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Magnifico Blue Monday

Oggi, lunedì 16 gennaio è il «Blue Monday» ossia il giorno più triste nell’arco dei 12 mesi . Tale ricorrenza si celebra il terzo lunedì di gennaio di ogni anno. A calcolare la data del «fatidico lunedì» è stato quasi per scherzo, nei primi anni 2000, Cliff Arnall, uno psicologo dell’Università di Cardiff, che tramite una complicata equazione di fattori economici, climatici e comportamentali ha calcolato che questo è proprio il giorno più «nero» dell’anno.  Oltre al meteo, a rendere questo il giorno più triste dell’anno inciderebbero anche le spese accumulate durante il precedente periodo natalizio, la mancanza di soldi in attesa del prossimo stipendio, la presa di coscienza dei propositi per l’anno nuovo.

 

Eppure il lunedì nero per alcuni, per gli amanti della musica parla di uno splendido ricordo. Forse, dell’inizio del movimento dei rave, la fine del rock indie da trent’anni in mano alle major ( non me ne vogliano gli Hypster chic di Viale Romania a Roma) e la rigenerazione di uno dei gruppi più importanti della storia.

 

I NEW ORDER – E’ il 1981 e i New Order prendono le mosse da un patto tra i quattro componenti dei Joy Division: se uno di loro fosse uscito dal gruppo, i rimanenti tre avrebbero dovuto cambiare nome e genere musicale. Nel maggio dell’anno prima a togliersi la vita fu il leader Ian Curtis, un personaggio che partendo dalla propria malattia e depressione  scrisse alcuni die brani più belli della storia musicali, degli antidoti alle nubi intrisi di puro romanticismo e lotta interiore. E’ il 1982 quando l’espressione Blue Monday diventa la carica per qualsiasi ragazzo o ragazza d’Europa. Sono infatti i New Order a creare l’inno degli anni ottanta ossia “Blue Monday/586” (1983) il quale si basava esclusivamente sui sample della celeberrima drum-machine Oberheim DMX, dalla quale Steve Morris preleva e sovrappone in un crescendo di complessità le più svariate soluzioni ritmiche disponibili.

 

TRA GUERRA E MUSICA – Sebbene sia uno dei brani più ballati della storia. Nonostante sia l’antidoto al grigio e tetro panorama di gennaio, esso rappresenta anche un testo no banale. Infatti, con rara finezza estetica e pragmatica,  Sumner scrive un testo riferito alla guerra delle Falkland che riflette perfettamente la sensazione dell’ascoltatore di venire frustato dall’incedere della batteria: “How does it feel/ to treat me like you do/ when you’ve your hands upon me/ and told me who you are” . L strofa diverrà una delle più cantate e apprezzate del decennio.

 

Così il Blue Monday è per gli amanti della musica, del clubbing e del mondo post-indie un inno di felicità e di lotta. Come negli anni ottanta la Gran Bretagna appare lontana. Vicina è la sua generazione tornata nelle terrace, a creare subculture e a spingersi contro la guerra del mercato che li ha resi poveri prima interiormente e poi economicamente. Si riparte dall’ultima crisi di fine novecento per affrontare quella di inizio duemila. Così il Blue Monday diventa giorno triste e di speranza. Si balla per sconfiggere i tempi distorti di una musica ormai arida. Come a dire ” Magnifico Blue Monday”.

 

 

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd bevendo un bicchiere di Nikka.

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