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“Father and son”: la commistione tra gioco ed archeologia per il rilascio dei musei

Un pubblico cambiato nel tempo, con diverse disponibilità e bisogni, in un rapporto con il mondo circostante fatto di molteplici connessioni ed input, tanto reali che virtuali, che necessitano un nuovo approccio della stessa cultura e dei musei per riuscire a (ri)attirare il visitatore tra le proprie mura, rendendolo un fruitore sempre più attivo e volitivo.

Su questa premessa si colloca “Fahter and son”, il primo videogioco prodotto da un museo statale, il Museo Archeologico di Napoli, uno dei più importanti e più visitati di tutta la penisola italica.

Attraverso una storytelling in chiave “storydoing”, in cui ogni scelta del protagonista influenzerà l’evolversi della storia, alla ricerca del padre archeologo tra le mura del Museo napoletano, il giocatore-visitatore da qualsiasi luogo del mondo potrà interagire virtualmente con i contenuti del MANN, che ospita le collezioni Egizia e Farnese e i tesori di Pompei ed Ercolano, scoprirne le origini e i misteri, “visitando” luoghi altrimenti inaccessibili e, magari, appassionandosi ad argomenti fino ad allora ignorati

“Attivare una nuova connessione con il pubblico, sia quello che visita il museo, sia quello virtuale” con queste parole il direttore del MANN Paolo Giulierin ha presentato il prodotto alla stampa, consapevole di come lo strumento videoludico vada ormai annoverato “tra le nuove forme d’arte” aggiungendo come “non si può che essere soddisfatti della nostra disseminazione culturale”.

In attesa del lancio ufficiale fissato per marzo 2017, sul sito ufficiale www.fatherandsongame.com è disponibile un’anteprima del prodotto ed ulteriori contenuti connessi.

 

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