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Palme e fenicotteri a Milano

È il tormentone del momento: Philippe Daverio le ha definite le Palme della discordia e son servite a poco le sue narrazioni storiche, che illustrano come in realtà l’accusa di “Arabizzazione” di Milano sia infondata, dato che l’albero che per i prossimi 3 anni arrederà Piazza Duomo provenga in realtà dalla Cina. E nemmeno la palma in bronzo, simbolo di “sapienza e rigenerazione”, custodita nella cripta della chiesa del San Sepolcro, voluta dal cardinal Carlo Borromeo nel 1600 e che nelle mappe del Codice Atlantico Leonardo individua “il vero mezzo” di Milano, è bastata a spegnere le polemiche. L’hashtag #palme è entrato nelle tendenze di twitter, scatenando le ironie del pubblico che ha notato una strana coincidenza fra l’arrivo della specie in città e delle inedite giornate di sole, insolite nel grigiore di Milano. “Benvenuti a Los Milangeles” è stato il commento degli influencer del web Chiara Ferragni e Fedez. E l’arrivo dei banani in Piazza non ha migliorato la situazione.

Il progetto nasce dalla matita di Marco Bay, architetto Milanese, che ha partecipato al concorso lanciato dal Comune per l’allestimento di un’area verde all’interno della Piazza. E ben poco c’entra Starbucks, che si è strategicamente occupato della sponsorizzazione del giardino, in previsione della prossima apertura della prima sede in Piazza Cordusio, in collaborazione con una garanzia della ristorazione Milanese: Pinci.

Milano, Piazza Duomo

Il Vicepresidente del Municipio, Elena Grandi, ha dichiarato: «L’aiuola di piazza del Duomo è da sempre una sorta di allestimento temporaneo che, grazie agli sponsor, ogni tre anni si trasforma e si rinnova. Le nuove aiuole con palme, banani e ibiscus, potrebbero sembrare un progetto ardito ma non del tutto incoerente con la tradizione milanese. Infine lo sponsor garantirà una manutenzione impeccabile, cosa non semplice in un’aiuola che, a causa dei sottoservizi presenti, è dotata di uno strato molto sottile di terra. Per questo non sarà mai possibile mettere a dimora alberi destinati a crescere e a rimanere in loco in maniera definitiva».

Ed in effetti la specie della palma, non è del tutto insolita per Milano, anche se certamente i 131 esemplari presenti oggi in città non la rendono la specie arborea nella quale sia più facile imbattersi, così come qualche fenicottero nei giardini di Villa Invernizzi non ne fanno l’animale più diffuso nella metropoli. L’architetto Vittorio Gregotti, ha bocciato il progetto, evidenziando come banani, palme o qualsiasi essenza arborea, non possano in alcun modo armonizzarsi all’interno della piazza Ottocentesca.

Sarà anche per colpa della Fashion Week, dell’imminente Miart o forse del Salone del Mobile, ma Milano non è mai stato tanto interessante agli occhi di turisti e Piazza Duomo tanto fotografata dai suoi cittadini.

Il dibattito si è acceso e, probabilmente non appena I Milanesi si saranno abituati alla vista delle foglie pungenti delle palme, sarà già giunto il tempo di rimuoverle.

About Elisa Russo

Elisa Russo
Lettrice e architetto, sono appassionata di arte, design ed architettura, e della loro comunicazione. Credo fermamente nelle parole di Leo Longanesi: “Un'idea imprecisa ha sempre un avvenire.”