russi è possibile apprezzare anche le opere del giovane artista romani Leonardo Crudi, il quale riprende lo stile delle avanguardie russe restituendogli lo smalto della modernità.

Oltre all’indiscutibile valore artistico delle opere esposte, quello che preme sottolineare è anche il fondamentale e per nulla scontato discorso storico su cui si fonda la mostra: per quanto discutibile, controverso, politicamente intricato, il periodo sovietico era fortemente intriso di pensiero marxista e leninista, fondamentale per comprendere buona parte dell’iconografia di questa epoca e che pertanto non può essere ignorato oppure omesso, se si vuole dare una lettura completa, onesta e ragionata della produzione artistica presentata al pubblico.

Senza questo presupposto si perderebbe consapevolezza degli importanti mutamenti stilistici e tematici che le opere in mostra rappresentano. A partire dagli anni ’50 infatti si insinuarono nel movimento artistico di stato del realismo socialista dei germogli che portarono al risveglio dell’attenzione per la vita interiore dei soggetti rappresentati e per la pittura di paesaggio. Durante il periodo chruščëviano (1953-1964), infatti, alcuni artisti iniziarono a conferire ai protagonisti delle loro opere un’umanità del tutto nuova, abbandonando l’austerità eroica che caratterizzava i personaggi dell’epoca staliniana mentre altri si dedicarono alla pittura di paesaggio, dipingendo en plein; è per questo possibile parlare di “impressionismo sovietico”, come anticipato in precedenza.

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È un’opportunità piuttosto rara di avere una mostra di questo genere, di così facile accessibilità e con la possibilità di farsi guidare e dare risposta alle proprie curiosità storiche.

Da non perdere questa esclusiva finestra  su un mondo artistico che resta spesso  ingiustamente inesplorato e che invece fino al 30 dicembre  si aprirà per noi grazie alla sapiente e sempre elegante guida di chi ha finalmente portato la pittura figurativa sovietica oltrecortina.

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martina coppola
Nella vita mi occupo di altro, perciò guardo all'Arte con la fiducia di chi spera che il mondo sarà salvato dalla Bellezza.

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