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Yemen, il conflitto dimenticato

È datato 21 Febbraio il rapporto dell’Onu che denuncia le atrocità subite dalla popolazione yemenita. I media cercano di farla passare per una guerra civile quella che di fatto è una vera e propria aggressione dell’Arabia Saudita nei confronti del vicino Yemen.

Oltre 17 milioni di persone non sono in grado di alimentarsi correttamente di questi, 7 milioni non sanno se e cosa mangeranno nel pasto che verrà. Tutto questo in un conflitto che ad oggi ha provocato 10.000 vittime.

Nel 2012 il presidente del Paese Ali Abdullah Saleh ha lasciato il potere dopo oltre trent’anni, abbandonando la nazione ad una situazione catastrofica, sfociata poi in guerra civile dopo il colpo di Stato dei ribelli Houthi nella capitale Sana’a.  A tre anni dall’inizio del conflitto interno, l’Arabia Saudita ha formato una coalizione ed è intervenuta militarmente nel Paese, prima con l’operazione “Decisive Storm” e poi con quella “Restoring Hope”, ancora in corso. Questo, in concreto, ha reso la guerra non più un affare “privato”  bensì un conflitto di portata internazionale.

 

Ali Abdullah Saleh

 

Arab Press spiega:

Lo Stato yemenita occupa una posizione strategica controllando lo stretto di Bab el Mandeb, che collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden in cui transitano le petroliere dirette verso il canale di Suez. La protezione delle navi che trasportano olio e gas  è per gli Emirati Arabi Uniti (e per gli altri stati del Golfo) un obiettivo prioritario, poiché rappresenta un punto vitale e cruciale per la loro economia, ancora di più dopo il recente attacco da parte degli Houthi ad una nave della marina militare nel Mar Rosso. L’Arabia Saudita ha invece come obiettivo primario la restaurazione di un governo legittimo, supportando il presidente Hadi che è riconosciuto dalla comunità internazionale, che non è mai riuscito a prendere del tutto il controllo del Paese né ad avviare le riforme promesse. I punti di attrito fra i due Paesi sono il fatto che la monarchia saudita supporti il partito di Al-Islah, affiliato ai Fratelli Musulmani, che invece sono visti come un nemico acerrimo dagli Emirati e la nomina a vicepresidente di Ali Mohsen al-Ahmar, dopo aver estromesso Khaled Bahhah, vicino agli EAU. Lo Yemen è il più povero degli stati del Medio Oriente e questa guerra civile ha aggravato ancora di più la situazione con più di 6mila morti, circa 2 milioni di sfollati e la distruzione di infrastrutture primarie come ospedali, scuole, strade e fabbriche. Nel Paese, oltre alle due fazioni che si contendono il potere, è presente anche Al-Qaeda, che controlla una parte del territorio e ha condotto diversi attacchi terroristici. Sullo sfondo di questa situazione precaria si consuma intanto lo scontro tra i due principali attori regionali per l’egemonia e l’influenza sul Medio oriente: da una parte l’Iran, che rappresenta l’islam sciita e supporta gli Houthi; dall’altra l’Arabia Saudita, esponente primario dell’islam sunnita, che sostiene invece il presidente Hadi.

 

Bambini a Sanaa

 

Come se non bastasse il conflitto yemenita, colpisce più degli altri donne e bambini, Nel 2016, le équipe Msf dell’ospedale materno-infantile e nei reparti materni a Taiz, hanno assistito più di 5.300 parti, fornito più di 31.900 consultazioni prenatali, condotto più di 2.600 consultazioni post-parto e inserito più di 2.500 bambini gravemente malnutriti nei programmi di alimentazione terapeutica. Da quando sono scoppiate le violenze, nella città sono stati curati più di 10.700 feriti di guerra. Oggi quello ed altri ospedali in tutto il Paese rischiano di chiudere a causa della carenza di forniture mediche.

Gli attacchi dell’Arabia Saudita sono di una brutalità inaudita e colpiscono nei momenti e nei luoghi in cui la popolazione è più indifesa, come nel caso del raid aereo dello scorso 16 febbraio avvenuto durante una cerimonia funebre in cui sono morte otto donne e un bambino.

Link al rapporto Onu

About Flaminia Camilletti

Laurea in Rel. Internaz. Scrivo, leggo e nuoto. Mi occupo di politica e mi interesso di economia. Scrittrice e autrice freelance. Appassionata di musica, ma solo di quella che piace a me. Scrivo di tutto ciò che riesco a capire, quello che non capisco cerco di studiarlo. Twitter: @FlamiCami

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