Home / Polinice / Cultura come strumento di dialogo fra i popoli

Cultura come strumento di dialogo fra i popoli

Il 1 gennaio 2017 l’Italia ha assunto la Presidenza di turno del G7 e, nell’ambito delle iniziative programmate durante l’anno, organizza a Firenze il primo G7 in assoluto dei Ministri della Cultura sul tema “Cultura come strumento di dialogo fra i popoli

La promozione del dialogo interculturale e la creazione di una coscienza condivisa rappresentano uno strumento essenziale al servizio della collaborazione, dell’integrazione, della solidarietà, della crescita e dello sviluppo sostenibile.

Promuovendo il primo G7 dei Ministri della Cultura e dei rappresentanti delle grandi organizzazioni mondiali, l’Italia conferma la volontà di esercitare il ruolo di leadership culturale: l’obiettivo è definire un documento comune sul tema della cultura come strumento di dialogo. La comunità internazionale potrà così ribadire il proprio impegno nel recuperare e preservare il patrimonio dell’umanità danneggiato dalle calamità naturali, colpito durante i conflitti e attaccato dal terrorismo e nel contrastare il traffico illecito dei beni culturali. Tra gli obiettivi del vertice anche un’intesa sulla necessità di prevedere una componente culturale nelle missioni di pace promosse dalle Nazioni Unite e di rendere permanente il vertice dei ministri della Cultura nei prossimi G7.

Firenze, città patrimonio UNESCO per la ricchezza e la bellezza dei suoi monumenti, dà così il benvenuto in Italia agli ospiti del G7 anche attraverso un intenso programma culturale realizzato per l’occasione. Qui, dove tra la fine del Trecento e la metà del Cinquecento si ebbe un’eccezionale fioritura della letteratura, delle arti, delle scienze, qui dove nacque il Rinascimento, oggi può prendere il via una nuova consapevolezza della comunità internazionale nei confronti del patrimonio culturale.

www.beniculturali.it/G7Culture    |    #G7Culture

PROGRAMMA DELL’INCONTRO del 30 e 31 marzo

Sessione I – I LIMITI E LE OPPORTUNITÀ DELLA NORMATIVA INTERNAZIONALE

Chair: Giampaolo D’Andrea, Capo di Gabinetto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Moderator: Lorenzo Casini, Professore di diritto amministrativo, Consigliere giuridico del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

La sessione mira ad individuare i principali problemi posti dalle Convenzioni internazionali in materia di tutela del patrimonio culturale, con particolare riguardo alla Convenzioni UNESCO 1970 sulla circolazione illecita e alla Convenzione UNESCO 1972 sulla tutela del patrimonio mondiale. Problemi da porre in rilievo possono riferirsi, a titolo di esempio, alle difficoltà di delimitare e identificare i beni da tutelare, ad eventuali mancate ratifiche delle Convenzioni o alle difficoltà di comminare sanzioni.

Ogni relatore si soffermerà sulle seguenti domande: quali sono le maggiori potenzialità e i maggiori limiti della normativa internazionale in materia? Quali sono i principali insegnamenti? Quali sono i prossimi passi? Quali sono gli istituti giuridici e gli strumenti normativi (per es. hard/soft law, operational standards, guidelines, etc.) che possono meglio assicurare l’efficacia delle norme e delle procedure internazionali? Quale è il ruolo delle corti internazionali, anche alla luce della decisione al-Mahdi della Corte penale internazionale?

Sessione II – LE “PRATICHE” DI TUTELA: PUNTI DEBOLI E PUNTI DI FORZA

Chair: Fabrizio Parrulli, Generale di Brigata, Comandante del Nucleo di Tutela del patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri- TPC

Moderator: Tiziana Coccoluto, Magistrato, Vice-Capo di Gabinetto Vicario del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

La sessione intende mettere in evidenza le migliori modalità operative per la tutela, anche preventiva, del patrimonio culturale. Particolare attenzione è posta alle pratiche investigative e alle forme di intelligence, all’uso di database e altri strumenti informatici, alle migliori tecniche conservative.

Ogni relatore si soffermerà sulle seguenti domande: quali azioni concrete sono intraprese per la tutela del patrimonio culturale e con quali strumenti? Quali sono le migliore tecniche e soluzioni organizzative e procedurali per la prevenzione e il contrasto del traffico illecito di beni culturali? Come raccogliere in modo efficace i dati e le informazioni? Quali sono le migliori forme di cooperazione internazionale? Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano? Qual è il ruolo delle autorità che debbono contrastare i reati contro il patrimonio culturale nel sensibilizzare la collettività?

Sessione III – LA FORMAZIONE: QUALI MODELLI?

Chair: Francesco Scoppola, Direttore generale Educazione e ricerca, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Moderator: Maria Luisa Catoni, Professore di Storia dell’arte antica e di archeologia, Direttore della Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo

La sessione ha l’obiettivo di ricostruire i modelli formativi nel settore del patrimonio culturale, valutandone i pro e i contro in termini sia di soluzioni istituzionali, sia di risorse umane e finanziarie. L’obiettivo è verificare il ruolo del patrimonio culturale nel sistema formativo dei diversi Paesi, a tutti i livelli (dalla scuola alla specializzazione professionale).

Ogni relatore si soffermerà sulle seguenti domande: quali modelli di formazione sviluppare per assicurare un futuro al patrimonio culturale dell’umanità? Quale ruolo deve avere il patrimonio culturale nei diversi cicli formativi? Quali competenze e professionalità sono necessarie nell’ambito della tutela, della gestione e della valorizzazione del patrimonio culturale? Quali forme di cooperazione internazionale vanno messe in atto nel campo della educazione e della formazione in materia di patrimonio culturale?

About Polinice

Polinice

Check Also

Gabriele Sandri – Dieci anni dopo

Dieci anni dopo. Dieci anni dopo quell’uggiosa giornata di novembre che si trasformò in lacrime. ...