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Benvenuto Spirit: il ritorno dei Depeche Mode

37 anni di carriera, 14 album ed oltre 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. La band creata a Basildon nel 1980 dal carismatico leader e cantante Dave Gahan, da Martin Lee Gore, chitarra e tastiere, e da Andrew Fletcher, tastiere e basso, nel corso del tempo ha abbracciato e sperimentato i più svariati generi musicali, dal synth pop, al pop rock, sino alla new wave. Uno degli aspetti più affascinanti dei Depeche Mode riguarda la loro evoluzione sonora e stilistica, di cui ci si accorge ascoltando la discografia in ordine cronologico, a partire dal primo album del 1981. All’inizio della loro carriera si sono dedicati ad album leggeri e ballabili. Una delle hit, Just Can’t Get Enough, adottata come coro dalla curva dei tifosi scozzesi del Celtic FC di Glasgow, è inclusa in Speak and Spell, il primo album in studio del gruppo musicale britannico, pubblicato il 5 ottobre 1981. Oppure si pensi anche a Dreaming of Me, il primo singolo in assoluto dei Depeche Mode, pubblicato sul mercato del Regno Unito il 20 febbraio 1981. Entrambi i brani –  sebbene ormai molto datati – sono ancora oggi tra i più amati e richiesti dai fans durante i concerti, proprio perché estremamente attuali dal punto di vista dei suoni, allegri, travolgenti ed in grado di trasformare il Live in una vera e propria festa.

I Depeche Mode sono poi approdati ad un repertorio più tenebroso e cupo. Già alcune tracce dell’album Some Great Reward del 1984 resero chiaro come il gruppo fosse approdato ad una nuova fase. La solarità dei primi anni stava scomparendo, per lasciare posto al buio e a un umore più malinconico. Il prodotto di questo nuovo sentire è Black Celebration del 1986, disco dai toni più cupi, gothic e dark, che caratterizzeranno tutta la produzione seguente. Enorme è stata l’influenza esercitata dai Depeche Mode sulla scena techno dei nostri giorni, ed il remix di The sinner in me per mano del dj cileno Ricardo Villalobos ne è l’esempio calzante. Gli anni Novanta rappresentano per la band di Basildon il momento di maggiore successo a livello mondiale. Nel 1990 viene pubblicato Violator, uno dei dischi più apprezzati, specie per la presenza di due tra i brani più famosi del gruppo, Enjoy the Silence e Personal Jesus. Furono anni di continue esibizioni dal vivo per i Depeche Mode, anche se parallelamente iniziarono a deteriorarsi i rapporti tra di loro. La massima fase di crisi si verificò subito dopo l’uscita dal gruppo del tastierista Alan Wilder. Infatti il 28 maggio 1996 un’overdose di speedball, mix letale di cocaina ed eroina, conduce Dave Gahan alla morte clinica per tre minuti, per poi esser miracolosamente rianimato e salvato. Con la fine dei problemi di droga di Gahan e con l’inizio del nuovo secolo si assiste ad una rinascita dei Depeche Mode, con ben 4 album pubblicati tra il 2001 ed il 2013. Concerto – manifesto di questa nuova era è il Live del novembre 2013 durante il Delta Machine Tour, in cui Gahan, Gore e Fletcher hanno deliziato l’intera arena O2 World di Berlino, mostrando la vitalità e l’energia dei tempi migliori.

Proprio in questi giorni – 17 marzo 2017 – è uscito il loro ultimo disco intitolato Spirit e pubblicato dalla Columbia Records. L’album può già essere ascoltato nella sua versione Deluxe su Spotify ed è costituito da 12 tracce, tra cui troviamo il singolo Where’s the Revolution, ormai nelle radio da diverse settimane. I Depeche Mode rapiscono ancora una volta l’ascoltatore con quei suoni sintetici che li hanno resi celebri, con melodie pensate quasi appositamente per mitigare la durezza dei testi. Spirit sarà promosso con un tour mondiale, Global Spirit Tour, il diciottesimo della band, che avrà inizio il 5 maggio 2017 a Stoccolma. Dopo la trance europea, nell’estate 2017 le esibizioni proseguiranno con date in Nord e Sud America e si concluderanno il 28 ottobre 2017 a Edmonton. Fortunatamente per noi i Depeche Mode passeranno anche in Italia: il 25 giugno a Roma, Stadio Olimpico; il 27 giugno a Milano, Stadio San Siro; il 29 giugno a Bologna, Stadio Dall’Ara. Suoneranno dal vivo vecchi e nuovi brani…Enjoy the Silence, anzi no…Enjoy the Concert!

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