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Eladio Dieste, genio (quasi) dimenticato

Dieste

Mi  considero ciò che sono: un ingegnere; di fatto però ho risolto i problemi del costruire in modo tale che gli architetti mi considerano un architetto, ed io mi sento molto onorato. Eladio Dieste

Eladio Dieste nasce ad Artigas, in Uruguay nel 1917. Forte di un’ottima preparazione tecnico scientifica – si iscrive alla facoltà di ingegneria dell’Universidad de la Republica di Montevideo, un luogo d’eccelleza nell’ambiente scientifico, formato sul modello francese che univa gli insegnamenti impartiti dalle Ecole des Ponts et Chaussées e dalle Ecole Polytechnique – si trova a lavorare in un paese senza grandi risorse naturali, dove tutto deve essere importato, anche il legname, ed in cui le uniche risorse sono la mano d’opera e la terra. La scelta che lui fa, sicuro dei suoi convincimenti  etico-politici, è quella di un riscatto della realtà locale rispetto al dominio  del  colonialismo euro-americano, che  traduce nel detto: se inventano loro, poi comandano loro. La storia dell’america latina é severa e parla chiaro: chi comanda non é chi detiene le risorse naturali ma chi possiede la tecologia per poterle sfruttare.

Ecco  quindi  l’impegno a lavorare con il laterizio, impiegandolo in forme tali da poterlo sfruttare al massimo in concorrenza con il calcestruzzo armato e l’acciaio, per i quali invece avrebbe dovuto far ricorso all’importazione. E’ una sfida difficile, ma non impossibile per il giovane  ingegnere, che inizia ad usare forme in cui prevale la compressione e quindi ottimali per il laterizio e, con l’uso del poco ferro necessario per contrastare le trazioni, realizza ardite strutture con forme ondulate, nelle quali non la massa, ma la forma, conducono  gli  sforzi ai punti di scarico e che gli permettono di superare grandi luci, anche di 50 metri con solo 12 cm di spessore.

I manufatti da lui costruiti sono capannoni per la lavorazione della frutta o della lana, fabbriche, silos per il grano, supermercati, stazioni per autobus e chiese, sparse per tutto l’Uruguay. Ad ognuna delle sue opere ha però saputo conferire un qualcosa d’originale, fatto di invenzioni strutturali intimamente connesse alla forma ed alla economicità dell’opera.

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Terminal di autobus – Salto, Uruguay – Aprile-Agosto 1980

Il giovane Eladio Dieste si forma in un’epoca turbolenta, in un piccolo paese, fortemente influenzato dalla cultura europea. Conosce la corrente modernista che si sta espandendo in Europa per effetto di Le Corbusier, ma soprattutto impara dalle idee del pittore Joaquin Torres Garcia e dal lavoro iniziale con l’architetto catalano Antoni Bonet, profondo conoscitore di Gaudì. Da tutto questo scopre la bellezza della sua terra, dei  suoi uomini e della  loro identità autoctona. E’ sempre rimasto ancorato al senso del luogo dettato dal suo paese d’origine.

Eladio Dieste Saint Martín, non era solamente un ingegnere, era anche un intellettuale umanista che non si accontentava del solo calcolo delle strutture e cercò anche un obbiettivo estetico e sociale. La funzionalità e la produttività non sono il suo fine, bensì lo è l’uomo. Tutta l’opera dell’ingegnere uruguaiano è in funzione dell’uomo. Mattone dopo mattone comincia la costruzione ed in questo movimento ripetuto degli operai, si rappresenta  la comunione, il cerimoniale della costruzione come nelle cattedrali gotiche che tanto lo appassionavano. Nelle sue chiese reinterpreta  le cattedrali romaniche, quelle gotiche e forse l’opera di Antoni Gaudì. Ogni pezzo, ogni mattone, ogni uomo sono parte del tutto e la costruzione avviene con la ragione ed il pensiero adattato al suo intorno ed alle possibilità, comprovando così che un modello esportato e disumanizzato dal proprio contesto, non risponde alla funzione sociale che il genio di Dieste vuole trasmettere.

Iglesia del Cristo Obrero – Atlantida, Uruguay – 1955-1958

Nel linguaggio del mattone, egli traduce quello che Le Corbusier aveva intuito nella cappella di Ronchamp sulla colorazione che la luce assume quando rimbalza su una superficie pigmentata: il ‘calore del colore’ e’ la caratteristica principale di tutti i suoi edifici.

Poco conosciute sono le sue opere e purtroppo dobbiamo registrare che nononstante l’appassionato impegno e la validità dei suoi manufatti, Eladio Dieste non sembra aver creato una scuola. In questo ha certamente influito la dittatura militare, che oltre ad avergli fatto terra bruciata intorno ha allontanato le menti migliori dall’insegnamento universitario. Nel 1973 infatti, a causa della sua candidatura nel Fronte Amplio, coalizione di centro-sinistra, viene proscritto dall’insegnamento universitario e come cittadino. Purtroppo finita la dittatura, Eladio Dieste non ebbe la stessa fortuna di alcuni dei suoi colleghi latino-americani, basti ricordare Paulo Mendes da Rocha in Brasile, a causa anche della poca considerazione dell’Uruguay sul piano internazionale.

 

About Bernardo Grilli

Bernardo Grilli
Si laurea in Architettura all’Università Sapienza di Roma. Studia e lavora a Lisbona per tre anni. Dopo una breve parentesi brasiliana approda a Parigi dove attualmente collabora in qualità di architetto per il Renzo Piano Building Workshop.

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